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Marinela Ardelean: cinque Champagne e cinque Spumanti che non devono mancare nella sua cantina

Marinela Vasilica  Ardelean, per chi non la conoscesse,  è stata tra le finaliste italiane assieme a Livia Riva e Claudia Bondi al titolo Ambassadeur du Champagne. Tra le sue esperienze la ritroviamo modella, miss, interprete, consulente marketing per aziende vinicole, scrive di vino, è laureata in economia con un master Mba ed è "fresca" di laurea in giurisprudenza.
A Bucarest è stata eletta migliore Sommelier del mondo per l’ASI (Associazione Internazionale dei Sommelier).

Come e quando si è appassionata al Vino?
Ho sempre visto il vino come un fatto di cultura, dialogo, conoscenza del territorio e soprattutto come un alimento che ci regala allo stesso tempo piacere ed emozioni.
Sono nata in una famiglia dove ho ricevuto fin da piccola l’educazione al mangiar bene. La mia mamma lavorava in cucina ed io sono nata su un territorio che mi ha permesso di avere oggi un bagaglio di sentori e profumi immagazzinati nella mia mente, sempre più difficili  da incontrare nella nostra quotidianità. Praticamente, ero la Heidi delle montagne della Transilvania.
Sono però convinta del fatto che se fossi rimasta in Romania, non sarei oggi nel mondo del vino…  l’Italia converte anche gli astemi in appassionati del vino e del buon cibo.
Così, oltre sei anni fa, ho iniziato a  studiare il vino in tutte le sue forme, attività che sto portando avanti tuttora. Ho fatto corsi in Italia, in Francia e ho viaggiato moltissimo in tutto il mondo.

E allo Champagne?
Lo Champagne è un discorso a parte…
Ho imparato ad esprimere le mie emozioni quando ho incontrato il “vero” mondo dello Champagne, non quello delle etichette e dei grandi nomi che ci danno un’immagine bellissima dello Champagne, ma purtroppo insufficiente. Ho passato settimane intere a cercare di cogliere i particolari di ciò che vuol dire la storia, la cultura, i segreti, ma soprattutto l’unicità di questo vino che per il mondo intero è e resterà per sempre un mito. L’anno scorso sono stata una delle finaliste italiane come Ambasciatrice dello Champagne, concorso organizzato da CIVC. La preparazione a questo concorso mi ha fatto conoscere molti aspetti importanti all’interno della produzione di questo vino e, soprattutto, mi ha fatto incontrare delle persone che mi hanno aiutata a creare un legame eterno con lo Champagne.
Da un po’ di tempo sono anche  docente presso l’Italian Chef Academy per la diffusione della Cultura dello Champagne.

Se dovesse dare un consiglio a chi volesse iniziare a degustare Champagne, cosa gli direbbe?
Di non fare confronti e paragoni con altri vini italiani o esteri, di cercare di approcciare lo Champagne come una persona che si incontra per la prima volta, senza pregiudizi e senza troppe aspettative … di essere liberi mentalmente, di essere curiosi, di trattarlo prima di tutto come un vino e di provarlo a tavola. Cercare di andare oltre ed assaggiare le “unicità” di questo vino “senza tempo”.
Il famoso e bravo sommelier Alessandro Scorsone è stato il suo maestro, cosa ricorda volentieri del suo insegnamento?
Più che maestro direi che Alessandro mi ha ispirato molto.
Alessandro è sempre positivo,  anche quando un vino non riesce ad essere generoso e non ha la forza di  regalarti delle emozioni  lui riesce a puntare i “riflettori” su quella parte che “salva la situazione”, sulla parte migliore di quel vino ed indirettamente di quel produttore.
E’ un fatto di professionalità correlata alla diplomazia, che tutti noi  che lavoriamo in questo settore  (e non solo) dovremmo avere.

Se lo Champagne fosse un uomo, che uomo sarebbe?
Bella domanda … è un fatto molto personale, per cui, parlo per me, pensando ad uno Champagne che mi piace in modo particolare.
E’ un uomo che non tradisce mai le tue aspettative anzi, ama sorprenderti, ama farti sentire speciale in sua presenza.
Inizialmente può sembrare difficile comprenderlo, ma ti fa subito capire che ha qualcosa di diverso, di unico da regalarti e in cambio vuole  tutta la tua attenzione e assenza di barriere mentali.
Più lo conosci e più ti fa venire la voglia di andare oltre, ti fa sentire “a casa” ogni volta che lo incontri,
i ricordi di lui sono infiniti, inconfondibili, insostituibili.
È un uomo instancabile e che non  ti stanca mai.
I momenti con lui vorresti che non finissero mai….

Se le chiedessero di paragonare lo Spumante allo Champagne, come risponderebbe?
Lo Champagne è prima di tutto un vino, è un vino Spumante. Lo Champagne non è per tutti i palati, di solito Lui sceglie i “suoi” consumatori, al contrario dello Spumante, dove il “protagonista” è il consumatore.  
Ci sono momenti per lo Champagne così come ci sono occasioni per lo Spumante, si può iniziare la giornata con un Prosecco Superiore, o un’altra bollicina purché sia di qualità, e chiuderla con uno Champagne  

Lei fa parte dell’Ordre des Coteaux nominata Dame Chevalier de lo Champagne, che significa ?
Il ruolo dell’Ordre des Coteaux de Champagne è di promuovere i vini della Champagne, le loro caratteristiche uniche, i modi di consumo e di tutto ciò che contribuisce alla loro reputazione ed immagine, come il simbolo più prestigioso del successo e di festa.
E’ un immenso onore per me essere stata nominata Dame Chevalier all’interno di questa Confraternita, così esclusiva e di grande importanza per lo Champagne, come fatto di riconoscenza per ciò che ho fatto e faccio per il mondo dello Champagne.

Quale tipologia di vino preferisce?
Ovviamente le bollicine, però ultimamente riconosco un’attenzione speciale da parte mia per il vino rosso.
Mi piacciono i vini con personalità che ti facciano sentire speciale per aver scelto quella determinata bottiglia in quel momento. Apprezzo molto l’autenticità e la “ sincerità” che si legge in un bicchiere di vino.
Scelgo la tipologia di vino in base al momento nel quale lo consumo, poi sono attenta con chi lo consumo e se sono a tavola, cerco di fare un incontro di sapori senza esagerare, non amo i tecnicismi nel consumo, quelli vanno bene per la teoria…

La Romania sta rientrando tra i Paesi più  ambiti per l’esportazione  del vino, ma è considerato anche un ottimo produttore.  Cosa gli manca per fare il reale salto di qualità e avere un mercato internazionale?
In Romania ci sono davvero degli ottimi vini, ma purtroppo tante aziende sono molto piccole e non hanno la forza di salire su un palcoscenico così importante come quello del mercato internazionale. Sicuramente il Ministero delle Finanze ed il Ministero dell’Agricoltura potrebbero preoccuparsi di una gestione migliore per facilitare il piccolo produttore che fa il vino con tanto amore, mettendo dentro  ogni sua bottiglia un piccolo pezzo della sua anima. Purtroppo sono facilitate le grandi aziende che, pur avendo un prodotto di qualità, non hanno nulla a che fare con i piccoli “vigneron”.  
Poi credo che si tratta di credibilità e di conoscenza riguardo ad un mercato di cui si è sempre sentito parlare pochissimo. Sicuramente altrettanto importante è una comunicazione più strategica ed una maggior collaborazione fra le cantine/produttori che insieme hanno la responsabilità di mettere le radici per un “Made in Romania” premium, sostenute dalle autorità nazionali.

Le piace l’appellativo di Ambasciatrice in Italia del Vino Rumeno?
Sì. Credo che la comunicazione e la promozione della conoscenza dei vini rumeni sia indispensabile farla con responsabilità e capacità, ma soprattutto amore, come nel mio caso, per la propria terra.
Sono italiana, nata in Romania, amo entrambi i territori e con naturalezza metto in risalto le cose che hanno in comune i due Paesi, cercando di trovare punti d’incontro e di scambio. In Romania ci sono decine di produttori italiani che producono vino. Sempre in Romania, oltre il 40% del vino importato è italiano.
Quindi rappresentare il vino rumeno in Italia mi dà l’onore e la responsabilità di rappresentare anche l’Italia in Romania, cercando di promuovere sempre di più, non solo il volume della produzione italiana che arriva lì, ma soprattutto la Qualità del nostro Made in Italy enogastronomico.

Ci sveli quali sono i cinque Champagne e i cinque Spumanti che non devono mancare nella sua cantina.

Champagne NAPOLEON Tradition
Champagne BOLLINGER La Grande Année
Champagne KRUG Rose
Champagne JÉROME PRÉVOST La Closerie
Champagne Bereche & Fills  Brut Reserve


FOSS MARAI Surfine
FERRARI Perlé Nero
DERBUSCO CIVES Franciacorta Brut Millesimato
PRINCE STIRBEY Rose
D’ARAPRI Gran Cuvée
Ultima modifica ilMercoledì, 23 Luglio 2014 18:44

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