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Vinoway intervista Sabrina Merolla

BUON VENTO Viaggio nel Gusto segna l’esordio letterario di Sabrina Merolla, già a SKY Leonardo e Radio Capital che, sulla scia del successo riscosso dal suo format “Buon Vento” (in onda dal 2008 sulle reti del Gruppo Norba) racconta ai lettori più di 40 proposte esclusive per viaggiare tra le eccellenze gastronomiche della Puglia.


Avvocato, conduttrice radiofonica, volto televisivo, scrittrice… chi è Sabrina Merolla?
«Continuo a chiedermelo anch’io». Sabrina sorride e abbassa lo sguardo mentre la abbordo con questa prima incalzante domanda. «Pensa che ieri, tornando a casa (era mezzanotte passata e mi capita di frequente di rientrare a quell’ora dopo estenuanti giornate di riunioni, registrazioni e incontri) in auto ho fatto un sussulto quando ho ritrovato Alessio Bertallot e i suoi “altri suoni” su Radio 2. Ho realizzato che l’era di B-Sides (ndr. storico programma radiofonico in onda per 14 anni su Radio Deejay) deve essersi chiusa, mentre io aleggiavo col buon vento. Un tempo non avrei osato trascurare cambi di rotta dei flussi sonori radiofonici. Venti anni dietro un microfono, di cui dieci trascorsi a distinguere west sound da east sound, Stax da Motown e a nutrirmi di elettronica con effluvi di french touch parigina, sono tanti per non ricordarmi di essere nata dj. Lo sai che ho prodotto e scritto tre dischi house in classifica in Europa e che sono stata la vocalist di Claudio Coccoluto in molte serate?»

Buon Vento, oltre ad essere il nome del tuo libro, è anche un tuo format.  Qual è l’origine dell’idea?
«Buon Vento, prima di tutto, è quell’entità che mi ha rapita da Roma per riportarmi in Puglia, la mia terra. Era il 2008, vivevo nella capitale da sei anni. Mi ci aveva portato Radio Capital, la radio che avrei voluto fare da grande e che, a soli ventisei anni mi volle nella sua scuderia. Mi accolse anche SKY, dove sul canale Leonardo mi sono occupata di cinema, musica e moda. Poi, un giorno, tra un red carpet alla première di Spike Lee e un backstage da Roberto Cavalli, mi ritrovai in Costa Smeralda a condurre un festival internazionale dedicato alla tv del mare. Fu in quel contesto di naviganti, barche, appassionati di mare e giornalisti specializzati sui temi della divulgazione marittima che si sedimentò in me l’idea di virare sulla straordinaria bellezza delle coste pugliesi e lucane che raccontavo e descrivevo al pubblico con un entusiasmo dilagante. Un fuoco nostalgico che si tradusse in scrittura. Nacque il format e fu Telenorba a conquistarlo».

Raccontaci la partenza…
«Nell’estate del 2008 mi misi in viaggio per realizzare le prime puntate, seguendo una rotta marittima che partiva da Policoro, in Basilicata, e circumnavigava la Puglia, dallo Ionio all’Adriatico, dal Capo di Leuca alle Tremiti. Fu un successo, con il pubblico che mi ringraziava per aver fatto scoprire la Puglia ai pugliesi e la Lucania ai lucani, svelando bellezze e risorse, spesso vicinissime al proprio luogo di appartenenza, ma ignorate per scarsa divulgazione o per inerte spirito esterofilo. Dalla costa mi spostai all’entroterra, per raccontare e promuovere i borghi collinari e montani, i focolai turistici interni che, seppur distanti dal mare, serbavano ricchezze paesaggistiche, storico.artistiche e architettoniche fruite da un turismo elitario che le esplorava in sordina».

Fra le scoperte di Buon Vento, qual è quella più emozionante?
«I ricordi indelebili sono custoditi nel paesaggio. Nel tipico scenario campestre del Salento, sulla strada che da Tricase conduce a Tricase Porto, s'incontra una grande quercia vallonea, denominata la Quercia dei Cento Cavalieri. Questo esemplare mastodontico e prodigioso è un vero monumento della natura. Con i suoi oltre 900 anni di vita, è il monumento arboreo più bello e maestoso di Puglia. Ha una circonferenza del tronco di 4,25 metri e una splendida chioma che copre una superficie di circa 700 metri quadrati. Secondo la leggenda, servì da riparo, alla fine del XII secolo, a Federico II e a cento cavalieri armati (di qui il nome). La quercia è considerata la Vallonea più bella e più grande d'Italia ed è stata scelta dal WWF come albero-simbolo per la Regione Puglia».

Come descriveresti la Basilicata?
«Un enorme parco naturale di storie arcane e culture enigmatiche. Una terra che offre molteplici angolazioni per inquadrarla e che appare diversa ad ogni scatto».

Cosa hai scoperto di imperdibile nel percorso lucano?
«In terra di Matera, nella vallata tra il fiume Agri e il fiume Sinni, sorge Tursi, un borgo millenario immerso nelle terre del silenzio che sembra essersi sottratto all'inesorabile passaggio del tempo. Allo sguardo si apre un paesaggio dominato dalla valle degli aridi e desolati calanchi e solcato dal volo di gheppi e falchi che roteano nella vasta profondità dei burroni, che nel dialetto locale si chiamano “jaramme”. Provate a pronunciare questa parola ad alta voce….“jaramme”… “jaramme”…percepirete nel suono la lontana permanenza araba nel territorio che, dopo oltre dieci secoli, si può ancora respirare nell’atmosfera del rione più antico di Tursi: la Rabatana. Per raggiungerla si deve percorrere una ripida salita che si estende sui burroni per oltre 200 metri di lunghezza. Questa strada, nel dialetto locale, viene chiamata “La Petrizze”, perché in origine era un selciato di pietre calcaree, incastonate a secco, per permettere a persone e animali di transitare verso la parte più alta del borgo. Da qui ci si addentra nei vicoli di un borgo cristallizzato nel tempo, dominato nei secoli da arabi e bizantini che hanno lasciato nell'architettura una forte impronta del loro passaggio. L'itinerario a Tursi rappresenta un viaggio dentro la storia, guidati dai versi del poeta Albino Pierro, nativo del luogo e candidato al Premio Nobel per la Letteratura nel 1986 e nel 1988, arrivando secondo in entrambe le occasioni. Le sue poesie rivivono nella voce di Paolo Popia, talentuoso artista che, nell'atmosfera fatata del suo relais Palazzo dei Poeti, accoglie i visitatori decantando i versi del maestro poeta. La visita a Tursi è una fuga dallo spazio ordinario. Un’esperienza raccomandata a persone sensibili e con voglia di rigenerazione».

Come è avvenuto il passaggio dal racconto televisivo a quello letterario?
«E’ stata un’esigenza di documentazione, sollecitata da miriadi di richieste del pubblico, affinché i viaggiatori potessero consultare una sorta di guida a ripercorrere i viaggi televisivi. Nel libro ho adottato la chiave narrativa degli incontri che ho vissuto con gli ingegnosi imprenditori del turismo, della ricettività, del gusto e dei sapori, scegliendo le storie di vita autentiche, ricche di trasporto, passione, estro e sacrificio. Ho accompagnato i racconti con un’ampia visione fotografica del cibo che ho assaporato, dei vini che ho degustato e degli scorci che mi hanno emozionato negli itinerari di scoperta».


Come procede il tour di presentazione del libro?
«Il calendario è ricco di tappe ed è in continuo aggiornamento sulla mia pagina Facebook (n.d.r. su Facebook “Sabrina Merolla” e “Buon Vento”). A otto mesi dalla pubblicazione del libro, ho tenuto una cinquantina di presentazioni nei circuiti letterari e culturali, anche fuori regione. Recentemente sono stata a presentarlo anche a Trento, su invito dell’Azienda di Promozione Turistica trentina. Il libro è disponibile nelle migliori librerie pugliesi, alla Feltrinelli di Bari, a Liberrima a Lecce, ed è acquistabile anche negli online store (www.ibs.it) da cui giungono prenotazioni da tutta Italia».

Il personaggio che hai intervistato e ricordi con molta simpatia?
«Dagli incontri raccontati nel libro sono nati spesso grandi rapporti di amicizia. La prima volta che ho visitato Noci, in terra di Bari, nel verde della Valle d’Itria, ho concluso il mio percorso in un luogo da dove sono ripartita per un altro viaggio: l'Antica Locanda, ristorante dello chef patron Pasquale Fatalino, un cuoco votato a una fatidica gioia, un artigiano del gusto, un interprete esemplare della tradizione dell'autentico mangiare e bere pugliese. La sua vitalità prende forma nei gesti delle sue mani quando racconta: “Ho conosciuto una signora che, quando mungeva, accarezzava la mucca, e la mucca le faceva un gran latte, che faceva una gran ricotta, che non mi dimenticherò mai, e questa è la Puglia”.

Chiedo a Sabrina cosa significa per lei comunicare e mi invita a leggere l’introduzione del suo libro.
«Ci sono luoghi che si ricordano per sempre. Luoghi di luce improvvisa che accende l’istante di un suono, di un sole, di un volto. Luoghi di brezza fugace che s’imbriglia nella trama di un ricordo, come il viticcio si avviluppa al suo tralcio. Luoghi immutevoli, come il lontano congiungersi del mare e del cielo all’orizzonte, e che appaiono diversi ad ogni sguardo, come il tronco intricato di un ulivo che cerca la sua forma, il suo spazio, il suo tempo. Anch’io li cerco, in ogni cosa.
Molti mi chiedono com’è nato il mio lavoro. Credo che tutto risalga a quei reiterati “perché” che assillavano i miei genitori costretti a rispondermi, quando avrebbero dovuto solo imboccarmi. Da allora non ho mai smesso di fare domande, in un moto incessante che schiude risposte nei fiori da cogliere o le infrange sulla riva del tempo imprevisto, a volte risacca, a volte tormenta.
A volte, un respiro nell’aria che gemma il suo sogno, in un soffio di vento che arriva dal mare».

Quanto incide essere belli e simpatici nel tuo mestiere?
«La bellezza è una qualità scarsamente incidente su un percorso professionale incentrato sulla divulgazione culturale. La simpatia è una dote innata, spesso sollecitata dall’empatia con gli interlocutori, ma sottoposta del tutto a giudizio soggettivo. Ritengo che un mestiere sia vincente se preparazione, talento, esperienza e sapienza si fondono in una sana ambizione e nello spirito di realizzazione di se stessi. E’ importante saper affrontare le sfide avvalendosi di forti supporti interiori, ma anche di validi collaboratori. Chi sa scegliere persone che valgono per realizzare la propria idea, ha già compiuto metà del percorso. Questo è l’insegnamento più grande che i protagonisti del mio libro mi abbiano trasmesso».

Progetti futuri?
«Il viaggio nel gusto pugliese mi ha consentito di riallestire la stiva per salpare verso nuove rotte televisive, alla scoperta di nuovi scenari da vivere. Ci sono luoghi che nascondono dettagli che altri non hanno mai colto.

Questa volta ti anticipo io, Buon Vento Sabrina!


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