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INTERVISTA AL PRESIDENTE CONSORZIO D.O.C. TAVOLIERE NERO DI TROIA

Dal 1992 Antonio Gargano è Presidente della Cantina Cooperativa Casaltrinità di Trinitapoli, situata ai confini tra la provincia di Foggia e Bari, al nord della Puglia.

La cantina nasce nel 1975 ed oggi conta circa 300 soci produttori.

Una realtà fortemente voluta da Savino Gargano, papà di Antonio, che si è dedicato con grande passione ed entusiasmo alla realizzazione di questa cooperativa. A lui va riconosciuta la lungimiranza nell’aver intravisto nell’associazionismo la forma più valida per poter crescere ed affermarsi sul mercato.

Casaltrinità ha mantenuto e mantiene uno stretto legame con il territorio.

Il vitigno autoctono  è il Nero di Troia, uno dei più antichi della Regione Puglia e con il quale, nel novembre 2011, ha ottenuto il riconoscimento a Denominazione Protetta “DOC Tavoliere delle Puglie”. A seguire, nel febbraio 2012, è stato istituito un Consorzio di Tutela per valorizzare e dare più forza alle azioni di promozione che vedevano protagoniste le cantine aderenti allo stesso obbiettivo, quello di unire e tutelare il territorio attraverso il vitigno.

L'azienda produce circa 16 milioni di litri di vino ogni anno, che commercializzano su diversi mercati sia nazionali che internazionali. I vini sono spesso menzionati su diverse guide specializzate e hanno ottenuto riconoscimenti nazionali (Gran Menzione Vinitaly 2011) ed internazionali (Medaglia d’Argento Concours Mondial de Bruxelles).

-Come nasce il Consorzio Nero di Troia e quali sono gli intenti?

Il Consorzio del Nero di Troia nasce dalla volontà di 10 cantine produttrici del vitigno Uva di Troia che intendono valorizzare su larga scala uno dei vitigni più importanti autoctoni pugliesi e lo scopo che ha il Consorzio è quello di legare il vitigno al territorio e di promuoverlo a 360 gradi sia a livello nazionale che internazionale. Le produzioni sotto osservazione da anni attraverso il Consorzio riescono ad ottenere quella carta di identità che merita un vitigno così importante a livello regionale.

- Si può dire che è da una ventina d'anni che si può parlare realmente di Nero di Troia?
In effetti sì, perchè sono stati 10 anni di osservazione di produzione del Nero di Troia e dopo siamo riusciti ad avere il riconoscimento dal Ministero e questo ha  valorizzato tutte le cantine dell'alta Puglia.

-Che cosa si può fare per portare il Nero di Troia ad una visibilità nazionale ed internazionale?

Bisogna comunicarlo per quello che è.  Si stratta di  uno dei vitigni più importanti a livello regionale, da sempre coltivato nella nostra zona e ci vuole integrazione fra tutti gi elementi produttivi della nostra regione che devono coinvolgere tutti i settori dell'economia pugliese, non solo il settore strettamente enologico ma anche quello turistico e della comunicazione. Bisogna studiare tutte quelle integrazioni possibili per comunicarlo in forma adeguata a tutti i consumatori.

-Quali sono gli obiettivi che il Consorzio si prefigge,  c'è una unità di intenti che avviene sotto la direzione di una dirigenza o si lascia libero arbitrio ad ogni singola azienda?

Bisogna comunque rispettare le caratteristiche del vitigno, del territorio e il nero di troia va comunicato in maniera univoca per non deludere il consumatore. Anche in maniera imponente, perchè coinvolgendo una zona di produzione che si estende su 19 comuni della provincia di Foggia e alcuni della Bat, il messaggio deve essere ben decifrato da tutti i consumatori.

- Il Consorzio intende avere una filosofia che sia di identità del territorio e del Nero di Troia stesso?

Si, perchè il Nero di Troia solo legandolo strettamente al territorio di produzione, con le sue peculiarità, riesce ad esprimere le caratteristiche proprie ed intrinseche del vitigno.
Solo rispettando certi canoni di produzione che vanno dal vigneto alla cantina si riescono ad ottenere quelle produzioni molto apprezzate in tutto il territorio sia nazionale che internazionale.
La comunicazione che il Consorzio sta  facendo  interessa  sia il territorio nazionale ed internazionale. Molte guide a carattere nazionale hanno decantato le sue caratteristiche e bontà e questa è la strada maestra da perseguire. Legarlo strettamente al territorio e seguire i passi che vanno dal vigneto alla cantina.

-Quali sono le peculiarità e le caratteristiche affinchè un'azienda possa aderire al Consorzio?


Serietà nella produzione del vigneto, serietà nella produzione in cantina, non deludere mai il consumatore e cercare di osservare le regole di una sana produzione rispettando l'ambiente.

-Cosa si prefigge il presidente del Consorzio per il prossimo futuro?

Noi ci prefiggiamo di promuovere e comunicare il vitigno a 360 gradi che,  proprio per le sue caratteristiche intrinseche , riteniamo che sia sempre più apprezzato da tutti i consumatori.

- Cosa vuole che le auguri?

Che il Nero di Troia sia sempre più presente sulle tavole degli italiani e su quelle internazionali …

Ultima modifica ilSabato, 21 Marzo 2015 12:21

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