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Scende il consumo procapite di vino: previsto un ulteriore rilancio del mercato estero

Scende il consumo procapite di vino Scende il consumo procapite di vino
Viene riconfermato il trend in discesa per il consumo procapite di vino in Italia. Siamo a mezzo bicchiere a tesa e le stime indicano un calo del 70% rispetto agli anni settanta.
Il consumo di vino in Italia va sempre più diminuendo, mentre all'estero cresce l'apprezzamento per il vino italiano e l'export nel 2010 ha ripreso il volo. È quanto emerge da un'analisi di Assoenologi anticipata dall'Ansa, che rileva come nel 2009 il consumo interno pro-capite si sia attestato sui 43 litri, contro i 45 del 2007. In pratica, “mezzo bicchiere a testa di vino contro i due bicchieri consumati negli anni Settanta, quando in Italia si bevevano poco meno di 120 litri a persona”.

Un trend al ribasso che “proseguirà anche nei prossimi anni”. Nel 2015, l'Organizzazione di categoria dei tecnici del settore vitivinicolo stima infatti “un livello di consumo interno sotto la soglia dei 40 litri pro-capite, con un calo di circa il 70% rispetto agli anni settanta”. “Da qui - sottolinea il direttore generale di Assoenologi, Giuseppe Martelli - l'importanza per i produttori di guardare sempre più all'estero. Già oggi oltre il 30% della produzione italiana viene esportato e non è da escludere - aggiunge Martelli - che entro il 2015 supereremo il 40% in quantità”.

Più difficile è fare delle previsioni a lungo termine per l'introito in valore dell'export. Lo scorso anno, a causa della crisi, a un incremento del 6,2% in volumi era corrisposto un calo del 6,1% negli introiti: segno che i nostri produttori hanno preferito abbassare i prezzi pur di non perdere i mercati. “Uno sforzo che sembra sia stato ripagato, visto che i primi cinque mesi del 2010 - rileva Martelli - fanno registrare un incremento delle vendite di vino italiano all'estero del 5% in volume e del 7,8% in valore rispetto allo stesso periodo dello scorso anno”. Ma la cautela non è mai troppa. “In questi giorni - sottolinea il direttore di Assoenologi - il mercato delle uve all'ingrosso è stanco, così come quello dei vini. I primi contatti mirano a mantenere i bassi prezzi del 2009, che erano scivolati di oltre il 30% rispetto al 2008”.

Fonte: www.agi.it
Ultima modifica ilLunedì, 30 Agosto 2010 14:52

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