Log in

Il Campione del Mondo Luca Gardini a Vinoway

Luca Gardini, nasce a Cervia il 19 Settembre 1981, prima di ogni altra considerazione bisogna far parlare il suo “Curriculum” perché solo così si può inquadrare il Valore di questo “Enoico Campione”:

Diventa Sommelier AIS all’età di 15 anni nel 1996
Nominato Sommelier Professionista nel 2003
Nel 2003 vince due ambiti premi nel campo enologico: Master del Sangiovese e Concorso del Nebbiolo
Nel 2004 viene eletto Miglior Sommelier d’Italia
Nel 2005 l’AIS gli conferisce il “Premio alla Carriera”
Nel 2009 vince il titolo di Miglior Sommelier d’Europa
Nel 2010 diviene Miglior Sommelier del Mondo
Nel 2011 il Consorzio dei Produttori del Barolo lo nomina “Personaggio dell’Anno”


Credo ci sia davvero poco da aggiungere a quanto appena scritto, che riassume in modo incontestabile le innate potenzialità di Luca Gardini, senza il minimo dubbio un vero e proprio “Fuoriclasse del Vino”.

Un aspetto fondamentale da sottolineare è che con lui ci si trova di fronte ad una Persona di grandissima Professionalità,  ma non aspettatevi un Sommelier serioso ed impettito, il suo approccio risulta quasi “dissacrante” rispetto agli schemi convenzionali, manifestando un rapporto col Vino di una naturalezza sconcertante.

Seguire una sua Degustazione è un'esperienza emozionante per un Appassionato, l'unico obbligo che impone è quello di essere in rigoroso silenzio, perché vuole “Ascoltare” il Vino con tutta la concentrazione necessaria a coglierne le sfumature più nascoste. Non vuole mai assaggiarli prima della Degustazione, tutto è lasciato alla sensazione del momento, con grande manifestazione di sicurezza nei confronti dei propri Sensi.

Parlare con Luca è sempre un’esperienza costruttiva per un Degustatore o un Appassionato, non impone mai le sue idee, sa essere molto amichevole, non obbliga nessuno a pensarla come lui, ma quando lo si ascolta parlar di Vino non si può che concludere quanto sia meravigliosamente grande la sua Competenza Enoica, è in grado di capire nel bicchiere aspetti del Vino e della Vigna non percepibili dalla maggior parte dei Degustatori esperti.

Il successo di Luca Gardini ha visto la convivenza di due aspetti fondamentali: la sua innata predisposizione   donata da madre natura e la fortuna di essere cresciuto in una Famiglia dove il Vino è di casa, grazie soprattutto al papà Roberto, eletto miglior Sommelier d'Italia nel 1993. Proprio per questi aspetti la sua Passione è iniziata da giovanissimo ed è stata coltivata con estrema dedizione, studio ed un numero elevatissimo di Degustazioni che lo hanno portato a conoscere e capire Vini provenienti da tutte le parti del Mondo.

La sua veloce crescita professionale è avvenuta anche grazie alle preziose esperienze lavorative che si è conquistato a suon di titoli: la prima è quella nella prestigiosa Enoteca Pinchiorri di Firenze, Tre Stelle Michelin, dove ha avuto occasione di Degustare i migliori Vini del Mondo, avendo come Maestro appunto Giorgio Pinchiorri a cui Luca è molto legato per i grandi insegnamenti ricevuti in quegli anni.

Successivamente è approdato anche alla corte di Carlo Cracco, ristorante “stellato” di Milano, dove Luca ha potuto approfondire le sue capacità di abbinamento con la cucina eclettica del famoso Chef, sperimentando anche nuove frontiere di accostamento con Birra e Tè.

“Un Peter Pan con la faccia da monello”, questa potrebbe essere la definizione di Luca Gardini, che pure nell’aspetto fisico trasmette l’innato Carisma con cui si pone nei confronti dell’interlocutore, senza mai eccessiva spocchia, ma con tanta voglia di Comunicare il Vino in tutte le sue entusiasmanti sfumature, con una “Competenza Enoica” in grado di far impallidire i più bravi Degustatori.

-Chi è oggi Luca Gardini?
E’ un ragazzo assolutamente particolare, di gran cuore che ama quello che fa nel rispetto di se stesso e delle  altre persone e del mondo del Vino.

-Come si diventa Campioni del Mondo dei Sommelier ?
Campioni del Mondo si diventa con tanto studio e tanto sacrificio, per doti innate e anche con un pizzico di fortuna. Come dico sempre, il mio campionato del mondo lo affronto ogni giorno, perché quando comunichi aiuti il Vino Italiano, le persone che lo producono, crei emozioni e comunicabilità.

-E’ più utile avere il titolo di Sommelier o essere un bravo Sommelier?
Oggi è più importante essere una persona che valorizza il lavoro altrui, quindi non saprei…il sommelier è una figura complessa, io mi definisco soprattutto un assaggiatore.

-Cosa fa diventare un Vino un grande Vino?
Sicuramente deve avere le qualità e l’identità del territorio, deve essere un Vino che rispecchi tutte le caratteristiche della zona di provenienza e della “maison” di chi lo produce. Insomma, ci troviamo davanti ad un grande Vino quando apri la bottiglia, la finisci e ne ordini subito un’altra.

-Quali consigli ha dato papà Roberto a Luca?
Lui mi disse:”Io non voglio sapere che lavoro farai, ma se farai il sommelier sappi che devi dare l’anima e non voglio sapere niente…quella è la strada e vai, poi se un giorno avrai bisogno, verrai da me”. Sicuramente lo considero l’unica figura che mi può dire “quella è la strada giusta”.

-Se dovessi conquistare una bella donna, con quale Vino la conquisteresti?
Sicuramente con un Magnum, così almeno sono sicuro che dopo un po’ l’ho stordita…scherzi a parte, molto dipende dalla donna, sicuramente la “Bolla Rosè” o vini prodotti da vitigni aromatici sono i più graditi al pubblico femminile, anche se ho notato che ultimamente anche le donne apprezzano Vini più possenti.

-Oggi cosa consiglieresti ad un produttore?
Ad un produttore consiglierei di cercare di interpretare al meglio quella che è la propria terra, quello che la terra dà, senza andare a “snaturare” la materia prima, l’uva. Il consiglio però non riguarda solo come produrre il Vino, ma anche come comunicarlo, creare un entourage, affidarsi ad un Team che sappia comunicare il Vino e dare internazionalità al proprio prodotto.

-Quanto inciderà il Mercato Cinese nella produzione vitivinicola nazionale ed internazionale?
Io dico sempre che per fare i Grandi Vini devi avere un “Grande Territorio”. Il territorio della Cina non è vocato per fare grandi Vini. Sicuramente la loro produzione è diretta a soddisfare il fabbisogno nazionale, non molto esigente, il ceto abbiente per avere Vini di alto livello continuerà a rivolgersi al mercato internazionale.

-Si fa tanta comunicazione del Vino negli ultimi tempi: è un bene secondo te?
La comunicazione è un bene se fatta bene, la considero necessaria. Per comunicare ci vuole sensibilità, metodologia e saper essere anche “trasversali”.

-A proposito, come trovi la comunicazione di Vinoway?
E’ una bellissima comunicazione, avete saputo creare un vostro Format, un nuovo modo di pensare e di comunicare che è snello, compatto e che “arriva”, quindi la condivido e la seguo con attenzione…inoltre penso che i riscontri positivi parlino da soli e quindi non c’è bisogno che lo dica Gardini quello che è Vinoway.

-Cosa consiglieresti ai nuovi Aspiranti Sommelier ed a coloro che lo sono diventati da poco?
Ragazzi, innanzi tutto non dovete essere invidiosi, dovete stare uniti e fare sistema, bisogna fare squadra. Non pensate mai di essere i migliori o i peggiori, ognuno di voi ha delle caratteristiche ed ha delle doti che vanno sviluppate e valorizzate.

Ultima modifica ilSabato, 07 Luglio 2012 07:48

Lascia un commento

Assicurati di inserire (*) le informazioni necessarie ove indicato.
Codice HTML non è permesso.