Log in

Il vino italiano è la base per la salvaguardia ambientale.

Il vino italiano è la base per la salvaguardia ambientale. Il vino italiano è la base per la salvaguardia ambientale. Il vino italiano è la base per la salvaguardia ambientale.
Ci preme prendere spunto dal seminario organizzato dall’ASSAM il 30 novembre scorso sulla viticoltura sostenibile per condividere il progetto che vede il vino uno dei prodotti più vicini al territorio e quindi in grado di essere al centro della salvaguardia ambientale. Ma dobbiamo assolutamente sostenenere il settore vitivinicolo.
Il tema principale parte dai valori contemplati nel vino. “In questo prodotto ci sono tradizione, qualità, identità di un territorio. E anche la tutela dell’ambiente. Perché se il settore vitivinicolo apprende e mette in pratica le indicazioni per una corretta gestione agronomica delle colture, anche la sostenibilità ne beneficia, non solo dal punto di vista delle risorse naturali, ma anche in termini economici. Per tenere in salute la filiera vitivinicola e, di conseguenza, fare anche un buon vino, ci vogliono costanza, lavoro e anche la conoscenza delle problematiche più comuni, con le relative soluzioni”.

Nell’incontro l’Agenzia Servizi Settore Agroalimentare delle Marche ha evidenziato le numerose occasioni di divulgazione che durante tutto l’anno vengono fornite agli operatori del settore: il monitoraggio agro-ambientale, i prodotti informativi, il Notiziario Agrometeorologico e i siti web.

Crediamo che questi punti siano abbastanza generici e quindi esportabili a tutte le regioni italiane. Forse alcune regioni non sono ancora strutturate per dare questo tipo d’informazioni, ma si tratta solo di un ritardo. Probabilmente le risorse in campo non sono equamente distribuite lungo lo stivale ed è per questo che dobbiamo condividere questi argomenti.

“Quando si dice vino non si deve pensare alla sola vendemmia: la strada verso un prodotto di qualità passa attraverso le scelte varietali, la difesa dalle problematiche fitosanitarie, le sperimentazioni e, non da ultimo, le nuove tecniche di vinificazione, quali la crioestrazione selettiva. I vitivinicoltori, rappresentano, indubbiamente, i detentori di una sapienza in grado si garantire anche la tutela ambientale del territorio: “essi meritano quindi la massima attenzione anche nell’ottica della tutela e valorizzazione del territorio, del recupero dei valori identitari che il vino esprime”.
Veniamo alle proposte. Durante l’incontro è stata proposta una riflessione retrospettiva alla luce dei risultati quali-quantitativi ottenuti nella campagna vitivinicola appena conclusa, dell’andamento meteorologico, delle problematiche fitosanitarie riscontrate e delle strategie di difesa adottate e sono stati presentati, inoltre, i risultati di un triennio di sperimentazione nelle Marche del modello previsionale per le infezioni primarie di Peronospora nonché i risultati ottenuti dal monitoraggio dei giallumi della vite.

Rimarchiamo questo concetto perché i vitivinicoltori, oltre ad aver bisogno d’informazioni, utili alla conduzione agronomica del vigneto, devono essere tutelati economicamente e possibilmente non devono essere coinvolti in speculazioni di prezzo dell’uva o ad altre logiche di mercato. Devono essere anche imprenditori capaci e più attenti alla promozione, ma comunque dobbiamo puntare alla riduzione della precarietà (prima economica oltre che di raccolto), almeno quella dettata dalle volontà umane, per garantire al vitivinicoltore la serenità necessaria per intraprendere progetti d’investimento. Progettualità che giovano a tutti!

Alcuni spunti da:gomarche.it
Ultima modifica ilDomenica, 05 Dicembre 2010 11:29

Lascia un commento

Assicurati di inserire (*) le informazioni necessarie ove indicato.
Codice HTML non è permesso.