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Ricerca: su 600 persone, solo 9 acquistano vino online

Nei mesi scorsi sono stato contattato da un giovane studente alle prese con la sua tesi di laurea e alla ricerca di consigli e informazioni sul mondo del vino, della sua comunicazione attraverso i canali social, del commercio e  del marketing effettuati per mezzo del web e l’e-commerce.

Ho accolto con molto interesse la richiesta e ora che la tesi è stata ultimata e discussa, il suo autore Mattia Ceppaglia ne ha estrapolato uno stralcio che ritengo molto promettente e che di seguito pubblichiamo.

Abbiamo infatti deciso di dargli un’opportunità di crescita facendolo entrare a far parte del team di Vinoway  all’interno del quale curerà, sotto la mia supervisione, le tematiche riguardanti il marketing e la comunicazione del vino, della gastronomia e del turismo.

Vi auguro una buona lettura e diamo a Mattia il nostro benvenuto.

Il tempo in cui si diceva che “Internet è il futuro” è passato. Non lo si può più dire, perché ormai Internet è il presente ed è parte integrante della nostra quotidianità: dalla vita social-virtuale agli acquisti su piattaforme e-commerce. La sua crescita è costante e il suo utilizzo è chiaro.

In questo scenario, quasi del tutto rivoluzionato, anche il mercato vitivinicolo offre servizi web che fino a pochi anni fa erano impensabili: si pensi allo stesso Vinoway (dove è stato possibile un interessante scambio di informazioni con Davide Gangi) e alle innumerevoli piattaforme d’acquisto presenti sul web.

Innumerevoli sforzi, in termini di risorse umane e finanziarie, sono stati fatti e si continuano a fare per aumentare la quota di mercato e raggiungere il maggior numero di clienti, siano essi privati o aziende.

Questa tendenza va di pari passo con un altro importantissimo interesse di questo preciso momento storico: la sostenibilità.

La sensibilizzazione dei cittadini cresce anno dopo anno e non solo per le promozioni istituzionali o da parte dei media (come l’EXPO di Milano o l’influenza dei social network) ma, soprattutto, perché l’Italia è afflitta da molteplici problemi inerenti al tema della sostenibilità, che ormai sono all’ordine del giorno e sui quali non ci soffermiamo in questa sede.

Tuttavia, non è ancora chiaro quale sia l’atteggiamento della popolazione (e, dunque, del consumatore finale) rispetto a sostenibilità ed e-commerce applicati al vino, ossia se, in un modo o nell’altro, il comportamento d’acquisto ne venga influenzato o se, viceversa, il mercato debba essere (ancora per poco) considerato di nicchia.

Grazie a un questionario messo a disposizione dal Dipartimento di Studi Aziendali e Giuridici dell’Università di Siena, ho sviluppato la mia tesi di laurea per analizzare e capire quali sono le preferenze del consumatore e quali canali di acquisto vengono privilegiati.

Per quanto riguarda l’e-commerce, i risultati non sono entusiasmanti: su un campione di circa 600 persone, di cui più del 76% ha acquistato prodotti e/o servizi in generale online almeno una volta nella vita, solo il 9% ha dichiarato di acquistare vino sul web (lo 0.33% con cadenza settimanale). Detto in altri termini, su 100 persone, solo una persona e mezza acquista vino utilizzando un sito e-commerce.  

Eppure, più del 40% del campione analizzato si informa su Internet prima di acquistare una bottiglia di vino, preferendo, evidentemente, ancora i canali classici, come supermercati ed enoteche.

Per fortuna, lo studio ha evidenziato anche un gran coinvolgimento e apprezzamento di tutte quelle caratteristiche che un vino deve avere per essere considerato green: tra le più importanti, l’eliminazione di additivi, fertilizzanti sintetici, erbicidi e fungicidi.

La ricerca ha inoltre riscontrato una correlazione tra sostenibilità e uso dei social network, ossia è molto probabile che chi nutre un forte interesse per il tema della sostenibilità sia anche solito cercare informazioni online prima di comprare una bottiglia di vino. Considerando, quindi, la bassa percentuale di acquisto, questo può significare due cose: o che non è semplice trovare vino green online o che, ipotesi più probabile, chi beve vino bio preferisce assaggiarlo prima di acquistarlo, evitando di trovarsi in tavola “qualcosa di indesiderato”, data la novità del prodotto.

Certo, altro grandissimo problema è rappresentato da costo e tempo di spedizione. A meno che non si acquistino grandi quantità, il costo unitario per ogni bottiglia è ancora troppo alto e la tempistica della maggior parte dei siti risulta spesso troppo lunga. Sicuramente, però, il web offre infinite possibilità e occasioni, con nuove partnership e modalità che aiuteranno il mercato del vino online a sviluppare il suo potenziale.

È anche vero che la novità ha bisogno di tempo prima di diventare abitudine su larga scala e riuscire a raggiungere non solo i “pionieri”, ma anche la massa.

Per concludere, quindi, se è indubbio che Internet è ormai il presente, è altrettanto vero che molti sforzi dovranno ancora essere compiuti perché questo strumento, così ampiamente utilizzato in altri ambiti, possa trasformare la realtà del mercato del vino e favorire il pieno sviluppo di potenzialità sottoutilizzate.
Ultima modifica ilMartedì, 21 Giugno 2016 07:10
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