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Il Marketing e l'etica contano davvero nel mondo del vino?

Il Marketing e l'etica contano davvero nel mondo del vino? Il Marketing e l'etica contano davvero nel mondo del vino?
White Zinfandel: dal marketing etico al podcast del vino. La Sutter Home wines è uno dei brand della Trinchero Family Estates, in California, uno dei primi marchi che ha puntato su un marketing spinto e, per certi versi, anche criticabile.  Quale miglior modo per iniziare una rubrica di vino dedicata a marketing e web?
Le bottiglie di White Zinfandel si sono prestate a un’operazione di marketing etico a partire dal lontano 2001. Oggi 2010, è ormai passato un decennio, cerchi White Zinfandel e il secondo risultato di Google è Sutter Home. La teoria berlusconiana dell’importante è che se ne parli sembrerebbe aver funzionato. Perché?

All’inizio del millennio è stato creato un nuovo design per la bottiglia con il nastro rosa per ricordare alle donne di effettuare i controlli per prevenire il tumore al seno. Vino = prevenzione al cancro. Qualcosa non torna. Il Marin Institute, che si occupa di controllare e prevenire gli effetti dell’alcool ha creato nel 2002, infatti, un’apposita campagna, la Bca (Breast Cancer Action) “Think before you pink”, per mettere in guardia i consumatori dalle aziende che utilizzano il nastro rosa in maniera inadeguata. Quello che Sutter Home aveva allegramente evitato di dire era, infatti, che anche l’alcol è uno dei fattori che aumenta il rischio per il cancro al seno. E i consumatori di oggi non perdonano. Dopo un periodo burrascoso l’azienda vitivinicola reagisce, ma prosegue sulla strada intrapresa. Crea la Fondazione Sutter Home for Hope per contribuire alla ricerca sul cancro, un modo più attivo per rimediare una situazione poco trasparente. Per ogni capsula dei vini Sutter inviata da agosto a dicembre viene donato 1$ ai ricercatori, anche se sull’uso del marketing etico fatto dall’azienda la Breast Cancer Action rimane scettica e continua a chiedere quanto il marketing etico faccia vendere.

Oggi la raccolta continua, in barba al grido d’allarme della Bca, ma a questo si affianca un podcast che ne spiega origini e metodo di produzione, oltre al ventennale concorso della Trinchero Family Estates, “Build a better burger”, dove si possono vincere con una ricetta per un hamburger 100.000$, non proprio il piatto notoriamente ideale per sconfiggere il cancro. Sembra che tutto sommato i consumatori si siano assuefatti e dell’etica usata dal marketing gliene freghi poco. Possibile?  

Ultima modifica ilMartedì, 28 Settembre 2010 16:50

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