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Vita da Sommelier: Antonio Riontino

Vita da Sommelier: Antonio Riontino Foto di Rocco Lamparelli
Antonio Riontino è nato a Foggia e vive a Margherita di Savoia (BAT) ed è il Maitre - Sommelier del ristorante "Canneto Beach 2".
 
Nell'ottobre del 2013 ottiene il Master di specializzazione sulle acquaviti.

Nel 2016 diventa Assaggiatore di olio extra vergine di oliva presso Asso.frant.o.i, partecipa al 3°Concorso Master del Friulano a Udine, al Concorso del Vermentino a Genova, alle semifinali del concorso Miglior Sommelier d'Italia e diventa Degustatore Ufficiale AIS.



Antonio, sei Sommelier AIS e ti sei presentato al concorso per il miglior Sommelier d'Italia, raccontaci quali sono state le tue emozioni durante questa bella esperienza...
Le emozioni sono state tante, tutt'ora mi batte il cuore solo al pensiero di quei due giorni trascorsi alle semifinali. E' stata veramente una grandissima emozione, essendo stata la prima volta, e credo che non sarà l’ultima perché ho intenzione di riprovarci in futuro per arrivare, chissà, al titolo.

Tu, insieme a tuo padre che è cuoco, gestisci un ristorante a Margherita di Savoia, il “Canneto Beach 2”. Qual è la tua funzione nel ristorante?
Nel mio ristorante mi occupo del "Food & Beverage", gestisco la cantina e sono direttore sommelier. Io e mio padre, che è lo chef, stiamo portando avanti un obiettivo, ossia la grandissima qualità del cibo e l'eccellenza del vino. Cerco di fare da ambasciatore del vino nel mio piccolo ristorante.
 
Indicaci un vino del sud, uno del nord e un vino del centro-sud.
Come vino del sud, ne proporrei uno del mio territorio, il Nero di Troia. Per il nord i vini prodotti da Nebbiolo, per il centro  il Brunello di Montalcino, o possiamo andare anche in Umbria con il Montefalco Sagrantino.

Come trovi i vini delle isole Sardegna e Sicilia?
In queste isole c’è una forte tradizione sul vino, in Sicilia il Marsala, il Passito di Pantelleri, non posso non tenere in considerazione le pregiate produzioni dell’Etna. In Sardegna fanno degli ottimi vini e apprezzo molto il Carignano del Sulcis. Direi che ogni regione italiana regala eccellenze, profumi, territorio e noi sommelier abbiamo il compito di  estrapolarli cercando di trasferirli nella mente e nel cuore dei degustatori e degli appassionati.

Un errore che non dovrebbe mai commettere un sommelier in sala?
Dovrebbe evitare l’improvvisazione, non farsi trovare preparato sulle numerose tipologie di vino e soprattutto deve evitare di dire cose inesatte all’ospite. Un sommelier è un ambasciatore che ha il compito di trasmettere la grande fatica che il produttore ha fatto per il consumatore.

Ciò che ti spinge ad aderire ai concorsi nazionali e regionali è una questione di passione o ambizione personale?
Direi che tutto parte dalla passione, poi serve anche l'ambizione  perchè bisogna avere delle forti motivazioni per mettersi in gioco con tutti, in ogni concorso devi dimostrare quello che è il tuo valore e sono proprio quelli i momenti in cui ti esprimi al massimo e impari sempre di più.

Quando iniziasti il percorso di sommelier con l'AIS, pensavi di poter ambire a questi concorsi, a questi obiettivi?
No, non l'avrei mai immaginato. Come migliore del mio corso fui iscritto al concorso “Bonaventura Maschio” ottenendo grandi punteggi, tutto è nato di là, poi ho continuato e lo farò anche in futuro.

Cosa vuoi che ti auguri?
Io spero prima o poi di vincere il concorso come miglior sommelier d'Italia.

Se ti dovessero proporre di andare a lavorare in un grande ristorante, anche stellato, lasceresti la tua attività?
Questo non lo farei mai perchè punto alla fama con il mio ristorante nella mia piccola città, Margherita di Savoia, che è quasi sconosciuta se non fosse  per le saline. Vorrei spingere il mio ristorante ad alti livelli per poi chissà, in un futuro, farlo diventare stellato. Le ambizioni sono forti, gli obiettivi  li abbiamo già prefissati, noi ci crediamo, poi si vedrà.

Se un cliente si dovesse mettere in competizione con il sommelier di sala, tu come lo affronteresti?
Questa è sempre una questione di delicatezza perchè il cliente va sempre ascoltato. E' inutile mettersi in competizione perchè il cliente va rispettato, in questi casi con molta calma dobbiamo fargli capire quello che noi pensiamo cercando di persuaderlo, ma senza ostilità.

Come valuti oggi la ristorazione pugliese?
La Puglia sta crescendo nella ristorazione, ci sono tante eccellenze e tanti miei colleghi  sono davvero bravi. Anche mio padre è bravo e secondo me è tra i migliori chef di Puglia, anche perchè girando per i vari concorsi assaggi le diverse cucine e ti rendi conto che la mano di mio padre funziona e chissà... forse in  futuro, starà tra le eccellenze.

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