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Manduria: Blocchiamo questo scempio!

La denuncia di Archeoclub e Verdi di Manduria (Ta), per una situazione critica comune a molti centri della Puglia, dove la diffusione selvaggia e non programmata o condivisa dei parchi eoloci, minaccia il bene comune "paesaggio".


La nota di Archeoclub:

GRAVISSIMO ATTACCO AL NOSTRO  PATRIMONIO PAESAGGISTICO, STORICO E ARCHEOLOGICO

Sono stati presentati 3 progetti per la costruzione, sul territorio di Manduria, di ben 63 torri eoliche. Di queste, 35 verranno posizionate a nord e a sud della via per Lecce, in prossimità di altre previste e in corso di installazione (circa 100!) nel territorio di Erchie. Le altre 28 torri sono previste tra via per S. Pietro in B. e via per Avetrana.

Ricordo che il comune di Manduria conserva ancora un paesaggio agricolo di notevole interesse e potenzialità. Si vadano a vedere le guide turistiche o le pubblicazioni sui paesaggi italiani (l’ultima è quella presentata il 14 dicembre con il contributo di Archeoclub e con le foto del noto fotoreporter Mosconi) per rendersi conto del perché i forestieri rimangono affascinati dalle distese di vigneti alternati ad uliveti secolari e a macchia mediterranea del nostro territorio.

Si tratta ora non solo di preservare il nostro patrimonio naturalistico, ma soprattutto il risultato del lavoro sui campi di tante generazioni, dal Neolitico ai nostri giorni. Le torri eoliche previste ad est di via per S. Pietro andrebbero a distruggere uno dei territori da più tempo antropizzati della nostra regione, disseminato di antiche carrarecce, stradine interpoderali, masserie, resti di villaggi preistorici, insediamenti messapici (il più importante è il sito di “Castelli”), ellenistico-romani e medievali, specchie, muretti a secco, trulli, pozzi, cisterne e depositi.

Numerosi documenti, nell’archivio della nostra biblioteca e in quello della Soprintendenza elencano solo alcuni dei “tesori” ritrovati in tali zone ed ora depositati in collezioni pubbliche e private. Per non parlare degli scavi clandestini, la Soprintendenza archeologica ed alcune università, nei decenni scorsi, hanno rilevato, a seguito di limitati saggi di scavo, sulla collina di Castelli e sulla pianura circostante, numerose tombe, da quelle messapiche a quelle medievali, resti di fattorie, terme e cisterne romane, tre circuiti di mura di fortificazione (ancora in situ), pavimenti e muri di vari edifici risalenti al periodo messapico e romano. Vi sono in proposito numerose importanti pubblicazioni.

Questo delicato e prezioso intreccio di trame storiche rischia ora di essere lacerato dall’innesto di una selva di torri eoliche. Entro i primi giorni del nuovo anno tutti i portatori d’interesse, in primis le associazioni, possono presentare le proprie osservazioni su tali progetti presso la Regione Puglia, ufficio V.I.A., via Delle Magnolie,6/8- Modugno- (BA).

L’Archeoclub, che si affretterà a presentare le proprie, invita tutti i cittadini a partecipare a tutte le iniziative finalizzate al controllo e alla tutela del nostro territorio; non mancano a Manduria le associazioni con cui collaborare per far sentire la propria voce, per dire NO alle speculazioni più spregiudicate e dannose e dire SI alla valorizzazione del nostro unico patrimonio paesaggistico e culturale, essenziale per incentivare ogni possibile attività turistica. Per ulteriori informazioni telefonare ai n°3334844299- 3356471859.

Il Presidente Archeoclub d’Italia-sede di Manduria
(Sergio De Cillis)

 

La nota dei Verdi:

Ennesimo attacco al territorio e al paesaggio.

A causa della speculazione legata alle fonti di energia rinnovabili, la nostra città rischia di ritrovarsi circondata da una ben poco decorativa “cintura” di parchi eolici. Si tratta di tre impianti per i quali è avviata presso la Regione Puglia la procedura di VIA, i cui avvisi sono comparsi sull’Albo Pretorio on-line del Comune di Manduria, per un totale di 63 torri da 3 MW/cad.

Due di tali impianti dovrebbero sorgere approssimativamente lungo la Via per Lecce, andando a sommarsi a quelli già in fase di realizzazione, su territorio di Erchie. Il terzo e, a nostro avviso, più impattante, dovrebbe interessare una vasta porzione di territorio che dalle adiacenze della Via per S. Pietro in Bevagna si spinge sino alla via per Avetrana, andando a compromettere, con le 28 torri previste, zone di grande interesse paesaggistico ed archeologico, quali il cosiddetto Monte dei Diavoli, le colline di contrada Serpente, il bosco dei Cuturi, le aree intorno alla collina di Castelli, con i resti della città preromana e tutti i siti archeologici circostanti.

Che un partito di chiara ispirazione ambientalista, come quello dei Verdi, si faccia portatore di una battaglia contro i parchi eolici non deve destare meraviglia, se si considera la nostra generale contrarietà rispetto ad una politica energetica che consente a pochi di speculare su un bene comune, mentre non apporta alcuna diminuzione dei KW/h prodotti da fonti fossili. In questo caso, per di più, vediamo minacciata l’integrità di un territorio e di un paesaggio che andrebbero tutelati per ciò che conservano di integro dal punto di visto naturalistico e culturale, anche, ma non solo, in vista di uno sviluppo turistico di cui tanto parliamo, ma che costantemente compromettiamo con i nostri comportamenti pubblici e privati.

Avendo riscontrato con soddisfazione l’interessamento del dirigente dell’Ufficio Tecnico su questa problematica, rivolgiamo invito a tutte le associazioni e ai cittadini che possano individuarsi come portatori d’interesse rispetto ad essa, affinchè prendano visione delle pratiche e facciano pervenire le loro osservazioni alla Regione entro il 13 gennaio p.v.

Esecutivo cittadino dei Verdi di Manduria


Fonte: comunicato stampa (affariitaliani.libero.it)

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