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Scattone: La Tintilia nel piatto

Scattone Scattone

Dalla tradizione gastronomica molisana, un piatto che unisce semplicità, gusto e Tintilia.

È proprio vero che i piatti piú originali della cucina italiana sono frutto di felici coincidenze. 

Quando Napoleone vinse a Marengo domandò un piatto speciale per celebrare degnamente il glorioso evento: il cuoco, facendo di necessità virtù, utilizzò gli ingredienti a disposizione realizzando un piatto gustoso ed unico.

Anche nella tradizionale gastronomia molisana c'è un piatto frutto del caso: lo Scattone. Si narra che per uno scatto (da qui l’origine del termine)  improvviso del padrone di casa, che aveva appena spillato un boccale  di buon vino, lo stesso ricadesse nella pentola piena di sagne (pasta fresca fatta in casa) che la paziente massaia stava preparando.

La fame, più forte dello sdegno di mangiare un cibo solo apparentemente riprovevole, fece si che non si buttasse via niente. I commensali rimasero attoniti quando l'assaggio del torbido intruglio risultò essere piacevole e gustoso.

Sull'origine di questo piatto, in realtà ci sarebbe una  motivazione di tipo utilitaristico.

L'antica civiltà contadina riteneva questo piatto un toccasana contro i piccoli malanni, molto frequenti nelle stagioni piú fredde. Quindi un aperitivo caldo e nutriente in grado di ritemprare i contadini dopo le lunghe giornate scandite dal lavoro agreste.

I medici lo consigliavano alle donne che avevano appena partorito perché si riteneva stimolasse la secrezione di latte. La preparazione di questo piatto è poco elaborata e pur presentando piccole varianti da paese a paese può essere così riassunta: in una tazza liquido di cottura, vino (spesso Tintilia) vengono uniti alla pasta fatta in casa.

Tout court semplice, gustoso ed efficace.

Ultima modifica ilVenerdì, 18 Ottobre 2013 07:09

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