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10 anni di Es raccontati da un appassionato

Quando ci è arrivata la richiesta di pubblicazione del seguente resoconto a cura di Nico Morgese, appassionato di vino ed in particolare della produzione di Gianfranco Fino, eravamo indecisi se dare spazio o meno ad una voce che non possiede “titoli”, “attestati” ufficiali, curriculum che potessero dare garanzia di conoscenza degli argomenti trattati.
Dopo un’attenta riflessione abbiamo però pensato che sia giusto dare questa possibilità anche ad un “semplice” appassionato dal momento che proprio gli appassionati sono i destinatari ed i veri fruitori della nostra comunicazione e questo potrebbe non rimanere un caso isolato.

Riportiamo quanto scritto dal nostro lettore Nico Morgese:

Era da parecchio che non si metteva in piedi una degustazione verticale, come ai bei tempi di Luciano Lombardi e della sua “vecchia” Osteria Vignadelmar. Finalmente ci risiamo e l’abbiamo realizzata con il Primitivo di Manduria Es di Gianfranco Fino.

Siamo a Monopoli, un paese della provincia di Bari e con precisione  nell’osteria “Essenza Tempo” di Giacomo Geusa. Solo venti appassionati, il giusto numero per riuscire a confrontarsi e accontentare tutti.

 La curiosità di conoscere l’evoluzione negli anni di questo Vino e quanto potesse continuare a dare aspettative di longevità, regnava sovrana.

Ad unanimità dei presenti e dopo l’approvazione dei signori Fino, si decide di stravolgere l’ordine di degustazione e quindi cominciare dall’annata più recente alla più “anziana” . Ebbene sì, dalla 2013 alla 2004…!

Vi racconto com’è andata:

Annata 2013 : Ne sentiremo di nuovo parlare tra qualche anno, elegante e austero. Sembra palesemente essersi affinata e consolidata la tecnica di vinificazione del viticoltore Gianfranco Fino. Lunghe speranze di crescita, annata molto interessante.

Annata 2012 : Il frutto è dominante, manco fosse stata prelevata qualche minuto prima dalla botte in cantina. Nessun cenno di legno e invadenza zuccherina, il giusto equilibrio tra freschezza e tannini.

Annata 2011 : Anche questa bottiglia si presenta bene  e mostra tutto il suo splendore in termini di colore, austerità e bevibilità… Quando in un Vino primeggia la struttura e la freschezza, non ci sono dubbi di riuscita.

Annata 2010 : Ancora tanta “roba”... Un nettare di frutto, il binomio perfetto tra freschezza e corposità. A volte mi chiedo  quanto altro buon vino si potrebbe ricavare dalla resa di una sola bottiglia di Es.

Annata 2009 : L’ho definito nobile, austero ed elegante, un tono più fine delle altre annate.

Annata 2008 : Dopo la riuscita formidabile delle annate più “vecchie”, la perfezione rasenta l’apice del godimento… Il bilanciamento di cotanto frutto unitamente a colore, acidità e tannini fanno di questa annata un altro vero esemplare.

Annata 2007 : Annata pluripremiata e bottiglia indiscutibilmente pregiata. Rispetto alle annate più recenti, gli manca solo un gradino per la vetta e potrà rappresentare il massimo delle aspettative.

Annata 2006 : Dopo due anni di vinificazione si percepisce il perfezionamento e i meritati premi ricevuti. Lo step qualitativo inizia a prendere fermezza. Rispetto alle annate precedenti, la percezione  alcolica è meglio integrata.

Annata 2005 : Bellissima bottiglia se consideriamo gli anni che porta con sé. Profumi, colori, bilanciati tannini e acidità ancora intatti. Un vero toro da arena.

Annata 2004 : La prima, l’embrionale della Cantina. Forse un pelo più invadente nel residuo zuccherino ed in termini di equilibrio, ma onore alla sua integrità dopo cosi tanti anni. Allora è proprio vero che il primitivo può crescere invecchiando!

Es più sole : Una carezza sulla lingua l’avete mai ricevuta? il Primitivo dolce naturale dell’azienda, di un rosso senza dubbi impenetrabile, profumi sbalorditivi di frutta stramatura, da fare innamorare anche un cane da tartufi. Nonostante la boccata fosse dolce, mai stucchevole ed invadente. Tantissima “roba” Signore e Signori!

Una degustazione unica, che ha sbalordito tutti i presenti anche per l’ottima cucina del giovanissimo Chef Maurizio Ostuni.

Lunga vita al nostro territorio pugliese che riserva sempre straordinarie e “longeve” sorprese...

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