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PAPA FRANCESCO E LE DONNE DEL VINO

All’insegna del rosa l’Udienza Generale che il Santo Padre Papa Francesco ha tenuto il 13 maggio in piazza San Pietro, di fronte a migliaia di persone accorse da tutto il mondo per assistere alla sua catechesi.

Le prime  file erano occupate da una nutrita delegazione dell’Associazione Nazionale Le Donne del Vino, presieduta da Elena Martusciello che ha donato al pontefice una bottiglia realizzata dal maestro orafo Gerardo Sacco.

L’Associazione,  formatasi nel 1988,  raggruppa oggi circa 700 iscritte in rappresentanza di tutte le categorie della filiera vitivinicola, dal vigneto alla cantina, dalla tavola alla comunicazione.  Dall’Abruzzo, delegazione presieduta da Valentina Di Camillo, hanno partecipato: Stefania Bosco, Stefania Pepe, Aurelia Mucci, Graziella Di Berardino, Mae Carulli, Maria Teresa Ruccolo, Laura Lamaletto, Sanaa Ezzaki e Jenny Viant Gomez in qualità di socia giornalista enogastronomica.

Al centro delle riflessioni del pontefice, il tema delle relazioni interpersonali,  la famiglia e i rapporti al suo interno.

«Su questa porta d’ingresso sono scritte tre parole, che ho già utilizzato in piazza diverse volte – ha esordito il Papa – queste parole sono: “permesso”, “grazie” e “scusa”. Infatti, queste parole aprono la strada per vivere bene nella famiglia, per vivere in pace. Sono parole semplici, ma non così semplici da mettere in pratica! Racchiudono una grande forza, la forza di custodire la casa, anche attraverso mille difficoltà e prove. Invece, la loro mancanza a poco a poco apre delle crepe che possono farla persino crollare».



Altro passaggio: «Un grande vescovo, San Francesco di Sales, soleva dire che la buona educazione è già mezza santità. Però, attenzione, nella storia abbiamo conosciuto anche un formalismo delle buone maniere che può diventare maschera che nasconde l’aridità dell’animo e il disinteresse per l’altro. Nemmeno la religione è al riparo da questo rischio, che fa scivolare l’osservanza formale nella mondanità spirituale […] Noi invece intendiamo la buona educazione nei suoi termini autentici, dove lo stile dei buoni rapporti è saldamente radicato nell’amore del bene e nel rispetto dell’altro».

I concetti espressi dal Papa non lasciano indifferenti e possono essere trasposti in qualsiasi ambito, dal lavorativo al familiare. Le parole di Stefania Bosco titolare di Bosco Nestore – nella foto portatrice dell’identificazione dell’Associazione e accanto a José Rallo di Donnafugata – sono emblematiche della capacità di Papa Francesco di entrare in sintonia con i fedeli, e non solo.

«Ho atteso con fervore questa occasione e l’opinione che ho del  pontefice ne esce rafforzata. Siamo di fronte a un uomo umile, generoso e anticonformista. È stato bello vederlo da vicino e ascoltarlo. Sarà ancora più bello mettere in pratica quotidianamente i principi della sua omelia».



Ultima modifica ilGiovedì, 14 Maggio 2015 13:41

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