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Report non ha scoperto granché. Anzi ha coperto...

Nemmeno un commento elettronico mi è scappato ieri sera. Una cena fantastica con amici di pari valore e la televisione accesa, tutti attenti a seguire l'inchiesta di Report.
 
Per la verità di alcune cose ne avevamo parlato per tempo, so bene che è inelegante dir così, ma meno inelegante di chi "una liscia e una gassata?"

L'acqua, bene pubblico, che, pensavamo un tempo, allungava generosamente il conto con un ricarico percentuale da capogiro. E la stessa acqua ha costo differente in ragione del tavolo che si occupa. Che bravura ci vuole a portarla in tavola?

Per anni ci siamo battuti, con poca fortuna (il Botrus lo abbiamo conquistato!), per convincere che, con la disponibilità tecnologica attuale, l'acqua del sindaco in eleganti brocche fosse un biglietto da visita eccellente per un ristorante di grande classe. Magari avere anche una carta delle acque per chi vuole particolari percezioni papillari. Che, va ricordato, l'acqua minerale NON è acqua potabile.

Quanta stupidità. Il contributo di "una minerale ed una gassata" ad un ristorante è sostanzialmente esiziale. Ma non lo è affatto per chi vende quell'acqua. Attraverso l'acqua passano grandi soluzioni, soprattutto mediatiche. Su questo Report è stato illuminante.

Su altro meno. La scuola pubblica? Una pessima figura e non è un caso che sia tenuta in quelle condizioni. Dove il pubblico è scarso il privato ci fa gli affari. Legge di mercato. La conoscenza si paga, la formazione anche. I ministri dovrebbero capirlo, ma preferiscono fare i tonti. In fondo l'acqua dei convegni qualcuno la mette...

La cucina italiana? Fra le migliori al mondo in mille realtà, poi ci sono le grandi firme nel caravanserraglio mediatico e le marchette di chi fa il "critico a gettone". E allora? Non mi si dica che è una novità. Non ditemi che davvero avete creduto al Km 0 alla cucina sana del Sol Levante e ai prodotti del contadino? Esistono di certo ma non dove ve li mostrano.

Nel Paese della bugia chi si azzarda a fare una ricotta "come una volta" rischia l'arresto, la "vita media" di una mela non è inferiore alle quattro settimane altrimenti fallisce una intera filiera e con cinque vacche podoliche si fanno 300 chili di caciocavallo al giorno. E nessuno si chiede mai quanto lardo di Colonnata esista...

Report non ha scoperto gran ché. Anzi ha coperto. Ha coperto la gigantesca quantità di luoghi nei quali giace la vera forza gastronomica dell'Italia: i forzieri della storia di milioni di donne e di uomini che ancora producono prodotti di grandissima qualità, di rado coincidente con l'illimitata quantità; le cassapanche di sapienza nel preparare e nel presentare dei piatti che per secoli hanno nutrito tutti: le corti regali e i vicoli dei pezzenti; il piacere di imparare e di trasmettere un mestiere che porti alta la bandiera tricolore in ogni parte del mondo.

Della vergognosa svendita a multinazionali franco-iberiche del tricolore alimentare del quale siamo alfieri nel mondo, con il paradosso di accendere il faro del buono usando la corrente italiana per valorizzare prodotti che italiani non sono. No, niente autarchia o dazi, chi se ne importa. Nulla ormai fa scandalo e tutto si arrende al dio denaro che si appropria delle coscienze e cammina sempre con la vanità, sua compagna inseparabile. Se un medico truffa per far vendere le protesi perché si vuole criticare chi prende i soldi per dare i punti nelle guide? E se una azienda sponsorizza una pubblicazione o un evento chi sarà mai capace di parlarne male? Avviene ovunque e avviene anche dietro ai fornelli. Questo è il mondo che abbiamo e un altro non esiste, credere al salmone fresco e al tonno rosso nel sushi a €6 è ingenuità, se il sushi costa €60 è imbecillità. E se un imbecille vuole dilapidare una fortuna e farsi spennare dagli Chef che non cucinano non c'è cura, imbecille era e imbecille rimane, vanitoso esattamente come chi lo pela.

Noi che alla vita lunga preferimmo quella larga continueremo a frequentare i luoghi che ci suggerirono Epicuro e, prima ancora, Crisippo e Archestrato da Gela. I luoghi dell'arte culinaria ove un piatto è un'opera d'arte, una poesia, un passo di alta letteratura. Dove una donna o un uomo raccontano una storia da gustare sempre in originale e mai in fotocopia. Io vado a mangiare le linguine di Daniela, non quelle fatte nel ristorante di Daniela! E quando prendo gli spaghetti con le vongole di Fabio le vongole le esigo, tante, fresche e aperte al momento.

Continueremo a dipanarci tra luoghi di altissimo rango o di parca semplicità, ma colti, ove pretendiamo che sia visibile la differenza tra Aristeus Antennatus, Aristeomorpha foliacea e Aristaeopsis edwardsiana, e, soprattutto, che sui "ciceri e trìa" il grana non si metta. Nemmeno se è uno degli sponsor della trasmissione.

Ci sarà un'altra puntata di Report, a maggio dicono, chissà quanti, intanto, cominceranno a chiedersi se non sia il momento di scrivere sui menù anche la provenienza dei prodotti che sono in un piatto, almeno quelli preminenti, almeno nei luoghi ove si è pronti a sborsare cifre importanti. O, forse, tutti avranno dimenticato tutto e la tempesta avrà agitato solo un bicchiere di acqua. Minerale.

Se successo vuol dire rinunciare a tutto ciò che offre la realtà, allora cari amici mi dispiace, mi spiace tanto ma io rimango qua, a sopportare ancora la fatica di vivere ogni giorno tra le mura di questo mondo piccolo e banale dove vince chi bara e non chi vale. A volte servirà l'ipocrisia, a volte qualche piccola bugia, ma non si sta poi tanto male in questa fogna se sai nascondere bene la vergogna.

O no?

2 commenti

  • Pino De Luca
    Pino De Luca Mercoledì, 29 Marzo 2017 16:41 Link al commento Rapporto

    Egregio Franco, ho troppi anni e sono troppo ampio per ambire a "farmi notare."
    Per altro mi ritengo fin troppo noto. Per uno che ha vissuto per una vita con lo pseudonimo di Walkingshadow è troppo anche firmare delle cose di così vasto interesse.
    Mi ero rannicchiato nella mia modesta rubrica di birra e distillati con poche e semplici apparizioni per il piccolo mondo di chi ne vuole capire qualcosa che fosse basato su un asse documentale comprovato.
    Poi il carissimo Direttore Davide Gangi mi ha ospitato un pezzo sulla ristorazione che trovi qui, http://www.vinoway.com/approfondimenti/attualita-wine-a-food/fatti/item/6227-ristorazione-%E2%80%9Ctra-alimentazione,-spettacolo-edibile-e-marketting%E2%80%9D.html, PRIMA di Report e per ragioni tutte interne al mio piccolo mondo geografico.
    Poi è arrivato Report, e il direttore mi ha chiesto di vederlo e di ragionarci sopra.
    Ho provato a ragionarci sopra con gli occhi di chi conosce questo mondo da vari punti di vista,
    Se fosse così gentile, e franco, da sottolinare quali sono le novità che ha tirato fuori Report e che io non ho notato sarei veramente grato.
    Certo la capacità di comprendere un filo di ironia non manca, come avrà certamente notato che il vino è il grande assente in questa puntata di Report, insieme a pasta e olio extravergine di oliva, e senza questi di che Italia parliamo?
    Certamente avrà notate queste cose e se le ha notate avrà certamente compreso a cosa mi riferivo quando ho scritto che Report ha coperto. Ammucciato dietro fragori a salve.
    O forse il commento era una furbata per farmi leggere Dissapore?
    Non ve ne era bisogno, lo leggo regolarmente come moltissime altre forme di comunicazione e le rispetto tutte, financo chi scrive che La Guida Michelin e Osterie d'Italia siano le guide più VENDUTE in italia.
    Che poi bisogna capire cosa si intende per vendute.
    Per esser compianto (pianto in compagnia) c'è ancora tempo. Alla salute.
    Pino De Luca

  • Franco Ziliani
    Franco Ziliani Martedì, 28 Marzo 2017 13:48 Link al commento Rapporto

    trovo che l'autore di questo articolo stia tentando di farsi notare semplicemente affermando che la puntata di Report di ieri sera non sia stata granché rivelatoria.
    Se é così non posso che compiangere l'autore di una simile furbata. In caso contrario gli consiglio di rivedere il programma in podcast sul sito di Report o meglio ancora leggerne i testi, disponibili in un post su Dissapore.

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