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Francesco Paolo e Gabriele Valentini raccontano la Archeo-Verticale a VINOWAY

Tre secoli di Montepulciano d'Abruzzo proposti in una degustazione verticale di 4 ore, scandita dai racconti degli eredi della “dinastia” Valentini e da 31 assaggi ormai entrati a far parte della storia.

Un'esperienza irripetibile seguita dai pochi che sono riusciti a prenotare tempestivamente un posto  per avere il privilegio di assaggiare 31 annate messe a disposizione da Francesco Paolo Valentini.

Si è trattato  di un viaggio nell'archeo-enologia, termine più che adatto coniato per l’occasione da Valentini, al fine  di evidenziare l'unicità di questa Verticale, che si lega a eventi storici e a racconti di famiglia, quindi degna della "v" maiuscola.

Nell'800 Gaetano Valentini, trisavolo di Francesco Paolo, aveva nella sua cantina  bottiglioni di Montepulciano d'Abruzzo da 15 litri; molti anni più tardi Edoardo, padre di Francesco Paolo, travasò  il contenuto in bottiglie. Parte del  vino fu razziata dai tedeschi durante la II Guerra Mondiale, quando il fronte era sulla costa, a Ortona, e lo Stato Maggiore aveva scelto come dimora l'austero palazzo di Loreto Aprutino dove ha sede l'azienda agricola Valentini.



Dopo tanti secoli,  Francesco Paolo Valentini  ha condiviso un vero patrimonio e tesoro di famiglia che amplifica il concetto di vino tout court.

A Vinoway Francesco Paolo e Gabriele Valentini parlano della Verticale.


Perché e quando è stata concepita la Verticale?
La verticale è stata concepita circa un anno fa. Il motivo? Fondamentalmente i motivi sono tre. Primo, si voleva dimostrare la capacità del vitigno Montepulciano d'Abruzzo di dare grandi vini particolarmente longevi. Secondo, si voleva dimostrare che l'Abruzzo è un territorio molto vocato per la coltivazione della vite. Infine, si voleva dimostrare che il vitigno Montepulciano era già presente su questo territorio nella seconda metà dell'800 e quindi non è un vitigno importato.

Come sono state scelte le annate? C'è qualche aneddoto in merito?
Le annate sono state scelte tra quelle ritenute essere “migliori”. Aneddoti non ve ne sono, ma considerazioni. È impossibile riportare quanto detto in 4 ore, comunque le considerazioni sono tutte riferite agli andamenti metereologici ed ai relativi aspetti positivi e negativi riscontrati durante le vinificazioni.

Qual è il bilancio complessivo sulla degustazione?
“Ritengo che la verticale sia unica, sia per il numero di annate proposte sia per l'arco di tempo coperto. Infatti, abbiamo attraversato ben tre secoli. Eccezionale lo stato di conservazione del Montepulciano d'Abruzzo annata 1880. Quando la bottiglia è stata stappata si è sentita una leggera degassazione. Questo sta a significare che il vino dopo 133 anni è ancora vivo ed in evoluzione. Sono sinceramente meravigliato ed orgoglioso di quanto questo vitigno e questo territorio siano in grado di produrre così grandi vini. E' stata un'esperienza emozionante ed altamente istruttiva”.

Insieme a Francesco Paolo a condivire questa esperienza c'era suo figlio Gabriele, un giovane che  umilmente dichiara di avere come unico ruolo in azienda quello di imparare il necessario per prendere un giorno le redini dell'azienda. Anche a Gabriele chiediamo le sue opinioni sulla Verticale.

“Premetto che questa è stata un'esperienza mai vissuta in vita mia, nemmeno nel privato. Non esprimo valutazioni tecniche, in quanto non sono in grado di darne, ma posso comunicarvi le mie sensazioni “al di là del bicchiere”. È stato come sfogliare un grande album fotografico di famiglia tramite il gusto e l'olfatto. Ho avuto il piacere di ricordare persone mai conosciute ed epoche mai vissute attraverso vini che tutt'oggi produciamo negli stessi luoghi e con le stesse botti. Durante la degustazione sono state le varie annate a scandire il tempo nella sala e non le lancette degli orologi”.

L'ultima domanda che abbiamo per Gabriele sembra in apparenza un po' slegata da tutto il resto, ma non lo è. La Verticale proposta dai Valentini parla, sì, di vino, di territorio, di tradizione, ma anche di  passaggio generazionale.

Dai tempi di Gaetano a Gabriele molte cose sono cambiate, un po' meno il modo di comunicare dell'azienda di Loreto Aprutino. Quindi, da un giovanissimo ci interessa sapere come valuta la scelta aziendale di non avere un sito internet e di non ricorrere ai social media.





“Nella nostra azienda le tradizioni non si limitano al processo di lavorazione, ma comprendono anche la sfera della commercializzazione e della comunicazione. Essendo noi una piccola realtà, possiamo permetterci il privilegio di comunicare direttamente con i nostri clienti e credo che nessun mezzo “più tecnologico” e “più sbrigativo” potrà mai sostituire il piacere del confronto diretto. Curiamo più lo sviluppo del rapporto sociale di quello tecnologico”.
Buon sangue non mente.



Vinoway ha chiesto a Paolo Lauciani, relatore della archeo-verticale le sue impressioni:” È stata un’emozione assoluta la verticale storica del Montepulciano di Valentini, per me come per ognuno dei presenti: tutti siamo stati coinvolti passionalmente e abbiamo celebrato, in un viaggio irripetibile, l’apoteosi di uno stile, di una famiglia, di un vitigno e di un territorio.
31 annate a partire dal 1880: ho visto sfilare vini eccelsi, vini buoni e vini problematici, tutti con la memoria degli uomini che li hanno “creati”, a partire dal trisavolo Gaetano, in un susseguirsi di anni, di ricordi, di rimembranze lontane e non.
Vero dunque che il grande vino sopravvive all’uomo. E quando il grande vino travalica i confini del tempo, allora trasforma se stesso in un’opera d’arte.



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