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Gerardo Vernazzaro: la vera sfida è il Piedirosso

Gerardo Vernazzaro è nato e vive a Napoli, ma deve la sua passione per il vino al Friuli Venezia Giulia avendo studiato  "Enologia e Viticoltura" nella città di Udine.
 
Tornato in Campania iniziò a lavorare presso l'Azienda di famiglia, ovvero Cantine Astroni, situata tra Napoli e Pozzuoli, che pone, ad oggi, particolare attenzione ai vitigni autoctoni Falanghina e Piedirosso dei Campi Flegrei.

Lo scorso febbraio Gerardo è diventato Presidente del Consorzio di Tutela dei Vini dei Campi Flegrei, Ischia e Capri subentrando ad Andrea D’Ambra.

Sono stato invitato da Gerardo Vernazzaro in occasione della riuscitissima manifestazione Malazè, ideata da Rosario Mattera, nella residenza di Villa Avellino a Pozzuoli, dove si è svolta una due giornate dedicata ai vini prodotti a piede franco e un Master di degustazione Falanghina e Piedirosso, magistralmente condotte da Tommaso Luongo, delegato Ais Napoli, e dalla brava giornalista Monica Coluccia. Ha moderato il giornalista de “Il Mattino” Luciano Pignataro.

Gerardo, hai la responsabilità di dirigere il Consorzio Campi Flegrei Ischia e Capri da poco più di 6 mesi e già si vedono i primi frutti, almeno sotto l'aspetto della comunicazione. C'era proprio bisogno di linfa giovane...
Certo la gioventù e’ importante  ma credo che lo sia  ancor di più  la voglia di fare e la passione per il proprio lavoro, nel nostro caso per la vigna e per il vino e per i territori di cui sono figli, conosco tanti giovani “ vecchi” e tante persone con qualche anno in più con la  vitalità, la voglia di fare e di mettersi in discussione più di tanti giovani. L’ aspetto della comunicazione e’ importante ma lo è ancora di più la ricerca, in modo particolare nel campo della viticoltura, far sapere, ma prima saper fare, secondo me.

Cosa spinge un giovane enologo e comproprietario di un'affermata azienda (ndr. Astroni) a mettere  le proprie competenze al servizio del territorio?
La passione, l’amore e la fiducia per il proprio territorio. Mi sento parteneoflegreo, a metà  tra Napoli e i Campi flegrei, e sono certo che con la cooperazione e la fiducia si possa rilanciare ed affermare in termini di fascino e di qualita’ i vini della provincia di Napoli, nel nostro caso CAMPI FLEGREI e le due meravigliose isole ISCHIA E CAPRI,  ma anche la penisola Sorrentina ed il Vesuvio che non appartengono al nostro consorzio, ma sono senza dubbio tasselli importanti del mosaico della vitienologia partenopea.

State realizzando delle sperimentazioni con il contributo dell'Università per valorizzare il piede franco, come procedono?
Bene, molto bene anche se in questo momento non possiamo divulgare dati, la ricerca viticola e’ una cosa seria e lunga ed occorreranno almeno altri 3-4 anni per poter condividere i dati in nostro possesso. Fondamentalmente stiamo studiando gli assorbimenti di micro e macroelementi  in confronto tra piedirosso a piede franco ed innestato su portinnesti nanizzanti 420 A e schwarzman, vorremmo comprendere se il piede franco dia  vantaggi e soprattutto capire quali sono i punti critici nella fase di fioritura ed allegagione per risolvere i problemi di scarsissima produttività del vitigno in questione.

Quali vantaggi potrebbe portare la valorizzazione del piede franco e quali tecniche di produzione e di viticultura si stanno attuando?
I vantaggi li stiamo studiando, di certo una vigna a piede franco dura di più nel tempo e si sa “vigna vecchia” fa buon vino, comunque stiamo valutando anche l’equilibrio vegeto-produttivo di diverse forme di allevamento, quali il doppio capovolto e l’ alberello  greco ( forma ancestrale nei Campi Flegrei ed Ischia dove nel 600 ac arrivarono i navigatori egei).  Se l’esperimento  dovesse portare dei vantaggi tangibili in termini di assorbimenti e di fertilità sarebbe ottimo in quanto in pochi posti al mondo si può  coltivare a piede franco e ciò potrebbe essere anche una buona leva in termini di marketing.

Ho avuto modo di apprezzare che nel vostro territorio si sta sviluppando una reale identità per la Falanghina, ma, a mio parere, c'è ancora da lavorare per il Piedirosso  poichè ci sono ancora aziende che dovrebbero produrlo con più pulizia e linearità per poter offrire un prodotto identitario. Non trovi?
Concordo per la Falanghina, più plastica e più facile da vinificare, si e’ raggiunto un buon livello di comprensione viticolo ed enologico, la vera sfida e’ il Piedirosso,  non a caso le sperimentazioni sono concentrate su questo vitigno per trovare un modello viticolo sostenibile, replicabile e di grande qualità unitamente ad un vademecum produttivo in termini enologici ( vedi tendenza riduttiva, necessità di grandi ossigenazioni , analisi dell’ APA fondamentali , ecc). Credo che nei prossimi 5-10 anni questo vino-vitigno possa veramente esplodere e diventare un piccolo grande vino, che può  rappresentare meglio di ogni altro “la napoletanità”  buona.

Cosa chiedi al Consorzio e come vorresti realizzare i tuoi progetti?
Chiedo, oltre al consenso ( fondamentale per la partenza), la partecipazione perchè solo con la partecipazione di tutti si possono realizzare dei progetti condivisi .Ricordo una citazione del maestro Bosso a San Remo” la musica come la vita si fa insieme”  e così anche i consorzi…

Credo che la strada che vuoi  intraprendere sia corretta, mi auguro che anche i produttori di Ischia e Capri comprendano questo lavoro che, se si dovesse realizzare, porterebbe senz'altro grandiosi vantaggi.
Grandiosi non so, forse è un po’ eccessivo, ma di certo l’ unione fa la forza ed il mio motto e’ #insiemesipuo’.

L'iniziativa del Consorzio, presentata a Malazè in collaborazione con l'Ais Campania, ha offerto un'ampia possibilità di confronto e di dibattito. Si potrebbe portare fuori regione questa iniziativa?
Certo e’ proprio questa l’intenzione, era però necessario collaudare il format a casa nostra, ma come da programma  dovremmo riuscire nel prossimo anno a far tappa almeno a  Roma e a Milano e far conoscere le nostre peculiarità e soprattutto  far capire che a Napoli si produce del buon vino talvolta con punte di eccellenza.

Hai la fortuna di avere accanto a te una grande donna, quali sono i vantaggi?
Tanti, tantissimi, senza Emanuela non avrei realizzato nemmeno un decimo di quanto fatto fin ora, mi ha migliorato innanzitutto come persona, forse dovremmo chiedere a lei quali gli svantaggi… per sopportarmi e supportarmi.



Cosa vuoi che ti auguri?
Pazienza , perseveranza,  capacità di aggregare e ovviamente tanta salute!

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