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Vita da Sommelier: Giovanni Sinesi

Foto di Roberto Sammartini Foto di Roberto Sammartini
Siamo davvero soddisfatti del crescente successo che sta riscuotendo la nostra rubrica Vita da sommelier, che oggi incontra Giovanni Sinesi, chef Sommelier e responsabile di sala del Ristorante Reale di Castel di Sangro (3 stelle Michelin) e che collabora con Cristiana e Niko Romito dal 2004.

Diventato Sommelier A.I.S. nel 2008, premiato miglior sommelier Abruzzo sempre nel 2008, candidato miglior sommelier d’Italia Oscar del vino 2009 e, secondo la rivista di settore Class, è considerato tra i dieci migliori sommelier d’Italia.  

Giovanni Sinesi, come definiresti la tua carriera?

È stata un evolversi costante e continuo, non saprei dare altre definizioni, non ho mai pensato di dover percorrere le tappe “rigide” di una carriera.

Come nasce la passione che ti ha portato a scegliere la professione di sommelier di sala?

Destino o coincidenze della vita hanno voluto che mi avvicinassi a un bicchiere di vino e che respirassi il suo contenuto, provando emozione anche grazie alle persone che ho incontrato e che hanno condiviso con me le loro esperienze.

Il tuo cliente tipo?

Non ho un cliente tipo … Mi piace la loro diversità perché ogni giorno, anche grazie a loro, cresco e divento un po' psicologo sempre però nel rispetto della mia funzione.

Descrivici come si svolge una tua giornata di lavoro …

Credo non diversamente dalle giornate di lavoro di tanti professionisti. Lavoro sia a pranzo che a cena, trascorro dal mercoledì alla domenica tutto il mio tempo al Ristorante Reale.  Il lunedì e il martedì mi riposo e ne approfitto per visitare cantine e produttori.  

Qual è l’errore più grave che uno stagista non dovrebbe mai commettere?

Ritengo che sia comprensibile che uno stagista commetta errori. Non esiste una scala di errori, chi inizia si affianca a noi per imparare e, se sbaglia, forse prima ci dovremmo mettere noi in discussione come insegnanti. L’importante è che non si  cerchi di bruciare le tappe.

Cinque vini abruzzesi che non dovrebbero mancare nella tua carta vini …

Io credo che in Abruzzo abbiamo uno dei vitigni più importanti del territorio italiano, il Trebbiano d'Abruzzo, vitigno un po' sottovalutato ma di grande spessore!
Abbiamo anche il Pecorino, vino importante e divertente .
C’è  poi il Cerasuolo d'Abruzzo, il grande vino Rosato che cattura con i suoi profumi, la sua dolcezza e nel quale si avverte anche la freschezza di questa splendida regione … l' Abruzzo!

Qual è secondo te l’abbinamento cibo-vino più estroso?

Anche nella semplicità più assoluta può nascere il più estroso degli abbinamenti. Quello che preferisco è l’abbinamento imprevedibile, quello che nasce dal caso quando due sapori si incontrano nel palato in una specie di appuntamento al buio.

Ci descrivi quali devono essere le caratteristiche  di un vino per soddisfarti?

Secondo me è fondamentale la compagnia con cui si condivide il vino nel  momento della degustazione,  la psicologia gioca molto nella mente mentre si assaggia un vino, riuscendo persino a cambiarne il sapore.
Per soddisfarmi un vino deve, in generale, avere riconoscibilità del vitigno e del territorio, pulizia, eleganza, equilibrio, ma soprattutto piacevolezza. Se il vino non mi piace in quel momento dubito che mi piacerà invecchiato. Un vino deve essere buono da giovane e grande da vecchio!

Lavorare per un ristorante che ha ricevuto 3 stelle Michelin e accanto ad un grande Chef come Niko Romito ti fa sentire  ormai  appagato  nella tua professione?

Un professionista non si sente mai appagato, sono consapevole del lavoro che faccio e il  mio scopo è quello di mettere le mie conoscenze a disposizione del consumatore. Sono comunque onorato di lavorare insieme a Niko, che considero  una grandissima persona, un grande uomo!

Cosa vuoi che ti auguri?

Di avere la possibilità di fare sempre più ricerca e di scoprire sempre di più prodotti vitivinicoli della nostra terra.
Ultima modifica ilSabato, 12 Dicembre 2015 10:02

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