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La Storia del Vino a scuola: presentato DDL

Il Senatore Dario Stefàno, membro della Commissione Agricoltura, questa mattina presso il Senato della Repubblica, alla presenza di giornalisti e addetti al settore tra cui il nostro Presidente di Vinoway Italia Davide Gangi, ha firmato il Disegno di Legge per attuare l'insegnamento di "Storia e civiltà del Vino" nelle scuole primarie e secondarie di tutta Italia.

Alla conferenza stampa tenutasi nella Sala Nassiriya di Palazzo Madama, insieme al Senatore sono intervenuti Attilio Scienza, professore dell'Università Cattolica del Sacro Cuore, Riccardo Cotarella, presidente Assoenologi, Paolo Castelletti, segretario generale Unione Italiana Vini e Isabella Marinucci, responsabile Area Vini di Federvini.



Il DDL prevede, a partire dal 2016, una copertura di circa 12,6 milioni di euro per la formazione degli insegnanti che dovrebbero introdurre la materia agli alunni.



Il Senatore Stefàno ha così dichiarato:"E’ l’inizio di un percorso che parte dalla presentazione di questo Disegno di Legge a mia firma sul quale ho molto lavorato in questi anni.

Credo sia arrivato il tempo che l'Italia recuperi la consapevolezza dei propri elementi di identità e con questa costruisca la formazione di base delle nuove generazioni.

Proponiamo l’insegnamento, nelle scuole primarie e secondarie, della storia e della cultura del vino, ma non vogliamo insegnare ai ragazzi a bere, vogliamo raccontare la storia del nostro Paese attraverso quella dell’uva e del vino. Non vogliamo agire sulla formazione tecnica ma sulla cultura di base.

Altri Paesi, come ad esempio la Francia, l’hanno già fatto. Se lo facciamo anche noi possiamo fare tanto. L'idea è di avviare subito esperienze pilota in alcune Regioni, Puglia in primis, grazie anche all’appoggio del Presidente Michele Emiliano e dell’Assessore Leonardo Di Gioia, anche per capire le criticità da risolvere. È un impegno di legge e speriamo di farcela”.

Attilio Scienza: “Prima di noi la Francia ha interpretato questo sistema educativo. Bere è una responsabilità. L’alcol è come una pianta che nasconde una foresta. Dobbiamo dimenticare l’idea che il vino debba essere paragonato ai superalcolici. Noi dobbiamo raccontare ai nostri giovani che il vino è l’elemento trainante della nostra cultura e dobbiamo dare l’idea che si tratta di un elemento fondamentale nella nostra cultura. Abbiamo perso l’usanza di bere il vino in famiglia e questo è un male perché dobbiamo dare l’identità di appartenenza, non deve essere solo una gratificazione fisica ma una giustificazione culturale”.

Riccardo Cotarella, presidente di Assoenologi:”In Italia ci sono più vini che campanili e oggi  con questo Disegno di Legge si vuole  partire dalle scuole primarie.  Ciò vuol dire dare consapevolezza ai giovani che il vino oggi non è più una bevanda, ma è frutto di storie, culture, passioni ed è l'unico prodotto che rappresenta l’Italia intera. Noi vogliamo avvicinare i giovani al vino non per bere alcol, ma per fare cultura, per parlare di un consumo prima con la mente, poi con i sensi. Insegnare vino nelle scuole vuol dire portare le persone a bere con intelligenza e quindi con moderazione".
Ultima modifica ilVenerdì, 25 Marzo 2016 09:58

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