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L'olio di Mimì

Modugno, provincia di Bari, città da sempre fagocitata dalla vicinanza con il capoluogo di provincia, ma non per questo asfittica negli spazi e nelle estensioni periurbane che consentono ancora, vivaddio, uno sguardo orizzontale libero, non infranto dai casermoni, sulla direttiva che dalla cittadina  porta verso Bitonto.

E già, si comincia da questo a capire che questa parte di Puglia centrale ha da sempre rappresentato il forziere della cultivar meridionale più diffusa e più ‘amata forse dai più : la Ogliarola. Qui assume una connotazione tutta particolare, Ogliarola barese, appunto,  detta Cima di Bitonto.

La pianta a frutto presenta drupe di media grandezza con alto contenuto in olio a maturazione precoce, per cui la sua raccolta inizia già a fine ottobre. La resa varia dal 20 al 25%.
Ce n’è voluto di tempo al mio povero padre che, ma con lui a tanti altri sognatori dell’ulivo, non si spiegava perché mai il suo olio non gli riusciva benissimo se non a “farselo piacere”, perché lo “aveva fatto da se”; un olio impertinente,  che non aspettava neppure i primi giorni di aprile per rivelare il vizio alla produzione.

Infatti la nostra deliziosa pianta, che qui ci occupa, andava raccolta, ma questo lui lo ignorava cosi come tanti altri paladini, separatamente giacché la sua “rivale conterranea, enfant terribile dell’olivicoltura nazionale e “dei carichi di polifenoli”, la Coratina, denunciava e denuncia una maturazione oltremodo tardiva. Da qui, le conseguenti cadute sul piano stilistico che, a quei tempi, nessuno si preoccupava di affinare;  l’olio, dicevano, è solo un condimento …e tanto bastava per rassegnarsi ad un modo di pensare, un po’ arcaico e un po’ romantico/affettivo, cosi come tutti i discorsi dei contadini di un tempo.

Ma questa, per fortuna, è oramai roba passata.

Le piante di casa.

Cima



L'olio che se ne ricava è di sapore molto gradevole, non ne narro il colore, i cui tratti sensoriali risentono grandemente della tecnica agronomica ed estrattiva; profumi saranno fruttati maturi o fruttati verdi in base all’epoca di raccolta con  sentori eleganti di erba e mandorla, dalla persistenza aromatica significativa.

Coratina



Qui ne troviamo sempre più salendo verso i calanchi che, inseguendo la statale per Foggia, si infrattano ovunque, dalle siepi di cinta di masserie fortificate, alle dolci colline che già dalle parti Ruvo di Puglia, cominciando ad esprimere la assoluta preminenza territoriale,  fino ai confini con la vicina provincia di Potenza, attraversando i comuni di Minervino Murge ad Est e di Andria e Canosa , verso Nord Ovest.

Il cavallo di razza dell’olivicoltura nazionale abita qui. Consistente, abbastanza fluido, con espressioni fruttate super intense e dal bouquet ampio: erba sfalciata, foglia di carciofo, cardi e frasca d’ulivo al naso, cicoria, asparagina e tutto un corredo di percezioni orticole in bocca, da farlo bastare da se per una cena non appena vi si inzuppa il pane.

Cosi la famiglia Conserva si impegna nella commercializzazione di tali prodotti agricoli realizzati in questo scorcio di Bassa Murgia Barese.

La Storia

Domenico Conserva, sin da giovane, porta avanti la sua passione per l’olio extra vergine di oliva, fondando nel 1980 l’Azienda Agricola di famiglia. L’interesse e l’amore vengono , da li, trasmessi verticalmente, Donato e Michele, che insieme arrivano alla progettazione di un moderno frantoio. Con la prematura scomparsa di Domenico, Donato e Michele  continuano la progettazione, e nel 2013 danno inizio ai lavori di costruzione del Frantoio Mimì., chiamato così in onore di papa’ Domenico.

Un bel fabbricato che vale la visita.







L’ azienda Agricola  ha volutamente scelto di valorizzare i prodotti autoctoni, selezionando per le proprie produzioni, materie prime coltivate esclusivamente nel territorio barese.

Attualmente l’azienda agricola conta su un’estensione di terreni, in sua proprietà, pari a circa 40 ettari per la produzione delle due varietà di piante padrone del territorio, con imbottigliamento di olio monocultivar da OGLIAROLA e CORATINA, cui si aggiunge un blend, terza etichetta aziendale.



Donato, alla fine della chiacchierata, mi confida ancora un piccolo segreto, che qui vi svelo: la sua dannata passione per la Termite di Bitetto…. come la mia……..



Ma questa è un’altra storia...

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