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Vita da Sommelier: Sokol Ndreko

Raccontiamo oggi una bella storia. Una storia di riscatto, quella del sommelier Sokol Ndreko, del ristorante Lux Lucis dell’Hotel Principe Forte dei Marmi.
Originario dell’Albania, arrivato in Italia con molti sacrifici,  ha saputo affermarsi come professionista nell’ambito della ristorazione.

Ingredienti fondamentali sono stati l’umiltà, la passione e la caparbietà che ne hanno fatto oggi un efficiente sommelier di sala.

Sokol, vuoi raccontarci come sei arrivato in Italia?

L'arrivo in Italia avvenne nel 2000 con regolare visto di soggiorno provenendo  dalla Grecia (Atene) dove vivevo da  4 anni. In  Grecia  arrivai invece  attraversando il confine da clandestino, poi quasi immediatamente riuscii ad ottenere tutti i permessi di soggiorno e lavorativi

Hai fatto tanti lavori faticosi, da muratore a lavapiatti, in che modo è nata la passione per il vino?

Ad Atene per 4 anni lavorai nell’ edilizia e fu un periodo molto faticoso. Nel Settembre 2001 cominciai la prima esperienza nel mondo della ristorazione. Svolgevo il ruolo di commis di sala durante il servizio a pranzo e  di lavapiatti in cucina per il servizio serale.
Nel 2003 all' “Osteria del mare” di Forte dei Marmi nacque il mio interesse per il mondo del vino, all’inizio solo come una qualifica professionale. Successivamente, avendo a disposizione una cantina molto assortita, fui curioso di capirne sempre di più.

A differenza di molti che, alla conclusione di un percorso di formazione per diventare sommelier  si sentono già esperti conoscitori, ti accorgi invece che la tua preparazione non è adeguata e preferisci continuare gli studi. Cosa pensavi che ti mancasse ancora?

La passione vera e propria arrivò quando, dopo l’attestato da sommelier, capii che il corso era servito solo per aprire la porta di un mondo tutto da esplorare. Quando concludi l’intero percorso  e credi di essere già un grande sommelier, difficilmente la tua carriera sarà lunga perché hai fatto un percorso che intraprendono in tanti,  niente di straordinario. Io mi resi conto che mi mancava il mio percorso personale.

Hai frequentato il Master  in Sagrantino, Nebbiolo, Sangiovese, diventi degustatore ufficiale AIS. Se dovessi dare un consiglio a chi si avvicina a questa formazione, cosa gli diresti?

Anche se non ho mai vinto nessuno dei master posso affermare che a livello di formazione professionale  aiutano a crescere. Quando per diversi anni continui a fare una preparazione per master e concorsi,  diventare degustatore ufficiale risulta più normale e più facile. Consiglierei di avere sempre tanta curiosità, ambizione e prendere parte a tutte le  degustazioni guidate da persone che ti fanno apprendere cos’è e come si “comporta” il vino.

Oggi sei Restaurant Manager all’Hotel Principe Forte dei Marmi presso Lux Lucis. Ci vuoi illustrare in cosa consiste la tua mansione e come si svolge la tua giornata lavorativa?

Oggi sono il responsabile del servizio e di tutti i punti vendita dell’ Hotel. La mia giornata comincia presto la mattina con l’organizzazione del servizio colazione, beach club, Sky Lounge Bar ed il funzionamento del servizio pranzo all’interno del nostro fiore all’occhiello, il Ristorante Lux Lucis.

Mi occupo personalmente della selezione dei vini, dell’acquisto e della  composizione della carta. È molto importante  la  collaborazione e l’intesa con lo chef Valentino Cassanelli, che è anche F&B Manager, affinchè  tutti i servizi si svolgano nella maniera migliore attraverso, quindi, un grande lavoro di squadra.

Asserisci che il vero lavoro del sommelier non è quello di fare a gara a chi scopre vini sconosciuti, quindi chi è per te il sommelier?

Sottolineo che noi abbiamo una grande attenzione verso i piccoli produttori. Il lavoro del sommelier non deve solo essere quello di scoprire  il nome di un vino  sconosciuto agli altri. Il  nostro lavoro in cantina, quello più importante,  è capire e conoscere l’evoluzione del vino in bottiglia con il passare degli anni per poterlo proporre al cliente quando è arrivato al massimo della sua espressione o come miglior abbinamento.

Il servizio al calice non viene gestito da molti ristoratori, tu cosa pensi al riguardo?

Siamo molto favorevoli in quanto proponiamo 3 percorsi di degustazione al calice in abbinamento ai menu e penso che, se la bottiglia ha un costo eccessivo, è sempre meglio accontentare il cliente. Ovvio che ci vuole grande abilità nel ridurre gli sprechi, ma cosi facendo si aumenta l’offerta verso il consumatore.

In cosa vorresti migliorare?

Il mondo del vino, e non solo, è in continua evoluzione  e riuscire a rimanere sempre aggiornato e al passo è il mio  grande obiettivo.

Cosa vorresti che ti augurassi?

Prima di arrivare all’ Hotel Principe e avere questo incarico avevo più tempo per  la famiglia, per lo studio e la lettura in generale. Quello che vorrei ora è avere di nuovo più tempo per la mia famiglia.
Ultima modifica ilMercoledì, 07 Ottobre 2015 10:25

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