Log in

Davide contro Golia-David against Goliath

Davide contro Golia/David against Goliath Davide contro Golia/David against Goliath Davide contro Golia/David against Goliath
Come si difende il Prosecco DOCG dei Colli Asolani (di Barbara Cirotto).
How Prosecco D.O.C.G. of Colli Asolani defends itself (of Barbara Cirotto).For the English version go to the bottom.


Mi spieghi perché una persona decide di dedicare la  propria vita alla vigna?

Credo non sia una cosa che si decide così come si decidono a tavolino le strategie di marketing di un’azienda. Credo sia una cosa che succede e basta. I casi della vita ti portano ad avvicinarti al mondo vitivinicolo e poi la passione fa tutto il resto, o attecchisce o no. E’ come un innesto di 2 vitigni diversi: o funziona o non funziona. Anche se non sono in prima linea ogni giorno nella gestione delle vigne, osservo con quale costanza e quali sacrifici mio fratello Cirotto Gilberto e nostro cognato Francesco Siben accudiscono anno dopo anno le piante di vite, e capisco ogni giorno di più che non c’è mai stato un momento in cui loro hanno “deciso” di dedicare la loro vita ai vigneti, una vita senza Sabati e Domeniche, e in cui i tempi delle vacanze estive coincidono quasi sempre con quelli della vigna. L’energia che ci anima è semplicemente la passione per il nostro mestiere. Una passione che trova grande gratificazione quando tocchiamo con mano il frutto di mesi e mesi di lavoro in vigna e in cantina. Una passione che viene però anche talvolta messa a dura prova da qualche annata infausta che non ci regala i frutti sperati e ci obbliga a sacrifici spiacevoli nella speranza che l’annata successiva sia più propizia.

Cosa rappresentano per te i Colli Asolani ?

I colli di Asolo non sono soltanto la mia terra d’origine ma rappresentano un patrimonio molto prezioso per la nostra famiglia Cirotto perché in cambio di una maniacale dedizione alle vigne, sa donarci delle uve straordinarie che sono espressione di un territorio, che con i suoi 500 ettari a vigneto, gode di tradizioni vitivinicole molto antiche. Nei colli asolani ha sempre vissuto la mia famiglia e ad Asolo ci sono nata; dopo essere cresciuta in questa città che conta neanche 10.000 abitanti comprese le frazioni limitrofe, ho voluto provare un’esperienza  completamente diversa dal mio vissuto, trasferendomi a vivere per motivi di studio prima a Milano per alcuni anni e poi all’estero per qualche esperienza lavorativa. E’ stato in questo periodo di lontananza da Asolo che si è rafforzato il legame prima con la mia famiglia e poi con la mia terra. Mi sento fortunata e orgogliosa di essere nata e cresciuta in queste colline asolane perché questa terra  ci regala moltissimo; i paesaggi che offrono Asolo,  Monfumo, Possagno, Maser e tutta la fascia pedemontana del monte Grappa fin sulle colline del Montello, sono tra i più affascinanti del Veneto e d’Italia. Ovunque i vigneti, gli uliveti e le aree boschive si affiancano ai piccoli borghi e alle vecchie contrade. Per non parlare della preziosa eredità lasciataci dal genio di uomini straordinari come il Canova, il Palladio, il Giorgione e molti altri artisti e uomini di straordinaria cultura.

Cos’è per te il Prosecco ? E dalle tue esperienze, come viene visto all’estero il Prosecco?

Bella domanda … cercherò di essere breve, ma non so se ci riesco. Per me il Prosecco rappresenta un’opportunità. Il Prosecco fa parte della storia delle colline di Asolo. Ha una lunga storia da raccontare e la cantina Cirotto, con il nostro vino e i nostri vigneti, rappresenta un piccolo tassello di questa storia. Chiunque coltivi l’amore per la propria terra e si senta fiero della proprie origini, non perde occasione per parlarne agli altri e raccontare la propria storia. Questo rappresenta per me il Prosecco, un’opportunità per valorizzare uno dei prodotti chiave del territorio asolano, in Italia e nel mondo. Quando vado all’estero mi accorgo che, purtroppo, in tema di Prosecco mancano ancora molte informazioni. E nel mio piccolo cerco sempre di dare un contributo positivo per mettere il consumatore nelle condizioni di poter sapere di più e poter scegliere una bottiglia di Prosecco non soltanto perché compare la scritta “Prosecco” in etichetta. Anche tra gli operatori esteri molto spesso c’è una certa confusione di idee, dovuta anche al fatto che il nome Prosecco non è stato tutelato per molti anni fino alla recente fatidica approvazione della DOCG ASOLO e DOCG VALDOBBIADENE-CONEGLIANO sul Prosecco. Molti consumatori all’estero non conoscono la differenza tra un  metodo classico e uno Charmat e molti confondono ancora il Prosecco con lo Champagne, al punto che spesso l’unica differenza tra i due la fa il prezzo, cosa che negli ultimi anni ha giocato molto a favore del Prosecco, il quale ha visto decollare le vendite in maniera esponenziale, a svantaggio del più costoso Champagne. Mi viene il dubbio, e credo di non essere la sola, che il Prosecco all’estero piaccia così tanto anche in virtù del prezzo interessante più che del prodotto in sé. A lungo andare questo fattore potrebbe rappresentare un’arma a doppio taglio e svilire l’immagine non solo del Prosecco in generale, ma anche del territorio: molto dipende da noi produttori e sono fermamente convinta che lavorando costantemente per la qualità, in vigneto e anche in cantina, e producendo un Prosecco che punti all’ eccellenza nel suo genere, si può mantenere vivo e prestigioso il nome del nostro territorio di Asolo e promuovere nel mondo un Prosecco che sia degno dell’appellativo ASOLO DOCG.

Mi racconti una giornata tipica del tuo lavoro?

Mi sveglio, arrivo non sempre puntuale in ufficio (ahi!) e il mio primo compito è prendermi cura dei nostri clienti all’estero. Generalmente dall’ufficio si riesce a gestire quasi tutto, salvo organizzare delle trasferte per visitare i nostri clienti e fare con loro delle serate di degustazione per far conoscere il marchio Cirotto anche all’estero. Buona parte della giornata è poi dedicata anche ai clienti che vengono a visitarci direttamente in cantina ad Asolo, dove effettuiamo anche vendita al dettaglio dei nostri vini DOC Montello e Colli Asolani e ASOLO DOCG. La nostra sede si affaccia sulla strada provinciale che da Asolo porta a Montebelluna e molti sono i clienti che preferiscono acquistare il vino direttamente all’origine invece che nelle rivendite. Qui in cantina organizziamo anche visite e degustazioni guidate e questa iniziativa sta prendendo piede anche tra i giovani che sono curiosi di avvicinarsi al mondo del vino. La sera sono quasi sempre l’ultima a lasciare l’ufficio intorno alle 19.00, perché è solo dopo le 18.00 che si riesce a sedersi tranquilli senza gente che ronza intorno o telefoni che squillano, per dedicare un’oretta ai compiti che richiedono un po’ più di concentrazione, come seguire gli aggiornamenti del sito www.cirottovini.com, preparare gli aggiornamenti delle schede tecniche, scrivere alcune note di degustazione, tradurre dei testi in inglese o tedesco per i nostri clienti all’estero.

Che cosa ha portato in più, nella tua opinione, la D.O.C.G dei Colli Asolani rispetto allo D.O.C.?

Vista dal lato del consumatore la nuova denominazione ASOLO DOCG sul Prosecco è una garanzia in più, la garanzia di poter acquistare un Prosecco che non viene prodotto in nessun’altro posto al mondo se non qui sul Montello e sui colli Asolani, la garanzia di acquistare un Prosecco che rispetto a quello DOC ha tutte le carte in regola per essere davvero degno dell’appellativo SUPERIORE, un Prosecco che ha anche una propria identità distinta da quella dei nostri cugini di Conegliano Valdobbiadene, un Prosecco che parla del nostro territorio asolano e ne porta il nome. Il consumatore che acquista una bottiglia di ASOLO DOCG SUPERIORE può e deve aspettarsi di più. Il produttore di ASOLO DOCG SUPERIORE che crede nelle qualità e nelle potenzialità delle proprie uve Glera prodotte nei colli asolani non può e non deve deludere le aspettative dei consumatori.  A dir le cose come stanno anche prima dell’approvazione dell’ASOLO DOCG SUPERIORE lo scorso Aprile 2010, la nostra cantina Cirotto già produceva Prosecco rispettando una bassa resa di 120 quintali per ettaro e facendo registrare dei livelli di estratto secco sul vino pari e molte volte superiore a 16. Di fatto quindi, in termini di lavorazione e di disciplinare più restrittivo, manteniamo la stessa linea e come noi anche molti altri produttori dei colli asolani. L’appellativo ASOLO DOCG e la relativa fascetta  di Stato applicata su ogni bottiglia, sono stati, dunque, un modo per tutelare un prodotto che già da prima veniva lavorato in modo selettivo e rigoroso, con la differenza che ora ci è stato finalmente riconosciuto il merito di tanti sforzi. E’ importante, però, anche informare i consumatori di queste differenze che riguardano il mondo del Prosecco, dal momento che un consumatore ben informato è anche un consumatore più esigente. E questo sprona ancor di più noi produttori a non abbassare mai la guardia.

Come sono i rapporti con i vostri cugini di Conegliano Valdobbiadene ?


L’esperienza con i nostri cugini di Conegliano-Valdobbiadene  è un po’ come un rapporto di vicinato. Fatto salvo per alcuni produttori con i quali c’è un ottimo rapporto di conoscenza, in linea generale c’è sempre una certa distanza da entrambe le parti. A parte la risaputa e abissale differenza in termini di produzione annua di bottiglie, che già di per sé è un fondamentale tratto distintivo tra le 2 DOCG, penso che il Conegliano-Valdobbiadene rappresenti per noi dell’ASOLO DOCG, innanzitutto un’occasione di confronto costruttivo, anche perché  il Prosecco ASOLO DOCG non vuole essere un prodotto succedaneo rispetto al Prosecco Conegliano-Valdobbiadene DOCG.  Anche se l’accenno provocatorio del titolo a Davide e Golia potrebbe far credere che l’intento sia quello di sfidarli a singolar tenzone, credo che questo non sia nelle intenzioni di nessuno. Va riconosciuto, anzi, l’impegno dei cugini di Conegliano-Valdobbiadene per promuovere il loro territorio e il loro prodotto. Questo rende loro merito e credo debba essere di esempio per noi che vogliamo crescere.

Cosa si potrebbe fare di più per promuovere il Prosecco dei Colli Asolani ?

La ricetta è più semplice di quanto possa sembrare: fantasia e intraprendenza. Trovare delle idee per far conoscere l’ASOLO DOCG nel mondo e realizzarle; Certo servono le risorse, ma uniti si vince. E poi bisogna crederci.


David against Goliath: how Prosecco D.O.C.G. of Colli Asolani defends itself

Can you explain why a person decides to dedicate their life to the vineyard?

I don’t think it’s something that can be decided like deciding business marketing strategies around a table. I think it’s something that just happens. Life’s destiny brings you into the world of wine and then passion does all the rest, either it flourishes or it doesn’t. It’s like a graft of two different vines: it either works or it doesn’t. Even if I’m not on the front row every day when it comes to managing the vines, I see with what perseverance and what sacrifices my brother Cirotto Gilberto and our brother-in-law Francesco Siben look after the vines year after year, and I understand better with each day that there was never a moment when they “decided” to dedicate their life to the vines, a life without Saturdays and Sundays and in which the time for summer holidays nearly always coincides with those of the vines. The energy which it gives us is quite simply the passion for our job. A passion which finds great gratification when we touch with our hands the fruits of months and months of work in the vines and vineyard. A passion however, which is also sometimes put to the test by some unlucky years, which don’t give us the fruits we had hoped for and obliges us to make unpleasant sacrifices hoping that the next year is more favourable.

What do the Asolan hills represent to you?

The Asolan hills are not only my homeland, but they also represent a very precious legacy for our family Cirotto, because in exchange for a maniacal dedication to the vineyard, it gives us extraordinary grapes which are the expression of an area, which with its 500 hectares of vines, enjoys very old wine traditions. My family have always lived in the Asolan hills and I was born here; after having being brought up in this city which is home to less than 10,000 inhabitants including the surrounding areas, I wanted to try a completely different experience from what I had been used to, and I moved first to Milan for several years for study reasons and then abroad for work. It was in this period of being away from Asolo that the bond between me and my family and then me and my land was strengthened. I feel lucky and proud to have been born in these Asolan hills because this land gives us so much; the scenery offers Asolo, Monfumo, Possagno, Maser and all the foot hills of the Grappa mountain up to the hills of Montello, which are the most captivating in Veneto and Italy. There are vines, olive trees everywhere and the wooded areas sit alongside small villages and old quarters. That is without mentioning the precious heritage which has been left to us by the genius of extraordinary men such as Canova, Palladio, Giorgione and many other artists and men of extraordinary culture.

What does Prosecco mean to you? And in your experience, how is Prosecco seen abroad?

Good question… I will try and be brief, but I don’t know if I can. For me Prosecco represents an opportunity. Prosecco is part of the history of the Asolan hills. It has a long history to tell and the Cirotto vineyard, with our wine and vines, represent a small piece of this history. Anyone who cultivates love for their land and feels proud of their origins does not waste any opportunity to speak about it to others and tell their story. This is what Prosecco represents for me, an occasion to appreciate one of the key products of the Asolan territory, in Italy and in the world. When I go abroad I realize that unfortunately, there is still a lot people don’t know about Prosecco. And in my own small way I always try to give a positive contribution to put the customer in the right conditions to know more and be able to choose a bottle of Prosecco not only because there is “Prosecco” written on the label. Also with foreign buyers/importers very often there is a certain confusion of ideas, also due to the fact that the name Prosecco was not protected for many years until the recent decisive approval of the DOCG Asolo and DOCG Valdobbiadene –Conegliano on Prosecco. Many consumers abroad do not know the difference between a Classic method and Charmat method and many still confuse Prosecco with Champagne, up to the point that the only difference between the two is the price, so in recent years this has worked in favour of Prosecco, which has seen sales take off in a staggering way, to the detriment of the more costly Champagne. I have the suspicion, and I don’t think I’m alone, that Prosecco is so well liked abroad also thanks to its interesting price tag rather than the product itself. In the long run this factor could prove to be a double-edged sword and devalue not only the image of Prosecco in general, but also the territory: a lot rests on us producers and I am convinced that by constantly working for quality with the vines and in the vineyard and by producing a Prosecco which aims for excellence in its sort, it is possible to keep the prestigious name of our land of Asolo alive and promote a Prosecco which is worthy of the name ASOLO DOCG around the world.

What does your typical day at work involve?


I wake up, and I don’t always arrive punctually in the office (oops!) and my first task is to deal with our foreign customers. Generally, I can manage almost everything from the office, apart from organizing trips to visit our customers and organize wine-tasting evenings together with them in order to make the brand Cirotto known abroad. A good part of the day is then dedicated to customers who come and visit us directly at the vineyard in Asolo, where we also sell our DOC Montello and Colli Asolani and ASOLO DOCG wines retail. Our premises overlook the provincial road which runs from Asolo to Montebelluna and we have many customers who prefer to purchase wine directly from the origin rather than in the shops. Here in the vineyard we also organize guided visits and wine-tastings and this initiative is becoming popular also amongst young people who are curious to know more about the world of wine. I’m nearly always the last to leave the office in the evening, around 19.00, because only after 18:00 can I sit quietly without the buzz of people around or the phone ringing, in order to dedicate an hour or so to the tasks which require a bit more concentration, such as updating our website www.cirottovini.com, preparing the updates of the technical sheets, writing some wine-tasting notes, translating texts into English or German for our foreign customers.

In your opinion, what more does the DOCG of Colli Asolani offer than the DOC?

From a consumers point of view, the new name ASOLO DOCG on Prosecco gives more of a guarantee, the guarantee to be able to buy a Prosecco which is not produced in any other part of the world
apart from Montello and the Asolan hills, the guarantee of buying a Prosecco which with respect to the DOC, has got exactly what it takes to be worthy of the name “SUPERIORE”, a Prosecco which also has its own identity, distinct from that of our cousins of Conegliano Valdobbiadene, a Prosecco which speaks of our Asolan territory and carries its name. A consumer who purchases a bottle of ASOLO DOCG SUPERIORE can and shall expect more. A producer of ASOLO DOCG SUPERIORE who believes in quality and the potential of their own Glera grapes produced in the Asolan hills can not and must not disappoint consumers expectations. To tell the truth, even before the approval of ASOLO DOCG SUPERIORE last April 2010, our Cirotto vineyard already produced Prosecco respecting a low yield of 120 quintals per hectare and recording levels of dry extract on the wine equal to and very often more than 16. Therefore, in terms of work and a stricter discipline, we maintain the same line as do many other producers of the Asolan hills. The name ASOLO DOCG and the State wrapper applied to every bottle, are therefore a way to protect a product which was already worked in a selective and rigorous way, the only difference being that now all these efforts have been recognized. However, it is also important to inform the consumer of these differences which concern the world of Prosecco, since a well-informed consumer is also a more demanding consumer. This is something which spurs us producers on to never let down our guard.

How are relations with your cousins of Conegliano Valdobbiadene?

The experience with our cousins of Conegliano-Valdobbiadene is a little like a relationship with a neighbour. Apart from certain producers with whom there is a great relationship, generally there is always a certain distance on both sides. Apart from the well-known and huge difference in terms in bottles produced annually, which on its own is a fundamental distinctive feature between the 2 DOCGs, I think that Conegliano-Valdobbiadene represents for us of the ASOLO DOCG, first of all an occasion for construction comparison, also because Prosecco ASOLO DOCG does not want to be a substitute product with respect to Prosecco Conegliano-Valdobbiadene DOCG. Even though the provocative allusion to David and Goliath in the title could make people believe that the intent is that of challenging them in a single combat, I don’t think anyone has this intention. In actual fact, the commitment of our cousins of Conegliano-Valdobbiadene to promote their territory and their product should be recognized.  This is to their merit and I think should be the example to us who want to grow.

What more can be done to promote Colli Asolani Prosecco?

The recipe is easier than it seems: imagination and initiative. We must find ideas and carry them out to make ASOLO DOCG known around the world; Of course, resources are needed, but we can win if we are united. And we must believe in it too.


Ultima modifica ilVenerdì, 28 Ottobre 2011 16:52

Lascia un commento

Assicurati di inserire (*) le informazioni necessarie ove indicato.
Codice HTML non è permesso.