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E’ positivo per il mondo del vino la competizione tra tante associazioni?

Un'unica missione e tanti soggetti che negli anni sono stati fondati con lo scopo di perseguire un ambizioso obiettivo: quello di "spiegare, comunicare e divulgare il mondo del vino".

Vogliamo fare alcune considerazioni per quanto riguarda le varie associazioni esistenti oggi in Italia, alcune fondate decenni fa e altre che sono nate in anni più recenti, tutte aventi lo scopo di fare formazione e organizzare eventi dove il vino è protagonista come simbolo di cultura.

Il nostro scopo non è fare una classifica di queste organizzazioni e nemmeno puntare il dito contro pregi e difetti di ognuna, semplicemente vorremmo capire se esiste una risposta alla domanda:  “E’ positivo per il mondo del vino la competizione tra tante associazioni?"

Se si vuole rispondere invocando il concetto di democrazia, qualcuno potrebbe affermare che quando l'offerta sul mercato è elevata, allora cresce anche l'opportunità di scelta da parte dell'appassionato che ha voglia di approfondire  la conoscenza del mondo del vino.

Qualcuno più “malizioso” invece potrebbe affermare che non si tratti tanto di democrazia, ma piuttosto di una fame di potere, da acquisire progressivamente a scapito di altri soggetti presenti sul medesimo mercato.

C'è un aspetto importante che spesso si riscontra nelle organizzazioni del vino, ovvero il parziale distacco fra la base operativa e i vertici dirigenziali, infatti i tesserati percepiscono con un "affetto" diverso questi due lati della stessa medaglia.

Spesso chi frequenta i corsi si affeziona e stima molte di quelle persone che, quasi sempre volontariamente e senza retribuzione, dedicano il loro tempo libero per organizzare eventi e prestare “servizio” alle lezioni.

Questa sana dedizione al mondo del vino è spesso distante dai giochi di potere che avvengono nelle stanze dei bottoni, dove si prendono decisioni strategiche e si gestiscono importanti somme di denaro.

Molti hanno la sensazione che il mondo del vino sia visto come una grossa golosa torta, attorno alla quale si siedono le varie associazioni/organizzazioni/federazioni per potersi accaparrare una preziosa fetta.

Viene in mente un parallelo con il mondo della politica, dove le amministrazioni comunali sono in prima linea nel confrontarsi con i problemi dei cittadini, mentre più si sale nella scala del potere e maggiore appare il distacco col mondo reale…

Altro aspetto sicuramente poco positivo è la competizione che purtroppo si crea fra i vari soggetti in campo, una rivalità che da un certo punto di vista può servire come costruttivo stimolo verso il miglioramento, ma inevitabilmente innesca pure delle diatribe che di produttivo hanno ben poco.

Un esempio di atteggiamento poco costruttivo è il veto che alcuni soggetti pongono sul fatto di possedere contemporaneamente tessere di diverse associazioni, della serie "Stai con noi oppure contro di noi!".

Siamo certi che questo divieto più o meno palese non è ben visto da molti appassionati/iscritti che hanno avuto esperienze positive in associazioni diverse, poiché impedisce di mantenere rapporti attivi di "buon vicinato", nell'ottica di una reale collaborazione costruttiva nel nome del vino.

Auspicare una progressiva unificazione è utopistico e non ci illudiamo minimamente che possa succedere, però gli appassionati sperano in futuro che ci sia una sorta di pacificazione che accresca il senso di collaborazione, non solo morale ma anche a livello operativo.

Vinoway nella propria redazione ha collaboratori che appartengono a diverse associazioni e che da esse sono stati formati: non vi sono pregiudizi, quello che  a noi interessa è la valorizzazione delle singole potenzialità in fatto di conoscenza ed esperienza enoica.

Nel futuro potrebbe essere la "selezione naturale" a far sopravvivere le associazioni più solide, gli iscritti le giudicheranno in funzione della proposta formativa e della capacità di organizzare eventi enoicamente interessanti.

Nel frattempo speriamo che questa frammentazione non prosegua ulteriormente, soprattutto se avviene per motivi politici e non direttamente per questioni legate all'amore per il mondo del vino.

Vinoway, come sempre, darà spazio a chi vorrà esprimere la propria opinione per confrontarsi su tale argomento, nel nome di quella sana passione che dovrebbe unire e non dividere.
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