Log in

Appello agli Assessorati politiche agricole: non lasciate inutilizzati i Fondi Europei!

E' necessario farsi trovare pronti per le iniziative della Comunità Europea che crede e crederà molto nello sviluppo rurale anche nei prossimi piani di contribuzione 2014-2020.

Un articolo de Il Sole 24 ore che nei giorni scorsi abbiamo riportato tra le news, ha posto l’attenzione sul parziale flop dei fondi europei destinati alla promozione del vino italiano. Di un budget di 102 milioni di euro, 16 milioni ne sono rimasti inutilizzati e verranno destinati ad altri capitoli di spesa del settore vitivinicolo.

Le mancanze si verificano a livello regionale, visto che la parte dei fondi gestiti direttamente dal Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali sono stati spesi quasi del tutto.

E’ da considerarsi un fatto grave che siano proprio le regioni a perdere l’opportunità di valorizzare i loro prodotti enoici, dato che è stato scritto e riscritto di come l’Italia sia un paese che fonda la propria economia sulla piccola e media impresa, quindi su piccoli e medi produttori che legano le proprie produzioni alle peculiarità ed alla biodiversità del territorio in cui operano.

Le colpe potrebbero essere cercate ed attribuite a vari livelli!

Probabilmente alla scarsa organizzazione degli organi regionali preposti all’erogazione di detti fondi che non riescono a mettere in atto nè tempistiche burocratiche idonee nè adeguate strategie di informazione, per educare e stimolare le aziende su questi temi? 

La colpa è attribuibile all’approccio errato o nella poca attenzione per queste politiche da parte dei consorzi e degli enti di tutela?
Forse questi dovrebbero organizzarsi meglio perchè negli indici di valutazione dei bandi viene premiata sempre più spesso la portata della proposta?

Oppure le responsabilità sono da attribuire allo scarso valore che ancora troppi imprenditori attribuiscono alla cooperazione, credendo che fare da sè sia meglio che agire insieme…?

In ogni caso, piuttosto che inutili ed improduttivi processi, è meglio provare a pensare a soluzioni ed a nuovi validi piani d’azione, per ascoltare le aziende e provare a farsi trovare pronti per le future iniziative, in questo caso quelle di una Comunità Europea che nello sviluppo rurale crede e crederà molto anche nei prossimi piani di contribuzione 2014-2020.

In questo processo è importante anche il ruolo degli operatori della comunicazione a cui, riprendendo le parole di Franco Maria Ricci, direttore di Bibenda, intervistato da Davide Gangi, si chiede deontologia e professionalià, dunque correttezza affinchè si possano rimediare gi errori del passato. Un discorso che non può fermarsi solo al mondo del vino..

Noi di Vinoway facciamo sempre attenzione alle aziende e da qualche tempo abbiamo attivato lo spazio SOS AZIENDA (per informazioni si può scrivere a: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.) proprio per capire quali sono le esigenze del mercato, e per modellare il nostro lavoro e la nostra comunicazione sia in base alle esperienze che alle esigenze di chi ci legge, facendo attenzione a tutto il territorio nazionale senza privilegiarne alcuno in particolare.

A proposito di bandi europei recepiti dalle normative italiane:
Ricercare e divulgare, anche questo si chiede a chi fa comunicazione…

foto: World record holder. by Dennis Jarvis
Ultima modifica ilMartedì, 20 Agosto 2013 09:21

Lascia un commento

Assicurati di inserire (*) le informazioni necessarie ove indicato.
Codice HTML non è permesso.