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Eubea e il suo Ròinos: incontriamo Francesco Sasso

La Cantina Eubea è stata fondata nel 1922 è un’azienda ubicata in un antico casale che risale all’ottocento nell’areale di Ripacandida (Pz).





I terreni hanno origini vulcaniche con vigneti che risalgono dai quaranta ai sessant’anni d’età,  coltivati e collocati per 13 ettari a Barile e 3 ettari a Ripacandida,  che rispondono ai criteri della coltivazione biologica. I vini vengono prodotti con  macerazione che può superare anche i 40 giorni, evoluzione in botti grandi da 18 ettolitri per 24-30 mesi che fanno sosta nelle grotte della cantina.

La zona è vocata alla produzione dell’Aglianico dove nasce un prodotto di ottima manifattura come l’Aglianico del Vulture Ròinos, riconosciuto da Vinoway nella Wine Selection tra i migliori vini rossi italiani. Un ettaro e mezzo di vigneto viene dedicata alla produzione di Sirah “Le More”, che in base all’annata può essere prodotto fermo o passito.



Ròinos è un vino di grande struttura, ben definite ed  eleganti le note olfattive che ricordano effluvi di tabacco, pepe nero susseguendosi a note floreali e frutti a bacca rossa, invogliando alla beva avvolgendo il palato nella sua sontuosità e pienezza, un vino di grande struttura e dai tannini importanti ma non invadenti, lascia un finale di bocca lungo dai toni speziati.



Il vino nasce grazie alla passione di Francesco  Sasso che ha voluto proseguire le orme del padre, producendo “Vino per amore” dedicando meticolosità alla vitivinicoltura del territorio lucano anche se la sua principale attività è stata per anni quella di insegnante di matematica, ragioneria ed economia. Oggi l’azienda è seguita con attenzione e predisposizione alla comunicazione e commercializzazione dalla figlia Eugenia che mi ha confidato che a breve uscirà una bella novità dall’azienda di famiglia, un bianco Moscato secco prodotto nell’areale di Barile contrada Pian di Carro, del quale saranno prodotte circa 4.000 bottiglie.

Ho incontrato Francesco Sasso, uomo di “altri tempi” nei modi ma con verve e idee moderne.

Chi è Francesco Sasso?
E' uno che da ragazzo si nutriva col vino, a 10 anni aiutava suo padre in cantina,  il quale non era un professionista del vino ma era uno che era già citato sui romanzi popolari come riferimento di questo territorio, dove lui faceva il vino per amore.

La tua passione per il vino da cosa deriva?
E' nata senza dubbio dalle emozioni che provavo nel sentire  i profumi che ti estasiavano, il gusto di quei vini di una volta, quando non c'era inquinamento e che  ti riempivano l'anima. Man mano che sono cresciuto ho goduto di un piacere, quello di stare bene con me stesso nel momento in cui diventavi protagonista delle emozioni di un altro. Vedere una persona che si emoziona col tuo vino ti toglie tutta la stanchezza.

Che cosa vorresti dall'Aglianico del Vulture, qual è la caratteristica principale che a te fa più piacere trovare nel vino?
Ciò che apprezzo in un vino come l'Aglianico, considerando il collocamento geografico del nostro territorio, è l'eleganza. L'eleganza è quando ti approcci col vino e percepisci questa sensazione di pulizia, di piacevolezza... poi  scopri man mano le altre caratteristiche e  alla fine dici “questo è l'Aglianico che voglio io”, non solo un vino strutturato.  Ma se un vitigno non ha almeno 30 anni secondo me non produce quel concetto di eleganza di cui parlavamo prima. La combinazione intelligente porta a questa emozione finale che è il vino.

Ti piace essere considerato enologo?
Io non sono enologo, assolutamente. Io sono uno che ama e rispetta il vino. L'enologo è indispensabile nella fase di produzione. Io rispetto la professione dell'enologo fin quando lui rispetta la natura che va a plasmare. Purtroppo alcuni enologi, non quelli intelligenti, non quelli bravi, spesso  vanno a rischiare la loro professionalità incidendo in maniera pesante sul prodotto finito.

Se tu dovessi un giorno cedere la tua attività come produttore di vino, da un punto di vista enologico, a chi affideresti questa tua azienda?
Io devo dire la verità, non ho mai avuto un enologo tranne in una circostanza , l'avvento di  mia figlia Eugenia a capo dell'azienda. Pensai allora di affiancarle  per 7-8 mesi un amico enologo in modo tale che mia figlia imparasse da questo professionista. Alla fine però, per quanto bravo questo professionista fosse, Eugenia si rese conto di una cosa, che noi andavamo comunque a correggere il tiro su ogni cosa che l'enologo landava a prescrivere e capimmo che l'esperienza sul campo vale già mezza professione di enologo e sono convinto che mia figlia sarà in grado di percorrere con successo le orme di suo padre.
 
La tua passione per il Sirah?
E' nata dall'emozione di un assaggio. Mi sono detto, visto che sono un privilegiato perchè vivo in un territorio stupendo, perchè non provare? Ho iniziato perciò questa produzione limitata di circa due, tremila   bottiglie che produco però solo nelle annate che ritengo favorevoli.

Senza Francesco l'azienda Eubea non potrebbe esistere...
Sì, anche se  Eugenia si sta impossessando soprattutto del mio modo di pensare. La mia filosofia col vino è autentica, non è derivata da teoriche storiche.  Penso che nel mio mondo debba essere io  il primo ad emozionarmi e ad avere piacere. Se io riesco ad essere soddisfatto, penso di poter trasferire  questo sentimento ad altri.

Se tu dovessi educare un nuovo giovane alla vinificazione, che cosa gli diresti?
Gli direi di badare più alla gestione complessiva dell'azienda che  alla sola vinificazione, di tener presente di non guardare solo al risultato economico, a guadagnare soldi. Fare un buon vino non significa andare a comprare qualsiasi tipo  uva, per chi non ha i vigneti, ma solo quella determinata uva, che abbia quelle determinate caratteristiche perchè il territorio è fortemente diversificato. Qui si parla di pianure, vigne alte, medio alte e a seconda della provenienza e dal modo in cui è gestita la vigna, noi abbiamo poi un risultato.

Tu dici che il territorio è vocato alla vinficazione in Aglianico, Sirah...?
Il Sirah è una piccola esperienza che sto facendo, non è una produzione massificata, ma una “scommessa” nata dalla passione.

Se tu dovessi dare un giudizio al vino che ti dà più piacere?
Direi  l'Aglianico perchè è capace di darti un'emozione completa. Il Sirah è  più speculativo, più facile e noi ci dobbiamo confrontare con qualcosa da scoprire man mano. Il Sirah è immediato, l'Aglianico lo scopri con gradualità e non ha secondo me rivali. Ogni vino  è rappresentativo della sua Regione, perchè ogni territorio ha le sue peculiarità.

Perchè secondo te il tuo vino viene apprezzato dal pubblico, oltre che dagli appassionati?
Perchè innanzitutto il mio vino lo definisco etico, nel senso che qui ci sono tutti i passaggi che sono controllati personalmente da me e da Eugenia. Niente è affidato a terzi, per cui io sono certo di quello che faccio e ho la possibilità di offrire garanzie, garanzia delle vigne, garanzie in cantina, non abbiamo un terzo che trasforma e produce i nostri vini. Qui siamo noi, diretti. Queste sono tutte le ragioni per le quali dico che non si beve solo il vino, ma una serie di elementi...
Ultima modifica ilVenerdì, 16 Giugno 2017 13:22

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