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K. Phillips: I vostri 5 sensi saranno sollecitati dal Buon Gusto

Kim Phillips Kim Phillips
Un “Benvenuti” al primo articolo della nuova rubrica di Vinoway.
Sono felice di avervi qui con me e vi invito ad essere pronti ad intraprendere quel che sarà un incontro quindicinale nel quale potremmo scoprire assieme nuovi modi per essere più consapevoli e vivere il “buon gusto”.
Voglio condividere con voi alcuni punti significativi del recente XVII° Congresso Federazione Italiana Cuochi.

I vostri 5 sensi saranno sollecitati attraverso i vari argomenti che potrò decidere di affrontare assieme a voi.

Per me, la rubrica Sensi, Emozioni, Cibo, Vino -La Rubrica del Lifestyle che Nutre e Coltiva il Buon Gusto- è un mezzo con il quale promuovere  il “vivere bene”. 

Mi presento. Sono Kimberlee Monique Phillips,“Kim”, la curatrice di questa rubrica.

Vi accompagnerò verso una ricca ed appetitosa conoscenza dell’enogastronomia italiana ed entreremo in un piacevole scambio di opinioni ed idee sulle novità, le tendenze, le storie, la gente, l'arte, la salute, gli stili, le icone, i prodotti, i produttori, gli artigiani, i costumi ed i modi… tutto ciò che trasmette stimoli ed emozioni…

Vi indicherò "il buono che c'è", e  spero di essere un valido punto di riferimento per la conoscenza, la promozione e la valorizzazione dell’ enogastronomia italiana.  Inoltre, vi consegnerò delle interessanti ed utili nozioni su ciò che accade nel mondo in numerosi ambiti.  Condividerò con voi lettori infinite informazioni, opinioni e straordinarie notizie che saranno dei must da conoscere!  Ogni articolo avrà come filo conduttore, il Buon Gusto…

Le mie esperienze personali, professionali e formative sono interdisciplinari e riempiono un bagaglio di vita che mi permette oggi di dedicarmi alla mia passione: la sperimentazione  e l'approfondimento nell’ambito dell’enogastronomia.

Essere una Promotrice Enogastronomica per l'appunto, richiede la mia più appassionata partecipazione alle attività della conoscenza del buon cibo e del buon vino, in modo da affinare le mie percezioni sensoriali nonché la mia sensibilità gustativa e stimolare la mia attenzione verso l'apprezzamento e riconoscimento dei sapori, della tecnica e della genialità dei grandi cuochi e chef.

Tante piacevolissime emozioni mi hanno convinta di:
  • nutrire la mia passione per il buon cibo ed il buon vino
  • imparare a capire e valutare attentamente i sapori e la qualità di un piatto
  • percepire la tecnica della preparazione
  • cogliere la genialità, la creatività e l'innovazione espressa dal cuoco o dallo chef
  • comunicare e trasmettere tutto ciò nel mio lavoro.
Nel mio lavoro di Promotrice Enogastronomica, mi impegno nella:
  1. Valorizzazione dell’enogastronomia italiana - promuovo delle attività per chi conosce, vuole conoscere e non conosce la scena dell’enogastronomia italiana ed i prodotti enogastronomici italiani;
  2. Organizzazione di eventi e situazioni focalizzate sull’enogastronomia italiana - gestisco momenti di incontro nei quali avvicinare il mondo del cibo e del vino;
  3. Consultazione alle attività imprenditoriali ed artigianali - conduco delle consulenze alle aziende agroalimentari ed ai ristoranti, proponendo delle innovative strategie per il loro successo;
  4. Comunicazione - Divulgo attraverso varie fonti, l'informazione utile per  evidenziare, nutrire e coltivare l'eccellenza dell’enogastronomia italiana, in Italia e  nel mondo;
  5. Degustazione - assaggio gli alimenti anche in setting di competizioni, gare e cooking show, per valutare i parametri della qualità della tecnica della preparazione; il gusto e la presentazione del piatto, oltre al piacere personale;
  6. Educazione all'analisi sensoriale - facilito dei percorsi sull'insieme delle sensazioni ed i sensi nonché l'influenza delle emozioni sul gusto e l'influenza del gusto sulle emozioni.
Vorrei, infatti, condividere con voi alcuni punti indimenticabili e significativi di una recente esperienza lavorativa.

Si è svolto dal 7-10 Ottobre 2013 il XVII° Congresso Federazione Italiana Cuochi (FIC) a Metaponto, Matera.

Ho partecipato in qualità di Promotrice Enogastronomica, alla ricerca del cuoco tutto da scoprire.

Erano presenti oltre 400 cuochi maschili e femminili di varie parti del mondo, fra i quali : Brasile, Francia, Germania, Regno Unito e Canada.

La FIC  ha come ruolo quello di creare uno spirito unitario ed accrescere il prestigio sociale, economico e professionale della categoria dei cuochi e promuovere le iniziative che contribuiscano alla conoscenza e alla diffusione della cultura gastronomica italiana.

Il tema principale del Congresso Nazionale è stato la pesca, un mercato in continua espansione ed  uno dei settori più vivi dell'economia italiana.  I dibatti e le discussioni fra gli addetti sono stati focalizzati su “I Prodotti Ittici: Varietà, Consumo, loro Trasformazione e la pesca sostenibile”.

Molta condivisione è stata fatta sulla valorizzazione e la promozione del pesce azzurro o così detto “pesce povero”.   Deve essere, si è concordato, un impegno sia sociale che politico, promuovere il consumo del “pesce povero”- pesce sano e buono che non costa molto.  Si è deciso che devono essere intraprese delle iniziative per informare ed educare la popolazione dei consumatori, in particolare gli studenti, del valore e la qualità del prodotto ittico erroneamente denominato “pesce povero”.

La mia considerazione, durante il tavolo rotondo è stata semplicemente la seguente:  un termine talmente negativo come “pesce povero” di certo non può stimolare la richiesta, il desiderio, di qualunque pesce chiamato in tale modo. La percezione sensoriale non può essere gradevole e quindi è piuttosto improbabile che “ l'acquolina“ in bocca si formi al sentire pronunciare le parole “pesce povero”. Se il consumatore non dovesse desiderare  il “pesce povero”, non sarà espressa una richiesta ed il mercato non dovrà rispondere. Dunque, il pesce azzurro non sarà ricercato dal consumatore e non ci sarà una domanda da soddisfare.

E' stato concordato, quindi, che sia necessaria una campagna nazionale, informativa sui benefici del pesce azzurro, che non è povero bensì ricco di benefici. Studi medici - scientifici e vari ricerche ci confermano che il pesce azzurro doni  numerosi vantaggi per la salute dell'uomo. Chiamarlo pesce azzurro, già stuzzica l'appetito, in quanto il color azzurro nella cromoterapia è un colore della guarigione, è curativo, è rilassante.

La FIC  risponde alla realtà attuale, dicendo che come cuochi si impegneranno ancora di più per inserire sul loro menù il pesce azzurro e trattarlo con pregio quanto quello del caviale, utilizzandolo nelle ricette nuove ed invitanti; ed addirittura proponendolo crudo, obbligatoriamente dopo 48 ore di battitura.

Il grande chef di origine Campana, trasferito in Francia, Matteo Mansi, titolare del famoso ristorante italiano Auberge de Teo a Nizza, ha suggerito di accompagnare il pesce azzurro con lo champagne… in grande stile.

Durante la mia partecipazione al Congresso FIC, ho potuto intervistare tanti cuochi arrivati da tutto il mondo (ovviamente, condividerò con voi le informazioni apprese durante le interviste negli articoli futuri). 

Ho potuto constatare che sono delle donne e uomini con tanto amore nel cuore e possiedono un inusuale capacità riservata solo a loro dagli Dei, di mettere l’amore dell'anima nel piatto. Loro si dedicano faticosamente, appassionatamente e duramente ai loro tradizioni ed ai loro ricordi.  La “nonna” ha un ruolo importante nei ricordi raccontati da tutti i giovani cuochi, come da quelli più anziani.

Il messaggio espresso da tutti i cuochi è stato quello di ricordare e rispettare il passato, la cucina della nonna, la tradizione.  E' un messaggio notevole, significativo ed indicativo di un valore di base. E' il cuoco che rende bello e buono un piatto ed è quel buon gusto del cibo sano che influisce sulla consapevolezza dei  nostri sensi ed emozioni, facendoci sentire belli.

“Partire dai ricordi del passato, tutto dal passato rimane.” disse Michele D'Agostino, Presidente Unione Regionale Cuochi Puglia. 

Mi trovo d'accordo con questo principio.  Trovo che la memoria sia una dei più formidabili attributi della mente umana e sono i ricordi dei piaceri sollecitati dal cibo che ci fanno emozionare.  La memoria torna al passato e ricorda le emotività vissute durante un  pasto.  Il cibo è forte ed evocativo e ci riporta indietro nel tempo, partendo dall'anima e tornando all'anima. 

Lo chef, Frank Rizzuti, del ristorante nel cuore di Potenza, Cucina del Sud, ha commentato durante la preparazione di un suo piatto: “Il piatto parte dalla tradizione. E' la sua particolarità.”  

Lo chef Gennaro Esposito, del ristorante Caprese Da Mammà, alla domanda quali siano gli elementi chiave del successo di un suo piatto, risponde sempre: “La creatività  la tradizione e la qualità dei prodotti. La tradizione nella cucina è fondamentale.”

A proposito dell'aspetto umano dei cuochi, vi proporrò, nei prossimi articoli di questa rubrica, le interviste fatte a coloro che stimo e rispetto per il loro lavoro e per il contributo che apportano all’economia italiana ed al prestigio del Made in Italy: Le Lady Chef ed i Cuochi.

Loro saranno intervistati e presentati nello spazio: Indovina Chi Ci Prepara La Cena  (da non confondere con: “Indovina Chi Viene A Cena”)

Ultima modifica ilDomenica, 20 Ottobre 2013 12:51
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