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Il Vino italiano visto da Leslie Sbrocco

In occasione del tour ideato e organizzato dall’ATI “Vini di Puglia” con lo scopo di favorire la conoscenza dei Vini e dei territori della Regione Puglia, sono stato invitato presso l’Azienda Tormaresca in Tenuta Bocca di Lupo insieme a nove giornalisti di fama internazionale provenienti da USA, Canada, Brasile e Svizzera.

Durante l’incontro abbiamo potuto degustare alcuni vini di punta della produzione Tormaresca, il Pietra Bianca Castel del Monte Doc 2010,  il Trentangeli Rosso Castel del Monte Doc 2009 ed il Bocca di Lupo Castel del Monte Doc 2007.

Nell’occasione ho avuto modo di intervistare, col prezioso aiuto del giovane Daniele Cirsone, apprezzato e competente collaboratore del Movimento Turismo del Vino Puglia, la statunitense Leslie Sbrocco, famosa wine speaker che cura, per la TV americana, un seguitissimo e premiato programma dedicato al mondo del Vino, nonché autrice del libro “Wine for Women” che ha raccolto numerosi riconoscimenti.

Come viene considerato il Vino Italiano negli Stati Uniti?
Il Vino Italiano è molto popolare negli Stati Uniti, è al top dell’interesse insieme ai Vini francesi, ai Vini spagnoli, ai Vini australiani ed è tenuto in gran considerazione dagli importatori.

Quanto è conosciuto il Vino Pugliese?
Il Vino Pugliese ha un trend molto positivo in questo momento, in costante aumento. Questo dipende dal mercato, naturalmente, perché più i consumatori diventano competenti più è facile trovare gente che conosce il Vino Pugliese soprattutto nei mercati di San Francisco e New York che sono gli “apripista” del continente.

Quale tipologia di Vino Italiano in genere è più venduta?
Il Prosecco è il più popolare, poi il Chianti Classico, si beve molto il Vino Piemontese, la Barbera, il Pinot Grigio  ed ora anche il  Primitivo, che, come dicevo prima, insieme agli altri Vini Pugliesi è in crescente affermazione.

Si preferiscono ancora Vini carichi di “legno” negli Stati Uniti?
No, un’inversione di tendenza è avvenuta anche negli Stati Uniti. Ad eccezione di alcuni tipi come lo Chardonnay, il Cabernet, il Merlot che vengono richiesti ancora invecchiati in legno, la gente preferisce bere vini freschi per apprezzare al meglio  le caratteristiche degli  uvaggi e del  territorio.
 
Se dovesse comunicare la Puglia Enologica ai suoi telespettatori, come lo farebbe?
In una trasmissione che farò a settembre ci sarà uno spazio dedicato alla Puglia con un focus sui Vini Pugliesi. Inizierò parlando del Primitivo, dopodiché vorrò far passare il messaggio che la Puglia non è solo  Primitivo ma c’è tanto altro. Durante questa esperienza, infatti, ho avuto modo di scoprire vitigni come il Bombino bianco, nero, e il meraviglioso  Vino rosè , che sono eccezionali anche come rapporto qualità-prezzo.

Secondo Lei, l’Italia del Vino come comunica all’estero?
In generale l’Italia sta facendo un ottimo lavoro dal punto di vista della comunicazione soprattutto nell’individuazione dei target. Ci sono dei Consorzi  come il Consorzio del Chianti, del Brunello, del Montepulciano d’Abruzzo, del Soave, dell’Amarone che puntano sempre sugli stessi mercati con molta attenzione. Anche la Puglia sta facendo un ottimo  lavoro di comunicazione e bisogna continuare così perché c’è sempre maggiore consapevolezza nei consumatori circa il brand del Vino Italiano. Bisogna continuare a comunicare le tipologie classiche, il modo classico di fare il Vino. Il Made in Italy ha una caratteristica distintiva rispetto alle altre nazioni, ha tantissimi vitigni autoctoni. In America il Made in Italy viene visto molto “attraente”, molto “sexy”, se gli italiani riuscissero a coniugare tutto, anche la moda per esempio, creare insomma un’atmosfera che dia una “voglia”, un “eccitamento” verso la conoscenza del prodotto, potrebbe essere un ottima soluzione.           

Cosa preferisce vedere e sentire lo spettatore Americano sul Vino?
Gli Stati Uniti sono il primo mercato nel mondo come consumo di Vino, ma non pro-capite;  su una popolazione di trecento milioni solo duecento mila consuma Vino e ne consuma in quantità sempre maggiore e c’è una consapevolezza, una conoscenza del Vino sempre maggiore . Quello che vogliono gli spettatori  è essere guidati man mano che aumentano le conoscenze e vogliono investire sempre più soldi. La Puglia, con il suo  grande rapporto qualità prezzo, ha una  grande occasione di inserirsi, farsi conoscere da coloro che chiedono di essere guidati , consigliati. Uno degli scopi delle mie trasmissioni è cercare di  aiutare il pubblico, dare  consigli utili su prodotti che abbiano un ottimo rapporto qualità prezzo per non restare delusi di fronte a nuovi acquisti. Nell’ultimo periodo gli Stati Uniti stanno uscendo dalla crisi economica e negli ultimi due anni  sta lentamente aumentando la capacità di spesa per il Vino, siamo passati da una media di $ 10,00 a bottiglia, durante la crisi,  agli attuali $ 20,00 ed il prodotto pugliese, che si può facilmente collocare in questa fascia di spesa, dovrebbe approfittarne, molte grandi aziende pugliesi hanno ora la possibilità di piazzare il loro prodotto nel mercato americano.

Cosa consiglierebbe ai nostri ristoratori?
Un consiglio che vorrei dare è che dovrebbero senz’altro abbassare i costi di ricarico sulla bottiglia e dovrebbero servire al bicchiere anche più di una qualità di Vino, per il resto i ristoratori italiani, al pari dei francesi, sono già bravi ed hanno una grande conoscenza del prodotto.

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