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London International Wine Fair: il mondo del vino è a Londra?

London International Wine Fair London International Wine Fair London International Wine Fair
E’ da poco terminata a Londra la 31esima edizione della Fiera Internazionale del Vino, l’appuntamento più prestigioso nel Regno Unito per il mercato enologico.
Le dimensioni sono molto ridotte rispetto ad eventi più specifici quali Vinitaly o VinExpo ma la piazza di presentazione  è estremamente appetitosa richiamando le attenzioni di un pubblico internazionale ma soprattutto di un business (quello della ristorazione) in continuo movimento e che assorbe una larga fetta della distribuzione di vino. Inoltre la fiera e gli esibitori presenti rispecchiano e confermano la tendenza verso un sempre maggiore interesse del mercato inglese e internazionale per qualità, tipicità  e varietà.

Lo spazio a disposizione è stato più o meno equamente spartito tra distributori Inglesi di vino e organizzazioni di commercio di paesi specifici. Molto interessante è la presenza ogni anno più evidente di “nuove” zone di produzione. Turchia, India, Bulgaria, Georgia e Romania sono ormai presenti da tempo. Russia, Slovenia, Tunisia e Libano hanno fatto le loro prime apparizioni quest’anno cercando di attirare le attenzioni degli addetti ai lavori per farsi spazio in questo mercato sempre più competitivo. Come al solito però Italia, Francia e Spagna l’hanno fatta da padroni almeno in termini di superficie occupata, con aree determinate alla promozione di singole regioni.

L’Italia in particolare era presente con uno stand dell’Istituto di Commercio Estero che ha presentato circa 25 etichette, due grandi spazi rispettivamente per Friuli Venezia Giulia e Sicilia più altri piccoli stand di singoli produttori o consorzi da varie parti del paese. Lo stand del Friuli Venezia Giulia ha organizzato nella grande sala di degustazione a sua disposizione assaggi di prosciutto San Daniele e formaggio Montasio in abbinamento coi vini locali e i vari produttori hanno inoltre presentato, con particolare enfasi, i vini dolci della regione (Ramandolo e Picolit). La Sicilia ha occupato uno spazio enorme, 5 volte più grande dell’ultimo anno, partecipando con oltre 30 produttori e organizzando anche lei, assaggi di prodotti tipici da formaggi a dolci alla pasta di mandorle. L’Istituto Italiano per il commercio ha tenuto piccoli seminari con famosi giornalisti inglesi del settore.
Ma nonostante tutti gli sforzi profusi purtroppo il pubblico (già notevolmente ridotto rispetto alle precedenti edizioni) non ha mostrato molto interesse; gli incontri sono stati poco seguiti e gli stands sono spesso sembrati vuoti.

Difficile stabilire le motivazioni. Il problema non e’ stato solo Italiano, e di certo negli anni  di svolgimento di VinExpo in generale il flusso della fiera a Londra diminuisce drasticamente.
Ma bisogna anche ammettere che ormai Vinitaly per vastità, importanza e prestigio richiama e assorbe la gran parte delle attenzioni del pubblico internazionale sulle produzioni enologiche del bel paese, ed è quindi difficile attuare un incisivo piano di promozione sulla piazza inglese spesso più incuriosita dalle novità che da campi conosciuti. Forse le scelte di presentazione anche da un punto di vista logistico sono state sbagliate: gli spazi erano enormi e difficili da animare e mancava una proposta varia e completa della produzione Italiana.

Nel complesso questa edizione della fiera del vino a Londra è stata piuttosto deludente in termini di visitatori e di trend sviluppati e sicuramente pochissimi sono stati i “vincitori”. L’Italia purtroppo non ha dato l’impressione di essere uno di questi.


Ultima modifica ilVenerdì, 27 Maggio 2011 14:35

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