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Costi e Valore del Vino

In un intervista, l’editorialista della rivista Decanter, Guy Woodward ha dichiarato l’impossibilità di trovare sul mercato Inglese Vino di qualità decente al di sotto delle 5 sterline.

A partire da questo e anche in seguito alla lettura dell’articolo sull’asta che ha assegnato una bottiglia bicentenaria di Chateau d’Yquem per £75.000, era impossibile non iniziare alcune considerazioni sul costo e sul reale valore intrinseco del Vino.

Permettetemi pero' un'introduzione ammettendo che lavorare come sommelier mi ha dato l'enorme privilegio di poter assaggiare costosissimi vini che hanno fatto parte della mia formazione e mi hanno permesso di creare una vasta libreria mentale. E' quindi da questa posizione fortunata che mi esprimo. Sono una delle persone che hanno potuto assaggiare vini di gran lunga piu' vecchi di se stessi; Chateau Margaux '59 e Chateau Cheval Blanc '19 per dirne un paio, per non parlare di altri anche piu' giovani ma dall'etichetta prezzo ridicolosamente vertiginosa. Ogni volta che mi ritrovavo ad aprire una di queste bottiglie mi chiedevo quale fosse il valore aggiunto di quel vino tale da renderlo così costoso da essere accessibile solo a pochi e se io nella mia inesperienza sarei riuscita a comprendere quel valore.

Sicuramente va specificato che in ogni paese il mercato del Vino vive delle differenze e piazze come quelle Americane o Inglesi sono largamente influenzate dalla miriade di giornalisti  del settore che in alcuni casi estremi hanno fatto non solo la loro fortuna ma anche quella di alcuni produttori e delle compagnie investitrici che nel Vino hanno trovato spazio speculativo.

L'argomento e' estremamente complesso ma per semplificarlo puo' essere utile  sottolineare che, seppur la maggior parti dei comuni "compratori di Vino" non sempre ne e' cosciente, dietro al prezzo di ogni bottiglia di Vino si nascondono non solo l’influenza delle leggi del mercato (purtroppo inevitabile) ma anche I costi di produzione legati al lavoro in vigna e in cantina oltre al tempo che il Vino eventualmente spende prima di essere immesso sul mercato, costi che chiaramente rientrano nell'investimento del produttore. E di certo questo comporta prezzi diversi per vini diversi. E quindi nell'enorme divario tra le 75.000 e le 5 sterline si nascondono miriadi di realta' diverse.

Cio' che secondo me e' estremamente interessante considerare, come consumatore sono i fattori che portano alla "costruzione" del prezzo della bottiglia da parte del viticoltore ed e' per questo che mi sono rivolta a Cecilia Naldoni  produttrice con il marito Fabrizio Piccin di Aglianico del Vulture e che confrontandosi anche con altri produttori mi ha aiutato ad analizzare la materia.

Innanzittuto ci sono dei costi diretti di lavorazione.
“La dimensione dell'azienda prima di tutto: produrre 100.000 bottiglie anziche' 30.000 permette di ammortizzare molti costi collaterali. Considerando un’azienda medio-piccola che produca all’incirca 30.000 bottiglie, il confezionamento (etichetta, bottiglia, scatole eccetera) sara’ intorno ai 60 centesimi. La lavorazione di un ettaro di vigneto in Sud Italia costa fra i 3mila e i 4 mila euro l'anno, ovvero altri circa 70 centesimi a bottiglia. Poi ci sono I costi di vinificazione in cantina che in questa zona e con un azienda delle suddette dimensioni si puo’ calcolare per una cifra intorno ai 60 centesimi. Un totale di circa 2€.

E poi ci sono costi difiicili da quantificare, perche’ ammortizzati nel tempo e influenzati da altri fattori variabili come l’acquisto dei macchinari, le botti, il tempo che il vino passa in cantina prima di essere pronto per la vendita, l’enologo se presente, le analisi di laboratorio, I costi di promozione…..Certo acquistare uva o prodotto semilavorato puo’ essere piu’ economico, ma l’effetto sul prodotto finale e’ di un mancato controllo personale del produttore su tutto il processo.”

A questo vanno aggiunti una serie di fattori generici e collaterali che influenzano solo parzialmente I costi del vignaiolo e incidono piu’ fortemente sul prezzo del vino al consumatore.

La locazione dell'azienda: “produrre Vino in aree come la Toscana e' piu' costoso che in altre come la Basilicata, soprattutto in termini di acquisto terreno e cio’ si riflette anche nel prezzo di acquisto, cosi’ come la denominazione di produzione ma anche il nome dell’azienda o gli eventuali premi ottenuti, insomma in termini generali il prestigio del tipo di Vino o di chi lo produce.”

Infine vanno aggiunti I costi di promozione, distribuzione, il guadagno che I distributori devono avere e in paesi come l'Inghilterra le tasse.

Dopo queste considerazioni viene comunque da chiedersi come facciano alcuni vini a raggiungere cifre colossali. Qui entrano in gioco il prestigio di un'area, di un produttore e di una vendemmia, la rarita' del vino ed eventualmente la sua vecchiaia e quindi le leggi di mercato che decidono che alcuni vini essendo piu' preziosi degli altri debbano essere considerati come prodotti di lusso.

In conclusione, pur essendo l'argomento soggetto a interpretazioni, pensieri ed esperienze diverse esistono comunque degli elementi imprescindibili di rapporto costi/qualita'/valore.  E questo rimane, a mio parere, il punto cruciale. Il consumatore dovrebbe in ogni caso considerare quello che per lui risulta il miglior rapporto qualita' prezzo sempre pero' rimanendo cosciente che il Vino, come prodotto di mercato ha un valore che e' legato ad elementi basilari ma le sensazioni che puo' generare sono spesso difficilmente interpretabili dalle logiche dello stesso mercato.

Ultima modifica ilMartedì, 10 Gennaio 2012 08:26

1 commento

  • Fabio
    Fabio Giovedì, 03 Marzo 2016 11:19 Link al commento Rapporto

    Una lettura scorrevole, nonché piacevole ed allo stesso tempo interessante. Certo per chi è interessato ed appassionato sono cose di "facile" interpretazione, fermo restando che in quasi (se non in tutti) i corsi di degustazione viene ribadito il fattore qualità/prezzo.
    Infatti se da una bottiglia di vino acquistata ad un costo "fuori norma" (dipende dalle proprie disponibilità economiche) ci si aspetta tanto, quindi le probabilità di rimanere non soddisfatti è alta, per un vino acquistato ad un prezzo abbordabile, si è più tolleranti.
    In merito a tale argomento ho scritto un paio di mesi fa un articolo che in maniera diversa analizzava i parametri del mercato enologico.

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