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I "pianisti" del vino

Nella società moderna il concetto di comunicazione ha assunto un ruolo cruciale e determinante in molti contesti, siano essi politici, economici e anche nel sempre più competitivo mondo del vino.


Oggi però vogliamo parlare di un particolare aspetto della comunicazione, quello che in maniera più nascosta e subdola ha lo scopo di attaccare, denigrare, screditare qualcosa o qualcuno.

Ci sono diverse sfumature che riguardano questo tipo di approccio distruttivo, ma in linea di massima possiamo distinguere due grosse categorie, quella consapevole e quella inconsapevole.

Che differenza c’è fra le due comunicazioni? In parole semplici possiamo dire che la prima è quella studiata consapevolmente e con strategia per colpire l’obiettivo, gli inconsapevoli invece sono quelli che si trovano a far parte di quel progetto senza rendersene conto, non cogliendo il disegno che sta dietro quelle che sembrano semplici discussioni sul vino.

Ovviamente il mezzo più utilizzato per l’attuazione di tali strategie è il web, che ormai mette a disposizione potenti risorse in termini di blog e social network: chiaramente non sono questi ultimi a costituire il problema, ci mancherebbe, per fortuna che esistono, ma è l’uso che ne fanno taluni personaggi o combriccole.

I motivi che spingono a tale subdola comunicazione distruttiva potete immaginarli, sono un mix d’invidia, astio, voglia di potere, paura di perdere potere, desiderio di visibilità e, come purtroppo accade spesso, la via più semplice è quella di screditare chi si considera un avversario, poiché sarebbe molto più complesso sfidarlo in maniera costruttiva e con i fatti.

Per loro quindi è molto più comoda la strada di creare gruppi di discussione sui social, oppure intrufolarsi astutamente nei commenti dei blog, attuando politiche volte a colpire l’obiettivo che in quel momento è considerato fastidioso, a volte il nemico è una persona, altre volte un sito internet, oppure una categoria.

Il grido d’allarme che lanciamo però è di un livello ancora superiore, infatti non si tratta solo di insolenti guasconi perditempo che fanno questo gioco, ma sta nascendo una sorta di nuova professione, con personaggi che vengono assoldati e noleggiati per eseguire questo tipo di attività in maniera martellante.

Ovviamente un disegno simile viene messo in campo quando i giochi di potere sono di livelli piuttosto elevati, non si parla certo di litigate da bar, ma piuttosto di lotte volte all’acquisizione di territorio mediatico, che quasi sempre comporta un vantaggio economico o di blasone.

I personaggi o le combriccole che si prestano a questo tipo di attività quale beneficio ne traggono? I vantaggi possono essere di diverso genere, partendo da quello semplicemente monetario per la prestazione svolta, passando per quello più indiretto relativo a vantaggi di cui beneficiare sotto varia forma, oppure più semplicemente perché ci si sente appagati nell’assecondare i giochi di un presunto potente.

Gli attori vengono istruiti sul tipo di comunicazione da attuare, tracciando le linee guida che dovranno essere seguite nell’ambito degli attacchi, ovviamente con lo scopo di rendere la commedia quanto più reale possibile, cercando di non destare sospetti pur inoculando con efficacia i subdoli messaggi mediatici.

Non pensiate che sia semplice cogliere e accorgersi di questo tipo di comunicazioni distruttive, serve tempo e attenzione per riuscire a comprenderne le sfumature, a volte restano solo sospetti, in altre circostanze si possono trarre conclusioni piuttosto certe, applicando il noto detto: un indizio è un indizio, due indizi sono una coincidenza, ma tre indizi fanno una prova.

Individuato l’obiettivo, la combriccola inizia il martellamento denigratorio, adducendo le più variegate motivazioni in funzione dell’argomento trattato, se la cantano e se la suonano fra di loro, facendosi domande cui sanno già cosa rispondere, dandosi ovviamente ragione vicendevolmente.

Si va dal denigrare pesantemente singoli vini, oppure si ridicolizzano talune manifestazioni organizzate da soggetti a loro non graditi, oppure accusano d’incompetenza altre persone che scrivono di vino, in preda a manie di onnipotenza unite a palesi complessi di superiorità, come fossero depositari di una verità assoluta, che però mai ci raccontano.

Destabilizzare, sputare sentenze, accusare, insinuare sospetti usando l’ironia, queste sono le armi in mano a quei personaggi che amano distruggere il lavoro altrui, sostenendo la tesi che quasi tutti sbagliano tranne quella ristretta cerchia di persone che, guarda caso, sono loro stimati amici.

Talvolta poi si assiste anche a delle fugaci alleanze in nome di un nemico comune, per cui ci si associa momentaneamente fra combriccole in una rapida battaglia dove le forze sono unite per demolire con maggior efficacia.

Purtroppo poi ci sono persone e appassionati che loro malgrado finiscono in mezzo a questo fuoco incrociato e si rendono inconsapevoli protagonisti della battaglia, come fossero le necessarie comparse di un film, utili a rendere più credibile la discussione sfruttando l’effetto gregge.

Invitiamo i “pianisti” del vino, i criticoni professionisti da tastiera, i depositari della verità, a scendere in campo per mostrarci la retta via, con i fatti, costruendo e non distruggendo, creando con pensiero e fantasia, concretizzando le idee che ritengono dogmi assoluti.

Attendiamo che gli occulti “pianisti” presentino le loro proposte, le loro iniziative, le loro manifestazioni, i loro siti, cosi smetteranno di fare semplice opposizione e potranno iniziare a mostrarci i fatti: sappiano però che per farli serve duro lavoro e spirito di sacrificio.

Siete disposti a questa fatica? Speriamo di sì, altrimenti resterete sempre dei semplici “pianisti” che si divertono a far casino con ciniche frasi battute su una tastiera.

Vi sentite così appagati nell’essere i burattini mossi dalla volontà di chi vi usa per raggiungere i propri scopi, seguendo un copione già scritto di cui voi siete solo fugaci attori?

Non vi sentite sfruttati dai poteri forti che usano il vostro egocentrismo per manipolarvi e farvi scrivere ciò che loro vogliono, così che “tutto cambi affinché nulla cambi”?

Invitiamo tutti gli appassionati di vino che amano coltivare la loro passione anche sul web ad aprire i propri occhi, leggete sempre con profondo senso critico, diffidate da chi si dimostra assolutamente distruttivo e denigratorio, arroccato su posizioni estreme e senza possibilità di mediazione.

Magari è solo un egocentrico sbruffone in cerca di effimera notorietà, ma potrebbe anche essere un professionista abilmente pilotato dalla mente di chi ha scopi ben poco etici, ma esclusivamente legati alla realizzazione di un disegno egoistico e strettamente personale.

Aprite gli occhi e amate il vino in tutta la sua sincerità…
Ultima modifica ilGiovedì, 11 Luglio 2013 08:30

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