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Luca Gardini: "Non esiste un vino migliore di un altro"

A Luca Gardini piace Trani ( Puglia) e piace l’intera Regione Puglia perché è una terra che ha mille qualità, tra queste però cita un difetto che la accomuna all’Italia più in generale, ovvero il fatto che non sappia comunicare bene la sua grandezza.


Insiste affermando che è uno sbaglio non portare alla ribalta i nostri luoghi, unici al mondo, con il loro bagaglio enogastronomico fatto di prodotti tipici e vitigni autoctoni che, soprattutto in questo momento critico, dobbiamo essere capaci di tutelare e valorizzare come bene.

Lo incontro nella splendida cornice del Ristorante “Le Lampare al Fortino” di Trani, a mio parere uno dei luoghi più belli d’Italia dove tutto è impeccabile, dalla cucina al servizio in sala, dall’accoglienza allo scenario in cui è incastonato questo esclusivo ritrovo che mi auguro possa diventare “stellato”, avendone già tutti i requisiti.



La serata è dedicata allo Champagne  Charles Heidsieck e la prima domanda che pongo a Luca Gardini è la seguente:

Luca, è meglio lo Spumante o lo Champagne?
E’ come chiedere se si preferisce la Hunziker o Belen. Sono due stili che rappresentano due zone  distinte, due grandi prodotti. Io personalmente bevo entrambi.

Il vino è Moda, Cultura o semplicemente un Credo?
Nessuno dei tre. Secondo me il vino non è una moda. È cultura solo in parte e non è un credo.
Il vino è l'essenza della terra e di chi lo fa.
A mio parere non esiste un vino migliore di un altro, perché il “meglio” è solo una caratterizzazione personale. Il mio “meglio” può anche essere diverso dal tuo.

Dici che la Puglia non sa comunicare. Perchè?
La Puglia ha un grande patrimonio culturale, artistico ed ambientale ma poco valorizzato e divulgato.  Siete in pochi a diffondere e a dare la giusta realtà di questa meravigliosa regione.  Vedi, ad esempio, questo panorama con il tramonto che ci stiamo godendo mentre gustiamo questa cena… tutte queste cose andrebbero valorizzate.

Se Luca Gardini fosse un vignaiolo, cosa produrrebbe?
Mi metti in difficoltà con questa domanda, perché io farei un vino in ogni regione.
Mi piace il Verdicchio ed il “Fiano Minutolo”. E’ risaputo che io sia un amante di Nebbiolo, ma tra i rossi prediligo anche  l’ Aglianico o  il Montepulciano d’Abruzzo,  c’è anche la Tintilia, il Pinot noir, lo Shiraz…

Luca Gardini comunica il vino sempre nello stesso modo in tutto il mondo?
Io sono sempre così. Sono stufo di troppi tecnicismi, dei professori, degli enti… perchè la maggior parte di queste cose allontana la gente dal vino.

Appunto per questo ho  voluto fondare  un’enoscuola a Firenze che avrà altre sedi in Italia ma anche all’estero.
L’ho fondata sui principi della sensibilità verso il vino, perchè il palato della gente va rispettato ed educato, ma l'apparato olfattivo umano non riesce ad intercettare più di tre profumi in un minuto, quindi bisogna valorizzare il gusto personale, la “bevibilità del vino” ed il  rispetto del produttore, ovvero di chi fa il vino.

Penso che oggi il grande comunicatore è quello che riesce ad essere il più semplice possibile e far passare le sue competenze anche a chi non ne possiede.

Verso il consumatore bisogna essere brevi, semplici ed accessibili. Perché, se estremizziamo, il vino si riduce al “mi piace” e “non mi piace” e quello che davvero interessa al consumatore è che il vino sia “bevibile”.

Come hai preso le critiche sollevate al “Bicchiere” che hai promosso e creato?
Credo che ognuno debba essere rispettato per le proprie scelte. Il bicchiere con o senza stelo può piacere o meno, ma se la paura è quella di riscaldare il vino durante la degustazione, penso che bisogna ribadire che esiste un vetro termoisolante che è stato brevettato.
Comunque quel che mi ha insegnato Pinchiorri, mio maestro insieme a Cracco, è che nella vita la gente può dir quel che vuole, alla fine contano i fatti ed il segno più.

Cosa ti auguri per il mondo del vino?
Sono stufo di quello che succede in Italia. Se mettessimo assieme tutte le associazioni del vino in Italia, fanno 50/ 60 mila associati in tutto. Ovvero solo l’ 1 % di chi beve vino. E l'altro 99% dove lo mettiamo?
Mi auguro che gli appartenenti ad una stessa associazione, come anche  le diverse associazioni,  smettano di litigare perchè non hanno capito che questo danneggia il mondo del vino e i suoi appassionati.

Le associazioni sono e saranno importanti, ma il mondo del vino siamo noi consumatori e le persone che lo fanno.

Luca Gardini saluta con un suo motto:

Viva il Vino, viva l'Italia e viva le belle Donne, perché senza il vino e le belle donne, che mondo sarebbe?


Ultima modifica ilMartedì, 05 Agosto 2014 07:13

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