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Vinacce: dell'uva non si butta niente!

Vinacce Vinacce
HA COLLABORATO DANIELE SALA.
Dedichiamoci ora alla scoperta dei nuovi campi di utilizzo verso cui un produttore di Vino può destinare le vinacce come alternativa alla più classica distillazione, sovvertendo quella tradizione che le vedeva come un “rifiuto” da smaltire e valorizzandole invece come materia prima a disposizione dell'azienda.

A tale scopo citiamo testualmente parte del Decreto Ministeriale n. 7407 del 4 agosto 2010 che modifica l'articolo 5 del D.M. n. 5396 del 27 novembre 2008 con il quale sono state riconosciute diverse destinazioni delle vinacce come di seguito esposto:     
                
- uso agronomico “diretto”, mediante la distribuzione dei sottoprodotti nei terreni agricoli, nel limite di 3.000 kg per ettaro di superficie agricola risultante nel fascicolo aziendale, a condizione di un espresso impegno ad utilizzare i sottoprodotti stessi per uso agronomico;
                
- uso agronomico “indiretto”, mediante l'utilizzo dei sottoprodotti per la preparazione di fertilizzanti;

- uso energetico, mediante l'utilizzo dei sottoprodotti quale biomassa per la produzione di biogas o per alimentare impianti per la produzione di energia, utilizzati anche congiuntamente ad altre fonti energetiche destinabili alla produzione di biogas o biomasse combustibili;  
                             
- uso farmaceutico, mediante l'utilizzo dei sottoprodotti per la preparazione di farmaci;
               
- uso cosmetico, mediante l'utilizzo dei sottoprodotti per la preparazione di cosmetici.

L'impiego è interessante nel campo farmaceutico in quanto possiedono diverse qualità terapeutiche: i “tannini” hanno utilità come rimedio per i problemi circolatori e la fragilità capillare, i “flavonoidi” hanno un'azione positiva sui tessuti, le “mucillagini” regolano l'intestino e l'assorbimento degli alimenti.

In campo cosmetico le vinacce costituiscono componenti fondamentali per creme di bellezza, oli, maschere, con un effetto idratante, depurativo e tonificante.

Veniamo ora a quelli che possono essere gli impieghi delle vinacce in ambiti più collegati all'attività delle cantine, in particolare con un uso agronomico “diretto” ed “indiretto”.
Per quanto riguarda il primo è ora concesso al produttore lo spargimento di una parte delle vinacce sui terreni, consentendone un arricchimento della struttura reintroducendo alcune delle sostanze che la vite ha ceduto agli acini. Invece come uso “indiretto” le aziende possono utilizzarle quale componente utile per la produzione di fertilizzanti da impiegare poi nel trattamento delle coltivazioni.
Entrambe queste modalità rappresentano in generale un meccanismo valido per chiudere parzialmente un circolo vitale dell'uva, restituendo alla terra quello che nel corso dell'anno è stato necessario per arricchire la vite.

Si sottolinea anche il fatto che queste pratiche possiedono un intrinseco valore economico con risvolti positivi per l'attività dell'azienda, con una riduzione delle spese per il trasporto delle vinacce alla distilleria ed un risparmio legato ai minori oneri per l'acquisto di composti naturali per l'arricchimento organico dei terreni.

Veniamo ora ad uno dei campi di utilizzo dove negli ultimi anni si è concentrata l'attenzione della ricerca universitaria e di alcune grosse aziende vitivinicole, ovvero la produzione di energia attraverso il biogas.
Proprio in quest'ottica si stanno muovendo gli investimenti volti allo sviluppo di metano attraverso il trattamento delle vinacce che grazie ad un particolare tipo di inoculo sono in grado di fornire gas naturale in un periodo di circa 20 giorni. Dato quest'ultimo ritenuto monto interessante in quanto altri tipologie di biomasse impiegano tra i 40 e i 60 giorni per compiere tale processo di trasformazione.
Ovviamente solo aziende vitivinicole medio grandi possono permettersi di investire nella costruzione di piccole centrali termoelettriche in grado di produrre energia dal biogas, ma comunque è l'inizio di una strada che vale assolutamente la pena di essere percorsa e che apre prospettive interessanti anche per i piccoli produttori.

Infatti chi si impegnerà nella costruzione di tali impianti avrà poi bisogno di una mole immensa di vinacce per poter far rendere al massimo l'investimento, per cui si aprirà una nuova via verso cui conferirle, placando il “monopolio” delle distillerie ed offrendo anche alle piccole aziende una nuova possibilità di scelta, magari economicamente più vantaggiosa.

Sono diversi i gruppi di ricerca a livello universitario che in collaborazione con aziende vitivinicole stanno continuamente effettuando studi per approfondire la materia della produzione di biogas dalle vinacce, per cui in futuro ci si aspetta un costante miglioramento dei processi e delle rese, con la progettazione di impianti sempre più performanti e redditizi.

L'aspetto fondamentale da evidenziare è che negli ultimi anni si è modificata quella tradizione che per legge imponeva il conferimento delle vinacce alle distillerie da parte dei produttori, i quali non avevano valide strade alternative. Oggi invece l'offerta è sempre più variegata, in primo luogo consentendo l'uso “diretto” nei campi che è sicuramente la scelta più logica e sensata nell'ottica di un'attività agricola, inoltre sono aumentate le possibilità “esterne” in settori industriali diversi.

Intendiamoci, non è che questo farà arricchire i piccoli produttori che vedranno diventare le vinacce come delle galline dalle uova d'oro, ci mancherebbe, però sulla carta è dimostrato che qualche ricavo economico in più potranno averlo.

Importanti poi sono gli aspetti “etici” legati alla maggior democrazia di scelta offerta ai produttori e l'avvento di questa nuova efficiente biomassa in grado di produrre “energia pulita”.

Un notissimo proverbio dice:”Del maiale non si butta via niente”, ora possiamo tranquillamente dire che pure dell'Uva nulla viene gettato e questa logica in futuro diventerà sempre più fondamentale in tutto il settore agricolo, che dovrà essere in grado da solo di ingegnarsi per andare avanti anche se i “potenti” spesso si dimenticano di quanto sia dura oggi per lui.

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