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Gianpiero Gerbi l'enologo in..."Erbaluce"

Foto di Michelangelo Tagliente Foto di Michelangelo Tagliente
Gianpiero Gerbi è enologo, ha studiato e si è laureato all'università di Torino e ha incominciato a fare la sua attività di consulenza nel 2011 con il gruppo della Cordero Consulenze.
In questi anni ha iniziato ad occuparsi di tante attività, a partire dall'Onav, come degustatore e relatore, si è affacciato al nuovo mondo del commercio online grazie ad una società che ha un sito di vendita di vino online, Svinando.com,  un progetto da lui  creato insieme ad alcuni amici appassionati di vino, molto competenti sia delle logiche di mercato sia delle logiche di internet, coniugando le varie capacità e creando questa società che sta lavorando molto bene ed è uno dei player più importanti sul mercato online in Italia. Attualmente lavora per l’azienda Tenuta Roletto di Cuceglio (To).



Gianpiero, da cosa  nasce la tua passione per il mondo enologico?
Nasce perchè io da sempre ho vissuto grazie ai miei nonni il mondo della campagna. Io ho origini astigiane, sono cresciuto e ho vissuto a Torino la mia giovinezza, ma ho sempre passato le estati in campagna. Questo legame, questa passione per la terra nasce da lì, poi sono un pò figlio d'arte in quanto mio papà Vincenzo è professore ordinario di enologia all'università di Torino.

L’ Erbaluce di Caluso è un vitigno autoctono  piemontese, come si sta evolvendo?
L'Erbaluce è un vitigno bianco in terra di vini rossi, siamo nella zona del canavese, una zona molto particolare. Un territorio di origine morenica che nasce dallo scioglimento dei ghiacciai che coprivano l'arco alpino, un terreno molto povero e ciottoloso, l’unico però dove si  coltiva l' Erbaluce. Dal punto di vista agronomico,  ha come peculiarità il fatto di essere una pianta che si espande molto dal punto di vista vegetativo. La caratteristica della viticoltura canavesana è la pergola, tutte le vigne sono allevate con questo sistema tipico, una pergola diversa da quella trentina o da quelle che si trovano nell’Italia orientale, una pergola molto ampia tant'è che le densità ad ettaro sono basse, siamo attorno ai 1800/2000 ceppi per ettaro. La caratteristica è quella di avere un grappolo spargolo con un acino estremamente duro, con una buccia molto spessa, molto croccante.



E’ un vitigno che trova la sua migliore espressione nei vini fermi, nella spumantistica o nell'appassimento?
Hai opportunamente citato le tre  tipologie  di produzione dell' Erbaluce vino fermo, spumante metodo classico e passito. Se dovessimo mettere in ordine di importanza questa triplice attitudine, direi prima il passito, il prodotto più tipico della zona, poi le bollicine perchè Docg, quindi l' Erbaluce ha come carattere un'acidità forte, vibrante, strutturante e infine la versione di vino bianco fermo che è molto interessante e, differentemente dal passato, posso dire che è un vino che può sfidare il tempo e affinarsi.



C'è un retaggio culturale che il vino bianco di Erbaluce non sia così longevo e  va quasi subito in ossidazione, è una caratteristica o si sta correndo ai ripari?
C'è stato un periodo in cui l' Erbaluce, negli anni ‘80-‘90, era criticata non solo dal piccolo pubblico che la consumava ma addirittura dai produttori stessi. La additavano di essere troppo acida e di avere questa  tendenza all'ossidazione per cui  Erbaluce  si consumava sostanzialmente nei primi 6 mesi dell'imbottigliamento. Oggi le cose sono cambiate perchè si è incominciato a lavorare l' Erbaluce secondo le proprie caratteristiche e non secondo la classica vinificazione che va bene per il Pinot Grigio... si è incominciato a studiare quali fossero le problematiche, a capire che bisognava fare delle lavorazioni rispettose di questa buccia così croccante e dura. Si è lavorato in cantina sulle modalità di pressatura e sulla conservazione del vino fino ad arrivare ad  avere un Erbaluce che non solo non invecchia presto, ma si esprime al meglio dopo un certo periodo, soprattutto dopo un anno dall'imbottigliamento.



Nella Tenuta Roletto state tentando anche delle sperimentazioni con il Guyot , come stanno andando?
Siamo in un contesto in cui tutta la viticoltura  sta cercando di meccanizzarsi, di abbattere i costi, di industrializzarsi. Essendo il Guyot e la spalliera  forme di allevamento decisamente più meccanizzabili, le nostre prove tendono a capire se  possano  essere utilizzate per l' Erbaluce ottenendo  giusti risultati  sia  dal punto di vista dei costi, sia dal punto di vista del mantenimento delle qualità dell' Erbaluce.
Da alcuni anni, tramite l'Università di Torino, stiamo sperimentando ciò che viene fuori dal Guyot e dalla Pergola e ci siamo accorti che comunque cambiando il sistema di potatura e  il sistema di allevamento, le caratteristiche dell'Erbaluce non sono più le stesse. Da una parte si abbassa l'acidità, dall'altra abbiamo però un maggior incremento dei polifenoli della buccia perchè prende più sole, perchè il grappolo è più esposto. Quindi potremmo dire che il Guyot  può essere interessante per la produzione del passito e la pergola per la produzione di spumante e attualmente  siamo più orientati al mantenimento della pergola tradizionale.



Quali sono le tue prospettive per la Tenuta Roletto e quali miglioramenti hai in mente di poter ottenere con questa tua consulenza?
Siamo un'azienda grande per questo tipo di territorio, perchè  ha una superficie vitata decisamente più ampia della media delle altre aziende e quindi è  indispensabile pensare alla Tenuta Roletto come portabandiera, soprattutto all'estero, di questa denominazione di origine controllata e garantita che è  l’Erbaluce di Caluso. Per mantenere questo standard è necessaria ovviamente un'azione di comunicazione di questo vino, commerciale ma anche culturale, fondamentale per cercare di spiegare l' Erbaluce. Dal punto di vista tecnico dobbiamo continuare sul percorso di miglioramento, da una parte vini bianchi sempre più caratteristici e più legati al sapore dell' Erbaluce, dall'altra parte il metodo classico. Ormai abbiamo qualche annata sulle spalle, che sono ancora poche per tirare delle conclusioni, ma stiamo incominciando a capire cosa bisogna fare per ottenere un metodo classico di Erbaluce totalmente unico,  credo che ci sia molta strada da fare sulla bollicina, ma abbiamo intrapreso quella giusta. Sul passito dobbiamo fare solo una cosa, continuare e non mollare con la tradizione, dobbiamo essere bravi anche in questo periodo di  crisi di consumi e d’identità, dobbiamo continuare a mantenere la nostra impronta di un passito invecchiato, invecchiabile e di grande carattere.

L'Erbaluce dove trova più collocazione nel nostro territorio nazionale dal punto di vista del mercato?
Paradossalmente  è più facile vendere l'erba luce a Shangai che a Torino proprio perchè il mercato intorno al canavese ha ancora qualche remora su questo vitigno. Ci stiamo affacciando su mercati nuovi,  stiamo ottenendo un ottimo riscontro in territori di grandi vini rossi, le Langhe piuttosto che alcune zone della Toscana, ovviamente anche nelle grandi città dove c'è grande interesse per i vitigni autoctoni, come Roma, Napoli, Milano. E’  veramente interessante vedere come l'Erbaluce incontri il gusto del mercato all'estero, qui in Italia stiamo forse andando più lenti con la comunicazione.

Secondo voi qual è il vostro riferimento di mercato, quali sono i soggetti che potrebbero acquistare l'Erbaluce?
Io credo che il target sia quello degli amanti delle bollicine, perchè abbiamo la possibilità di offrire un metodo classico a base Erbaluce che è veramente diverso dal solito. Parlo di appassionati di bollicine autentiche, di carattere.  Abbiamo un gusto diverso da quello che può essere Franciacorta, come stile, siamo molto diversi dalla zona trentina spumantistica.  Abbiamo un carattere molto particolare, da assaggiare, da capire.
Oltre agli amanti delle bollicine vogliamo arrivare all'assaggiatore curioso, quella fetta di mercato che ama determinati  vini ma è sempre alla ricerca di gusti nuovi, noi dobbiamo andare a cercare loro.

Che cosa ti auguri per questo vitigno per il prossimo futuro?
Io mi auguro che i territori  intorno a noi comprendano quello che è l'Erbaluce e la risorsa che esso rappresenta. Dall'altra parte spero che l' Erbaluce possa sbarcare nei mercati più nobili, oggi siamo presenti  con un'azione abbastanza importante negli Stati Uniti, dove attualmente, passata la “sbornia” dei vini bianchi marmellatosi, burrosi, il mercato è  alla ricerca del Crispy Wine, quindi si è affacciato all’Europa, ai vitigni che mantengono una cerca acidità... quindi noi siamo in Pole Position.
Ultima modifica ilLunedì, 24 Ottobre 2016 11:07

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