Log in

VINOWAY intervista il Pro-Presidente ONAV

La signorilità, l’esperienza e la competenza enoica di Vito Intini non la scopro di certo io.
Il rispetto che gli tributo è tale che anche se più volte mi ha chiesto di rivolgermi a lui in maniera confidenziale, non riesco a farlo.

Chi ha avuto la possibilità di incontrarlo nota l’eccelsa preparazione e un carisma invidiabile.
Sta traghettando l’ONAV ( Organizzazione Nazionale Assaggiatori Vino)  verso il conseguimento di ottimi risultati nella promozione e divulgazione del Vino Italiano.

A che età ha avuto inizio la sua passione per il Vino?
Da giovanissimo, intorno ai 5 anni, mio padre, appassionato di vino  ma non intenditore, raccoglieva centinaia di bottiglie con scopi collezionistici. Fu lui ad insegnarmi i nomi, le denominazioni: io da   quell’età ho imparato a scrivere copiando i nomi dei  vini sul quaderno magazzino della nostra cantina privata.
Ricordo ancora i nomi, alcuni scomparsi: Cabella, Spanna, Casteggio rosso etc…
Li prelevavo,  li portavo a tavola, li cercavo….
Verso i 7/8 anni ho incominciato anche ad assaggiarli….naturalmente solo per bagnare la bocca……
Ma la passione, chiamiamola grande curiosità, è nata in questi anni.

La sua figura di Pro Presidente ONAV che funzione ha?
Quella di sostituire il Presidente (Prof.Giorgio Calabrese n.d.r.)  in qualsiasi occasione sia assente, con la Delega alla gestione di tutte le attività organizzative sul territorio nazionale ed estero

E  la figura del Delegato Regionale?
Ha pieno mandato sul territorio della regione di appartenenza supportato da un consiglio regionale composto da tutti i Delegati Provinciali : ad uno di questi viene demandata la gestione della tesoreria.

Come è cambiata l’ONAV negli ultimi anni?
Direi che nell’ultimo triennio si è trasformata. Prima di tutto abbiamo coperto  quasi completamente il territorio nazionale istituendo 24 nuove sezioni  e nominando una quindicina di Commissari: abbiamo poi ricostituito l’albo docenti  riqualificandolo fortemente, abbiamo istituito il corso di secondo livello normando il terzo ed abbiamo avvicinato l’Associazione al mondo scientifico costituendo un grande comitato scientifico costituito dai nomi più prestigiosi della ricerca universitaria nel nostro campo.

Che significa essere Assaggiatore?
Significa essere appassionati di Vino, avere conoscenza tecnica approfondita, saper  giudicare i Vini. Un  buon  Assaggiatore è un giudice del Vino affidabile e disinteressato.

Dopo quanto tempo  un Assaggiatore ONAV  può entrare a far parte di una commissione di degustazione?
Il percorso vede il superamento del primo corso, una pausa di almeno  18 mesi e il superamento del corso   di  secondo livello. Durante o in seguito  ci si allena con degustazioni specifiche.

Basta un Corso ONAV per poter essere definito Assaggiatore?
Per ottenere il titolo di Assaggiatore  è necessario il superamento del corso di primo livello ed il relativo esame.

Cosa consiglia ai neo Assaggiatori ONAV ?
Di non considerarsi mai arrivati. Di continuare ad assaggiare con umiltà, di non esprimere
mai giudizi affrettati, di studiare, di usare un linguaggio semplice e sempre rispettoso  nei confronti di tutti.

Quali prospettive si aprono oggi a chi volesse diventare Assaggiatore?
Oggi il mondo del Vino italiano sta sperimentando nuove figure  professionali.  Addetti alle pubbliche relazioni,  addetti all’accoglienza, collaboratori sensoriali, consulenti di mercato.
Il nostro corso è  direi quasi obbligatorio per addetti alla cantina, cantinieri, venditori, agenti di commercio.

Come si rapporta  l’ONAV con le altre Associazioni che divulgano il Vino?

Nel modo più rispettoso e collaborativo possibile. Rispettando le caratteristiche di specializzazione    peculiari di ogni associazione.

Come si diventa relatore in ONAV, esistono delle vie preferenziali o bisogna sottoporsi ad un esame di abilitazione?
Tutti i nostri relatori devono  sottostare a esami di abilitazione per la singola lezione

Ha mai avuto timore di dare pubblicamente un giudizio severo su di un Vino, per evitare di danneggiare l’azienda produttrice e le persone che ci lavorano?
Certamente   si supera questa situazione utilizzando un linguaggio attento  e rispettoso
anche nell’esprimere giudizi non positivi.




Ultima modifica ilDomenica, 28 Ottobre 2012 20:45

Lascia un commento

Assicurati di inserire (*) le informazioni necessarie ove indicato.
Codice HTML non è permesso.