Log in

INCONTRO CON CLAUDIA BONDI, AMBASSADEUR DU CHAMPAGNE POUR L'ITALIE

Foto di Andrea Moretti Foto di Andrea Moretti
"Intervista a Claudia Bondi, nata in Toscana sotto il segno del Sagittario, Ambassadeur du Champagne pour l’Italie e già vincitrice dei concorsi nazionali Master del Sangiovese e Nebbiolo Master.  Oggi  è titolare della società di Brand e Communications “Perle & Perlage”.
Ritroveremo Claudia a breve su Vinoway con una sua esclusiva rubrica attraverso la quale ci racconterà lo scintillante mondo dello Champagne!"


Claudia Bondi, Ambassadeur du Champagne per l’Italia,  oltre ad onorarla, quanta responsabilità comporta questo ruolo?

La responsabilita' accompagna naturalmente un titolo come questo sotto vari punti di vista, non ultimo il fatto che nel mese di Maggio scorso e' stata sottoscritta per la prima volta una carta da parte di tutti gli Ambasciatori dei vari Paesi, che quindi si impegnano a svolgere il proprio ruolo nel rispetto di principi comuni. Poi vi e' sempre la responsabilita' verso me stessa: quella di continuare a confrontarmi continuamente con tutti gli operatori e protagonisti del mondo "Champagne" sia a livello degustativo sia riguardo le tendenze dei vari mercati, e di proseguire poi con lo studio ed il costante aggiornamento, anche recandomi con una certa frequenza nella Champagne.

Quanto incide la figura femminile nella promozione  e nella  comunicazione di questo vino?

Sono sempre stata certa che ciò che risulta determinante, specie nel medio-lungo termine, sia la professionalità, indipendentemente dal sesso: è questa la caratteristica che costituisce in concreto un fattore preferenziale, specie ad alto livello. Indubbiamente questo vino è legato in maniera particolare ad un immaginario di lusso, joie de vivre e raffinatezza, estesi all’universo sia femminile che maschile: personalmente, ritengo che sia bello trasmettere un senso di eleganza quando si comunica non solo lo Champagne, ma tutti i vini. Anzi, a dire il vero, non solo quando si comunica il vino, ma in tutti gli aspetti della vita!

Come considera lo Spumante,  e  se le chiedessero di fare un paragone con lo Champagne?


Considerando con il termine "Spumante" un vino di qualità prodotto con seconda fermentazione in bottiglia, penso immediatamente in Italia a denominazioni come Franciacorta e Trento, o all'Estero come il Cava: molte volte mi e' stato chiesto, soprattutto in occasione di seminari e degustazioni, se lo Champagne fosse "migliore" degli Spumanti italiani, ed io ho sempre espresso un pensiero ben preciso, ovvero che ogni terroir ha le sue peculiari caratteristiche ed una sua propria storia, e pertanto non sono confrontabili, proprio perchè si tratta di vini diversi. Vero e' che pero' lo Champagne può contare su piu' di 300 anni di storia e sull’unicità della “Champagne viticole”, che scaturisce sia da elementi oggettivi come la composizione del sottosuolo e la posizione geografica sia da elementi di carattere personale-culturale, che culminano nella suprema ed alchemica arte dell’assemblage.

La spumantistica in Italia sta facendo passi da gigante, molte regioni, e non parlo delle più vocate, stanno intraprendendo questo tipo di produzione.  E’ d’accordo?  

Mi trovo quotidianamente a constatare come un numero sempre maggiore di produttori si cimenti con la produzione di una o più etichette “sparkling”: se in alcuni casi esse rappresentano solo un completamento di gamma, sono invece già molti coloro che decidono di spumantizzare per esprimere un territorio utilizzando un punto di vista differente, con l’intento cioè di mostrarlo secondo una nuova prospettiva.
Personalmente ho avuto modo di degustare delle cuvée sorprendenti e già molto compiute fin dalla prima versione.
In questo momento il mondo del vino attraversa una fase di grande sperimentazione, sia perchè è fisiologico che ad un certo punto emerga il desiderio di evoluzione, sia perchè c’è l’oggettiva necessità di affrontare i numerosi cambiamenti ed equilibri che scaturiscono dalle nuove geografie: sono assolutamente favorevole al progresso ed all’esplorazione di nuove strade, sempre, ovviamente, nell’ottica della qualità più elevata.

E’appassionata solo delle “bollicine” o le piace  bere anche altri vini?


Sia per professione che nel mio privato mi trovo a degustare ogni tipologia di vino, come può  testimoniare la mia cantina! Il mio primo approccio con il vino, ancora non professionale, è stato indubbiamente al vino rosso: e ciò è assolutamente naturale per chi, come me, ha trascorso l’infanzia nella zona del Chianti. Se penso poi ai primi traguardi raggiunti nel mio percorso del mondo del vino, essi sono stati le vittorie ai concorsi nazionali Nebbiolo Master e Sangiovese Master: quindi, ancora rosso. Parallelamente, sviluppavo una fortissima curiosità verso l’universo delle bollicine, che  ho considerato fin da subito, ancora neofita, non solo come compagne di aperitivi o festività, ma dei vini perfetti per ogni occasione e pasto.

Che ne pensa dell’attuale produzione italiana?


Se considero la produzione italiana di vini sia fermi sia spumanti, subito mi sovvengono due pensieri: il primo, che nessun Paese al mondo possiede un patrimonio ampelografico così ampio; il secondo, un generale livello qualitativo elevato, e molti viticoltori che, nonostante la crisi, hanno deciso di rischiare e di investire anche per creare ex-novo delle nuove realtà. Purtroppo però non intravedo ancora una vera e propria capacità di fare cartello nell’affrontare i mercati esteri: esistono delle realtà consortili molto efficaci, ma in generale la maggior parte delle strategie ed azioni restano individuali.

L’ampelografia nazionale ci offre molte varietà di vitigni: ci può fare una panoramica dei più importanti e di quelli che si prestano bene alla vinificazione?

Ho già sottolineato che l’Italia è un Paese fortunato dal punto di vista della varietà del patrimonio ampelografico: ogni regione ha vari vitigni autoctoni che molto spesso ne diventano il simbolo o che comunque risultano fortemente caratterizzanti. Accanto a vitigni “monumento” come Nebbiolo e Sangiovese se ne stanno affiancando altri come ad esempio il Montepulciano d’Abruzzo, che negli ultimi anni è stato assurto nel gotha dei vini italiani “importanti” e riconosciuto come tale anche all’Estero. Altri invece stanno emergendo, e non mi riferisco solo a livello di vitigno singolo: penso ad un blend Piedirosso/Aglianico/Tintoria che avevo già degustato con positivo stupore un paio di anni fa e che ho ritrovato di recente nel corso di una premiazione, magnifico. Tra i vitigni a bacca bianca apprezzo la crescita qualitativa costante del Verdicchio, uva che stimo da sempre anche per la sua estrema versatilità.

Ci indica qualche vitigno minore che potrebbe dare buone soddisfazioni ma che ancora non ha trovato spazio e consensi?


Intendendo con l’espressione “vitigno minore”  uno che ancora non è conosciuto in tutte le sue sfumature e potenzialità e che viene consumato soprattutto nelle rispettive regioni, direi senz’altro l’Albana della Romagna ed il Pigato della Liguria, entrambi estremamente poliedrici e, cosa spesso ignota al grande pubblico, in grado di segnare punti preziosi nel campo della longevità.

Le piace abbinare lo Champagne ad una emozione musicale: ci fa qualche esempio e ci spiega il motivo del giusto abbinamento?

Qualunque tipo di abbinamento dipende dal periodo o dal momento che si sta vivendo, un pò come quando si apre l’armadio per decidere cosa indossare e si segue il mood della giornata.
Oggi ad esempio ho bevuto durante il pranzo Champagne Pol Roger “Brut Réserve”, il biglietto da visita della maison: la freschezza cristallina, unita a sentori di fiori e croissant, sarebbe stata perfetta con il sottofondo musicale “Gymnopédie no. 1” di Satie, poichè entrambi -il vino e l’opera musicale- regalano un connubio di modernismo e di dolcezza che avrebbe creato una perfetta sinergia tra bicchiere e note.

Ora la metto nei guai!  Ci indichi 3 vini tra i migliori champagne, spumanti, bianchi, rosati, rossi e dolci che non dovrebbero mancare nella sua cantina.

A dire la verità non mi mette nei guai: come è noto, ho una società che si occupa di Brand & Communications con specializzazione nel settore vino, lavoro con cantine delle quali condivido chiaramente stile ed obbiettivi, e questo include come punto di partenza la sintonia con le persone ed i vini prodotti. Per questo motivo, nell’elenco sotto compariranno anche cantine con le quali collaboro stabilmente o che ho comunque coinvolto in vari progetti proprio  in virtù delle affinità di cui sopra.
Preciso che l’ordine è alfabetico e che in questa sede mi riferisco ad annate recenti per motivi di sintesi.

-CHAMPAGNE-

1) Deutz - “Amour de Deutz” Blanc de Blancs Brut Millésime 2003
2) Jacquesson - Cuvée n° 736 Extra-Brut
3) Pierre Peters - Cuvée Speciale “Les Chetillons” 2007 Blanc de Blancs Grand Cru Brut

-SPUMANTI-

1) Biondelli - “Biondelli Brut” Franciacorta DOCG Brut / Biondelli
2) Colonnara - “Ubaldo Rosi” Brut Metodo Classico Riserva Verdicchio DOC 2008
3) Marcalberto / Marcalberto Brut “Sansanné”

-BIANCHI-


1) Benanti - “Pietramarina” Etna Bianco Superiore DOC 2010
2) Cà Rugate - Soave Classico “Monte Fiorentine” 2013
3) Musto Carmelitano - “Maschitano Bianco” IGT 2013

-ROSSI-

1) Fèlsina - “Rancia” Chianti Classico Riserva DOCG 2011
2) Giovanna Maccario - “Curli” Rossese di Dolceacqua Superiore DOC 2013
3) La Valentina - “Spelt” Montepulciano d’Abruzzo DOC Riserva 2010  

-ROSATI-

1) Adami Aldo - Bardolino Chiaretto DOC 2013
2) Caves  Cooperatives de Donnas - “Larmes du Paradis” Rosé 2013
3) Simoncelli - Schiava Gentile Rosé  2013

-PASSITI E FORTIFICATI-

1) Colline di Sopra - “Luis” Moscato Bianco Passito IGT 2012
2) San Nazario - “Messalino” Colli Euganei Fiori d’Arancio Passito 2011
3) Vivallis - “Castel Beseno” Moscato Bianco 2013
Ultima modifica ilLunedì, 01 Dicembre 2014 09:22

Lascia un commento

Assicurati di inserire (*) le informazioni necessarie ove indicato.
Codice HTML non è permesso.