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Vita da Sommelier: Andrea Galanti

Vita da sommelier incontra Andrea Galanti da poco diventato il Miglior Sommelier d’Italia AIS: il sogno a cui ogni appassionato di vino ambisce.

Ho avuto modo di parlare con Andrea e vi assicuro che l’impressione che mi ha dato è molto positiva,  di una persona per niente arrogante o presuntuosa, anzi molto disponibile, pacata e con molta voglia di raccontarsi.

Di origine toscana, ha conseguito anche altri ambiti traguardi, titolo di Miglior Sommelier della Toscana, Master Soave e Sangiovese. Laureato in Economia, specializzazione in Governo d’Impresa, ha continuato a studiare a Verona conseguendo il Master sul Retail Management.
Lavora nell’azienda storica di famiglia, Gastronomia Galanti, fondata da suo nonno,  che è oggi uno dei simboli dell’alta gastronomia fiorentina.

Siamo arrivati quasi alla fine dell’anno, possiamo dire che per te il 2015 è stato ricco di successi?

Decisamente un poker di vittorie molto entusiasmante ognuna con qualcosa di particolare per finire con la grande emozione per il successo al campionato italiano.

Cosa significa per un giovane appassionato di vino diventare il miglior sommelier AIS d’Italia?

E’ il sogno nel cassetto che si realizza, la cosa più bella che potessi desiderare…

Se dovessi stilare una classifica in ordine di importanza tra la tua Laurea in Economia, il  Master sul Retail  Management e la vittoria come miglior Sommelier d’Italia, cosa metteresti al primo posto?

Al primo posto il campionato italiano non ho dubbi.
Al secondo il master perché mi ha aperto molto la vista sul mio settore
Terza la laurea in economia

Si parla tanto di carenza di sommelier di sala, dobbiamo dedurre che le Associazioni di categoria non riescono a formare sufficienti figure professionali, magari perché essere sommelier è diventato ormai uno status?

Non credo che sia colpa delle associazioni anzi la crescente presenza di corsisti fa si che ci sia una maggiore competenza rispetto al passato.
Forse dipende dalle persone, l'umiltà spesso non si conosce e molti si sentono già arrivati, ma in ogni lavoro non si finisce mai di imparare.

Hai quasi rivoluzionato l’attività storica di tuo nonno, nella quale lavori attualmente con la tua famiglia, cosa ti ha spinto a farlo?

La voglia di ampliare lo spazio enoteca è dovuto proprio alla mia passione e ad oggi posso affermare che è stata una scelta vincente.
Molte persone entrano in negozio non solo per le nostre specialità gastronomiche ma anche per scegliere  vini.

Dopo questa vittoria a cosa ambisci e cosa ti aspetti?

Mi piacerebbe svolgere i concorsi internazionali a livello europeo e mondiale, soprattutto  per conoscere altri colleghi che provengono da altri paesi e confrontarsi su questo splendido lavoro.
Inoltre trasmettere la mia passione ai sommelier e agli altri è una cosa che mi piace molto e avendola provata in alcune occasioni con AIS mi ha fatto capire che potrebbe essere una strada interessante.
Poi se si presenteranno delle proposte lavorative le valuterò.

Se dovessi dare un consiglio a chi si sta avvicinando a questo mondo, quale sarebbe?

Applicatevi mettendo tutta la passione che vi ha trascinato a scegliere questo lavoro, solo così potrete ottenere davvero delle belle soddisfazioni.

Cosa non deve mancare nella cantina di Andrea Galanti?

Sangiovese in purezza delle zone del Chianti classico e Montalcino; metodo classico Franciacorta e Champagne su tutti.

Se ci dovessi consigliare cinque vini del Centro Sud (isole comprese) e cinque vini del Centro Nord, su quali si orienterebbe la tua scelta?

Centro sud:
Marisa Cuomo Furore fior d'uva
San Lorenzo Verdicchio fattoria San Lorenzo
Greco di tufo Vigna cicogna Benito Ferrara
Etna rosso Santo spirito Terre nere
Trebbiano d'Abruzzo Valentini

Centro nord
Pergole torte Montevertine
Poggio di sotto Brunello di Montalcino
Bartolo Mascarello Barolo
Soave Vecchie vigne contrada salvarenza - Gini
Pinot grigio lo Triolet Marco Martini Valle d'Aosta

In cosa dovrebbe migliorare la nostra enologia?

Sta già cambiando molto e si sta sempre più orientando verso una maggiore tradizione e il territorio è sempre più valore primario.
Spero che si continui su questa strada.

Cosa vuoi che ti auguri?

Spero di aver sempre la stessa enfasi, motivazioni e gioia nel svolgere questo lavoro.
La cosa che amo di più è trasmettere questa passione agli altri…
Ultima modifica ilSabato, 28 Novembre 2015 11:06

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