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Niko Romito: "Prodotto a Km 0 non è automaticamente sinonimo di qualità"

"Food & wine salveranno l'Italia?". Interrogativo posto dal mensile del manager “Abruzzo Impresa” in occasione della consegna del premio “Aquila Reale” ai protagonisti delle ultime 16 copertine della testata abruzzese di riferimento per il comparto economico. Rivista diretta ed edita rispettivamente dalla trentenne Eleonora Lopes e da Fabio De Vincentiis.

Il settore agroalimentare e il suo indotto rappresentano oggi, più che mai, una via identitaria del Belpaese, purtroppo non sempre opportunamente valorizzata e pubblicizzata; a causa di una miriade di fattori su cui hanno dibattuto, a Pescara lo scorso 30 maggio, testimoni di eccezione durante la tavola rotonda che ha preceduto la consegna degli ambiti premi “Aquila Reale”; consegnati per la vitivinicoltura all’azienda biologica Chiusa Grande di Franco D’Eusanio, alla cooperativa Codice Citra e ad Evangelista Liquori.

Al confronto "Food & wine salveranno l'Italia?" hanno portato la propria testimonianza lo chef abruzzese Niko Romito,  tre stelle Michelin e titolare del ristorante Reale Casadonna di Castel di Sangro, il tre stelle più a sud d’Italia;  Paolo Agnelli, presidente del Gruppo Pentole Agnelli  e di Confimi Impresa (Confederazione industria manifatturiera e impresa privata); e la produttrice vinicola  Barbara Paltrinieri, titolare dell'omonima cantina modenese. Tutti hanno concordato sulla necessità di proporre prodotti di qualità, prevalentemente espressione del territorio, ma concepiti secondo  una visione di mercato globale in cui l’innovazione, la ricerca e la formazione delle risorse umane non possono essere più considerati elementi accessori. Inoltre, alla luce della congiuntura economica attuale, hanno concordato con la necessità  di fare rete come imperativo per la crescita.

Niko Romito sottolinea quanto sia importante rivedere alcuni concetti che finiscono per danneggiare il comparto agroalimentari. «Parlare di prodotti a kilometri zero o prodotti del territorio è diventato di moda. “Tipico” non è  per forza sinonimo di qualità. Dobbiamo stare attenti! È necessario entrare nel merito della filiera di un prodotto per poterci esprimere sulla sua qualità, non basta solo la provenienza». Questa condivisibile riflessione ha dato lo spunto allo chef per fare un appello concernente una vera eccellenza abruzzese che stenta a “decollare” per mancanza di strategie di comunicazione. «Nel territorio dell’Aquila abbiamo lo zafferano. È il migliore del mondo. È possibile che in un anno le vendite no superino complessivamente i 50 chili?».Un interrogativo paradigmatico di come i giacimenti agroalimentari spesso si trasformano in risorse dimenticate, con tutto ciò che ne deriva.

Gli imprenditori del settore agroalimentari, analogamente a tutti gli altri, oggi più che mai, per poter andare avanti hanno bisogno di politiche lungimirante efficaci e di una burocrazia snella. Per quanto concerne l’Abruzzo il neoeletto presidente della Regione Luciano D’Alfonso, presente alla chiusura dell’evento per portare un saluto agli imprenditori ha  garantito l’entrata in vigore dell’art. 37 del “Decreto del Fare”, che parla di procedure esperimentali nei confronti delle imprese. Oltre a ciò, il presidente ha fornito notizie sulle cospicue risorse finanziarie destinate in parte all’imprenditoria e fruibili nei prossimi 6 anni.



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