Log in

Carolin Martino: In Basilicata occorre creare un unico organismo di promozione e valorizzazione

Ho voluto incontrare Carolin MartinoPresidente Consorzio Tutela Aglianico del Vulture dal 2014, che conduce  insieme al padre Armando la storica azienda Martino situata in Rionero in Vulture.

Carolin è un vulcano di idee, profondamente legata alla sua regione e per questo da sempre impegnata in attività finalizzate alla valorizzazione del territorio e dei suoi prodotti vinicoli che sempre più si stanno affermando sul mercato nazionale ed internazionale.

Quali peculiarità possiede la Basilicata dal punto di vista ampelografico?
L’ampelografia lucana si contraddistingue per una prevalenza di vitigni a bacca rossa allevati a spalliera bassa (guyot e cordone speronato) tra cui posizione di rilievo è riservata all’Aglianico. L’Aglianico del Vulture è censito in 2053 ettari, di cui 1274 a DOC e 779 non DOC, rispettivamente 62% e 38%. Tutta la superficie DOC è concentrata in provincia di Potenza, che è poi la provincia di riferimento per la produzione di vini di qualità, dato che in provincia di Matera gli ettari vitati sono soltanto un centinaio.  Il secondo vitigno in regione è il Sangiovese, con 383 ettari, prevalentemente non DOC. Dopo il Sangiovese viene l’Aglianico comune, che con 260 ettari è anch’esso principalmente non DOC. Quarto e quinto vitigno sono il Primitivo e il Montepulciano, di nuovo a bacca nera, con 185 e 145 ettari rispettivamente, entrambi con meno del 20% di penetrazione DOC. Viene poi il primo vitigno a bacca bianca, l’Italica, con 130 ettari, tutto non DOC.

Per quanto riguarda il nome della sua Regione, che alcuni chiamano Basilicata e altri Lucania, non sarebbe più opportuno destinarne uno unico per non creare confusione, specialmente all’estero?
Credo che il doppio nome per la Basilicata sia in sostanza una questione “interna” al nostro Paese; ritengo sia indispensabile all’estero parlare esclusivamente di Basilicata, anche perché questo nome identifica l’unica indicazione geografica (IG) della Regione.

Quali sono le maggiori potenzialità dell’Aglianico del Vulture che potrebbero portare alla sua definitiva affermazione anche in campo internazionale?
Le potenzialità dell’Aglianico del Vulture derivano dalle caratteristiche intrinseche del vino che lo pongono di diritto tra i vini rossi importanti non solo sul panorama enologico nazionale ma anche Europeo, quindi mondiale, e dalle caratteristiche del tessuto produttivo che costituisce la filiera vitivinicola del Vulture, caratterizzato per lo più da forze giovani che con la loro vivacità forniscono linfa vitale all'intero settore.

Non crede che la Basilicata comunichi poco il proprio territorio e di questo risenta anche il settore vitivinicolo?
Probabilmente in fatto di comunicazione non si fa mai abbastanza. In realtà, si tratta di un problema complesso poiché deve necessariamente coinvolgere in primis le istituzioni. I produttori d'altronde, con aziende per lo più di piccole dimensioni e ridotti volumi di affari, difficilmente riescono ad investire capitali significativi nella comunicazione del proprio prodotto, tantomeno nella comunicazione del territorio. Ed ancor meno riescono a coordinarsi per azioni collettive in tale direzione.

Come Presidente del Consorzio di Tutela dell’Aglianico del Vulture cosa si potrebbe fare di più per incrementarne lo sviluppo?
Insistere sull’unione delle forze e degli sforzi (anche economici) per focalizzare pochi ma efficaci obiettivi utili allo sviluppo come, per l’appunto, azioni di comunicazione del territorio. È essenziale puntare sempre più sulle attività del Consorzio di Tutela che può operare in tal senso perché rappresenta l’intero comparto vitivinicolo del Vulture e costituisce la “massa critica” necessaria ad impattare in maniera significativa sul mercato nazionale ed internazionale.

Il disciplinare di produzione dei vini IGT Basilicata non consente di menzionare in etichetta il nome del vitigno Aglianico, nonostante sia tra le varietà autorizzate per la produzione di vini Basilicata IGT,  non le sembra una limitazione?
L’Aglianico rientra nelle varietà autorizzate per la produzione di Basilicata IGP ma non è possibile farne menzione in etichetta poiché, nella ratio del disciplinare, si è pensato, con scarso senso pratico, di limitarne l’uso alla sola DOC Aglianico del Vulture ad ulteriore tutela del prodotto. In realtà, si è soltanto penalizzata l’etichettatura dei vini IGT della Basilicata (in gran parte prodotti proprio da uve Aglianico), anche e soprattutto alla luce del fatto che in regioni limitrofe come Puglia e Campania, è molto presente il nome Aglianico nei vini IGP.

Negli ultimi anni come si è evoluta la produzione di Aglianico nel vostro territorio?
Si è avuto un netto incremento nel numero di vinificatori e imbottigliatori a partire dal 2000 grazie ai Fondi Strutturali della UE finalizzati ad aiutare i viticoltori a trasformare la materia prima direttamente in azienda ed aumentare in tal modo la remunerazione dell’attività agricola associandone la trasformazione. Ciò ha comportato quindi un notevole incremento di offerta di prodotto imbottigliato che ha costretto l’intero settore ad un periodo di assestamento che ancora oggi permane. Infatti, se l’offerta di vino imbottigliato si è moltiplicata oltremodo non è corrisposto un analogo repentino aumento della domanda e ciò ha provocato diverse sofferenze finanziarie a chi ha investito nel settore. Per contro, si evince un continuo miglioramento della qualità dei vini in bottiglia dovuto, ovviamente, all’inevitabile incremento di esperienze e professionalità che il comparto vitivinicolo del Vulture e della Basilicata hanno richiesto negli ultimi quindici anni per far fronte all’incremento del potenziale produttivo.

Come risponde il mercato internazionale e quali sono gli Stati dove è più richiesto l’Aglianico del Vulture?
Il mercato internazionale risponde positivamente e con incoraggiante interesse all’Aglianico del Vulture lì dove si riesce a penetrare grazie per lo più all’azione di singoli pionieri che si avventurano con le proprie forze. Ma è necessaria un’azione corale che impatti in maniera massiccia e significativa per aggredire i mercati internazionali perché in quegli ambiti ci si confronta con Paesi molto meglio organizzati e agguerriti nonostante significativamente meno dotati. In tal senso il Consorzio sta valutando un’adesione ai fondi OCM (Organizzazione Comune del Mercato) per organizzare azioni comuni e collettive su mercati esteri.

Quali sono le maggiori criticità che deve affrontare un produttore in questa Regione?
La scarsa conoscenza del territorio da parte dei mercati nazionali ed internazionali e la scarso tessuto logistico-infrastrutturale che determina una situazione di isolamento dal quale si fatica a tirarsi fuori. Oltre agli elevati costi produttivi dovuti all’orografia del territorio.

Cosa si augura per il futuro della sua Regione?
Di fare della necessità virtù cioè di unire tutti gli enti e le strutture operanti nel settore vitivinicolo lucano in un unico efficiente organismo che possa concentrare tutte le risorse (pubbliche e private) per compiere azioni mirate ma importanti sui mercati obiettivo. Infatti, ad oggi operano sul territorio lucano quattro consorzi di tutela (dell'Aglianico del Vulture, del Matera Doc, di Terre dell'Alta val d'Agri, del Grottino di Roccanova), un'Enoteca Regionale ed un Consorzio privato di promozione denominato “Qui Vulture”. Tutte queste organizzazioni dovrebbero (in primis il Consorzio di Tutela dell'Aglianico del Vulture per importanza e grado di rappresentatività rispetto a tutte le altre) svolgere attività di promozione e valorizzazione delle produzioni enologiche lucane servendosi di tutte le risorse reperibili sul territorio, sia pubbliche che private. Poiché le finalità sono le stesse, appare chiaro come la dispersione di risorse tra più soggetti provoca un'inevitabile inefficacia nelle relative azioni poiché si traducono quasi sempre in cose di poco conto. È indispensabile dunque creare un unico organismo di promozione e valorizzazione dei prodotti del territorio in modo da avere la forza di compiere azioni importanti sui mercati.

Lascia un commento

Assicurati di inserire (*) le informazioni necessarie ove indicato.
Codice HTML non è permesso.