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Hilde Petrussa: Bisognerebbe puntare maggiormente sul territorio

Incontriamo Hilde Petrussa, titolare dal 1995 dell’azienda Agricola Vigna Petrussa di Prepotto. Ci troviamo nei Colli Orientali del Friuli, areale famosa per la produzione dello Schioppettino.
 
La superficie vitata dell’azienda è poco più di 7 ettari e la produzione si rifà a canoni rigidi che offrono vini di assoluta qualità e pregio. Ho avuto modo di assaggiare un’ampia produzione, anche di annate precedenti, riscontrando una linea mirata alla valorizzazione del territorio e improntata su uno stile elegante e coerente.

I vini dell’azienda non si rifanno a “canoni” omologati o a piacevolezze “internazionali”. Hilde Petrussa è definita da molti la “Signora dello Schioppettino”, ma non possiamo trascurare la eccelsa qualità anche per altre  tipologie. Vorrei puntare l’attenzione anche sul Friulano 2015 Colli Orientali, prodotto da vigne antiche e una parte da vigne nuove, resa di due chili per pianta, pigiato entro 24 ore, travasato e rimesso nello stesso tronco conico nelle fecce fino ad Aprile. Ottimo l’effluvio olfattivo e la pulizia, in bocca è prepotente, raffinata la nota alcolica che viene allietata dalla sapidità e mineralità, lasciando un finale aggraziato ed elegante.



L’annata 2013 ha avuto una evoluzione entusiasmante!

Per quanto riguarda l’annata 2011 ha fatto macerazione di 24 ore, la filosofia aziendale dopo questa annata  ha preferito non utilizzare più  questa tecnica di produzione. Un vino di assoluto pregio di estrema eleganza ed equilibrato. Da collezione!

Vorrei anche evidenziare il Richenza Igt 2011 prodotto da uve friulano, malvasia istriana, picolit. Al naso è evidente la nota “ciottolosa”, ricordi di erbaceo, pepe e spezie dolci, sensazioni agrumate e frutti bianchi. In bocca è austero e prepotente, entusiasma la nota ammandorlata e la raffinata sapidità.



Hilde Petrussa è una donna di grande eleganza ed ospitalità, sembra quasi riduttivo definirla “Signora dello Schioppettino”, io la identificherei come “Donna Hilde”.

Hilde, quando nasce la tua passione per il vino?
Il mio incontro con il mondo del vino è avvenuto un po’ tardi, ma quando è successo mi sono entusiasmata nel  trovarmi a contatto con la natura, con un modo di vivere diverso scandito da ritmi che mi hanno reso più soddisfatta rispetto alla vita che conducevo prima. Mi sono trasferita dalla città alla campagna e ho potuto riscoprire altri valori che mi hanno fatto davvero rinascere.

Le tue idee future per il mondo del vino del Friuli Venezia Giulia?
Progetti a lungo termine non sono in grado di farli visto che non sono una giovincella. Il mio intento più immediato è quello di cercare di imprimere al mio vino l'autenticità del territorio.

L'idea dello Schioppettino di Hilde Petrussa
Rientrando in Friuli Venezia Giulia  ho trovato questo vitigno autoctono,  andato quasi in disuso,  vinificato in mille modi diversi ma senza trovare una precisa identità. Ho cercato allora di capire, insieme ad altri produttori, quale fosse il modo migliore per lavorare quest’uva e, grazie all'aiuto di tecnici ed esperti, abbiamo individuato una linea di produzione e vinificazione ottenendo   risultati che secondo me  finora  sono molto soddisfacenti, considerato anche il riscontro favorevole del pubblico.

Come pensi che andrà l'annata 2016?
Si prospetta una buona annata, abbiamo avuto un’ estate  un po' piovosa ma tutto sommato senza  forti fenomeni e per questo le uve si presentano  sane e queste sono ottime premesse per fare un buon lavoro.

Quando viene vinificato il vostro Schioppettino?
Generalmente verso metà ottobre. Io faccio delle vendemmie tardive perchè preferisco raccogliere delle uve mature in modo da non avere sentori di “amaro”, di “verde”. Trovo che con questo sistema la vinificazione presenti  meno problemi.

Hai prodotto uno Schioppettino con lieviti autoctoni e indigeni. Da cosa nasce questa idea?
Noi come associazione abbiamo già iniziato a fare il vino Schioppettino di Prepotto con lieviti indigeni selezionati  da una ditta industriale con cui sto tuttora collaborando, ma il passo successivo che ho  voluto fare è  quello di cercare di vinificare con lieviti autoctoni.  Durante la mia sperimentazione ho potuto verificare che il risultato è molto diverso poichè  rispecchia meglio le caratteristiche del territorio e ritrovo in questo vino più autenticità.

I vini di Vigna Petrussa rispecchiano la personalità di Hilde?
Si, indubbiamente, sono vini molto personali che rispecchiano i miei gusti. Avendo una piccola azienda posso permettermi di fare i vini che più mi piacciono.

Per quanto tempo ancora  vorrai esprimere la tua passione?
Come ho già detto,  non sono più giovanissima perchè ho iniziato, ad un certo punto della mia vita, a fare questa attività per passione e  continuerò a farlo finchè sarò animata da questo entusiasmo.

A chi cederai lo scettro?
Questa  è una domanda un po' difficile. Ho un nipotino che ha solo 5 anni e a cui piace molto la vita di campagna a contatto con la natura e, sebbene  sarebbe molto lungo attendere, ho intravisto in lui il nostro prossimo erede.

Le tue prospettive per il FVG nel campo della vinificazione?
Secondo me bisognerebbe cercare di puntare maggiormente sul nostro territorio, producendo dei vini autoctoni. In questo modo non avremmo la concorrenza di aziende internazionali, visto che  il Friuli Venezia Giulia è una realtà fatta di piccole aziende. Molto poche sono le cantine sociali che lavorano e producono. Noi siamo una realtà di medio-piccoli produttori e credo che la nostra forza potrebbe essere quella di puntare sulla territorialità e sull’autoctonia.

Hilde, fai parte anche dell’Associazione de” Le Donne del Vino  FVG”, quale valore aggiunto potrebbe offrire questa realtà?
Non so quanto possa effettivamente giovare ad un'azienda. E' un'associazione proforma, diciamo, non c'è un'affinità di intenti o di valori da raggiungere.

E le altre associazioni cosa potrebbero fare di più per valorizzare il territorio?
Non lo so, è molto difficile. Ho provato ad essere la Presidente dello Schioppettino di Prepotto ed è difficile mettere d'accordo le persone, gli obiettivi. Devo purtroppo ammettere che non è facile raggiungere dei traguardi prestigiosi con il contributo delle associazioni.

Questa tua estrema sincerità è dovuta alla tua libertà di pensiero, che non ha bisogno di scendere a compromessi, secondo un tuo modus vivendi già consolidato che ti fa onore.
Alla mia età posso permettermi di fare queste considerazioni. Ho un'azienda piccola che produce piccole quantità e di nicchia, perciò  non ho nulla da temere esprimendo il mio reale pensiero.

Quanto esportate all'estero e quanto producete per il vostro territorio nazionale e regionale?
Nel territorio regionale sono poco presente, molto meno rispetto al resto d'Italia, soprattutto il nord. All'estero faccio un  20%, non  molto, perchè avendo una piccola proprietà non ho necessità di affrontare mercati lontani come America e Asia. Non  sono ancora entrata in questa ottica. Attualmente lavoro molto bene con  Germania, Austria, Inghilterra e Nord Italia.

Il fatto che Hilde non voglia più produrre Sauvignon a che cosa è dovuto?
Piccole aziende come la mia devono puntare su vini autoctoni per non avere una concorrenza internazionale, prima di tutto. Non ha senso produrre in una zona dove viene molto bene un friulano, uno schioppettino, un refosco e dare contemporaneamente spazio a vitigni internazionali largamente affermati.

Ogni mia intervista la concludo dicendo: cosa vuoi che ti auguri?
Annate buone prima di tutto, perchè se le annate non sono favorevoli, come la 2014, qualsiasi cosa tu  faccia non riesci ad ottenere dei prodotti particolari. Poi mi piacerebbe avere  riscontri favorevoli dalla stampa, attraverso le critiche sui vini che produco. Tu fai un prodotto, piace a te ma non sai se al consumatore potrà piacere. C'è sempre un’ incognita quando fai delle scelte ,quando decidi di fare un determinato tipo di vino…
Ultima modifica ilMercoledì, 07 Settembre 2016 12:50

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