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Vino e Social Media Marketing: binomio vincente ma ecco gli errori da evitare

Potenza del social. Potenza del web 2.0. Potenza dello sharing. Anche e soprattutto per il mondo del vino.

Davvero non se ne può più fare a meno; dinamicità, partecipazione, condivisione: queste le odierne verità indiscusse.

A queste leggi non può sottrarsi l'azienda vitivinicola che,  se non c'è.... non esiste.

Ma oggi non basta più neanche esserci semplicemente, è indispensabile gestire costantemente la comunicazione con  i wine lovers divenuti un popolo aggiornato e competente che confronta prezzi, offerta e qualità in real time grazie ai social media, agli smartphone e ai tablet. Per milioni di consumatori il web word of mouth (il passaparola sul web ) e le tasting note ( impressioni condivise da chi ha già provato il prodotto) generate dai social network rappresentano la prima fonte di informazione prima di acquistare una bottiglia di vino. Gli studi confermano che le persone che su un social network si dichiarano fan di un wine brand  sono più inclini a parlare bene del vino e a raccomandarne l'acquisto.

Essere in contatto con gli enonauti e saper alimentare la conversazione, ecco cosa aiuta ad aumentare la brand awareness della cantina!

Detto così sembra essere molto facile. Ma le insidie sono dietro l'angolo: le cantine spesso fanno parecchia fatica ad utilizzare correttamente i social network, pensando che i benefici derivanti dal loro utilizzo siano immediati, illimitati ed economici, ma non è propriamente così.

In estrema sintesi i principali errori commessi dalle aziende vitivinicole nell'uso dei social network sono:

1) Usare il profilo aziendale anche per comunicazioni personali: ricordiamoci di utilizzare i social network per fare branding; per restare in contatto con gli amici o commentare i fatti del giorno usiamo un profilo personale, non quello della cantina.

2) Ignorare i propri competitors: tecnicamente si chiama "benchmarking", è importante sapere chi sono i nostri concorrenti e cosa stanno facendo meglio di noi ma soprattutto monitorare  commenti e reazioni dei loro followers ed utilizzarli per migliorare il proprio business.

3) Comunicare in maniera unidirezionale (One-way communication): non si chiamerebbero social se alla base non ci fosse la comunicazione bidirezionale; errore banale ma che può far danno è  quello di non ascoltare e non rispondere ai membri della community: il nostro vino può anche non piacere, l'importante è parlarne  e confrontarsi  con chi l'ha degustato per mettere in risalto caratteristiche ed aspetti del vino non notati.

4) Non affidare la gestione dei profili aziendali e delle fan page ad un social media manager: ovvero un esperto proveniente dal marketing che  gestisca al meglio la presenza online della cantina sui Social Network.

5) Avere lo stesso stile comunicativo con i diversi social: anche se la notizia da postare è la stessa, l'azienda deve comunicarla in modo diverso a seconda dei vari strumenti web 2.0 usati:  Facebook, Linkedin, Flickr, Google+, Twitter ,You Tube, i vari social di settore e così via seguono strategie diverse e modi di interazione diversi.

6) Interagire, non vendere: uno  degli errori più ricorrenti commessi dalle cantine è postare foto e schede tecniche di vini con relativi prezzi; pressoché inutile, queste informazioni di solito sono già disponibili sul web site, conta molto di più parlare del vino come prodotto, capire gusti ed esigenze dei potenziali clienti, chiedere i pro e i contro del vostro vino, avere il feedback, insomma.

7) Considerare i social media come siti e-commerce:  le persone frequentano i social  per fare rete e per passare il tempo e il nostro obiettivo è costruire un rapporto di fiducia tra cantina e potenziali clienti,  basta seguire questa linea d'azione e si otterranno risultati inaspettati senza imporre con forza l'acquisto del vino.

8) Non essere visibile quotidianamente sui social: per creare una on-line reputation  della cantina è importante essere presente ogni giorno con post e notizie sulla nostra attività, video, foto, interviste, fiere a cui si partecipa, eventi e degustazioni in programma.

9) Usare troppe parole ed essere autoreferenziali: il web corre veloce e il numero di informazioni in circolo è infinito ma soprattutto mai cadere nella trappola di voler promuovere solo contenuti business.

10) Errato utilizzo della fan page di Facebook:  la page di Facebook dovrebbe essere una propagazione del proprio web site istituzionale ma spesso si pensa che possa sostituirlo del tutto.

Da sottolineare, inoltre, l'importanza di essere presente e di utilizzare al meglio i social network settoriali - quelli dedicati esclusivamente al settore vinicolo per intenderci - e dedicati all'interazione tra aziende, enoappassionati, sommelier, operatori del settore e tutti quelli perdutamente affascinati dal mondo del vino.

Ultima modifica ilMercoledì, 29 Febbraio 2012 06:29

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