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Presidente Coldiretti Puglia: un sano ottimismo costa meno dei danni di immagine

Il Presidente della Coldiretti Puglia, Gianni Cantele, scrive a Vinoway:"La stagione che ha portato all'inizio della vendemmia 2016, in Puglia è stata caratterizzata da ottime condizioni atmosferiche, a parte qualche bizza tardo-primaverile, temperature estive mai fuori dalle medie stagionali, cosa che ha  consentito di ottenere eccellenti risultati con le varietà precoci a bacca bianca, di produrre ottime basi spumante con uve a bacca nera e portare a casa la gran parte del primitivo, soprattutto nelle aree tradizionali per questo vitigno, producendo vini equilibrati e dai profumi molto spiccati e netti.
 
Ovviamente, le aspettative per i vitigni più tardivi, come Negroamaro e Nero di Troia, erano di pari livello, con la maturazione delle uve che lasciava intravedere risultati epocali.

La perturbazione che ha piantato le tende sulla nostra regione per una intera settimana, ha senza dubbio cambiato la prospettiva dei viticoltori pugliesi, soprattutto lì dove si è espressa nella maniera più violenta, con bombe d’acqua che in alcuni casi hanno allagato città, strade, masserie, oliveti e ovviamente vigneti.

Credo sia giusto invocare il riconoscimento della calamità naturale, Coldiretti Puglia farà la richiesta alla Regione dopo che i danni saranno quantificati.

Non si deve dimenticare però, che le perdite di produzione dovute a eventi come grandine o marciumi dovuti a eccesso di pioggia, sono oggetto di ristoro nelle polizze incentivate con risorse comunitarie e pertanto non possono essere coperte dai fondi calamità a differenza dei danni alle strutture o quelli che portano alla morte della pianta. Anche il PSR può offrire riposte alla necessità di ripristino del potenziale produttivo delle imprese agricole.

Il percorso di qualità fatto dalle aziende vitivinicole pugliesi negli ultimi anni, è passato anche e soprattutto da una grande attenzione data alla gestione agronomica dei vigneti, oggi sempre più sottoposti alle stranezze di un clima sensibilmente condizionato dal global warming.

E’ per questo motivo, che sono ancora fortemente ottimista sul fatto che, dove si è fatta viticoltura con solide fondamenta tecniche, si possano ancora ottenere buoni risultati, soprattutto considerando che le uve erano ormai in dirittura di arrivo, con maturazioni prossime all’optimum.

Insomma, avendo davanti un po' di giorni di lavoro con vendemmie di alcune varietà appena iniziate, l’esercizio di un po’ di sano ottimismo costa meno dei danni di immagine che possono essere provocati da proclami che mettono in dubbio la qualità delle produzioni di un intero territorio".

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