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Ceglie Food Festival 2013 la politica ci mette lo "zampino"

il palco del Ceglie Food Festival Mimmo Barletta il palco del Ceglie Food Festival
Il presidente del Consorzio Turistico Apulia denuncia l’esclusione delle associazioni locali, non tanto per la buona riuscita della manifestazione, quanto per quello che questa potrà divenire nel futuro.

Il cibo  è una risorsa importante per ogni territorio, per il quale diventa elemento distintivo di qualità, gusto e tradizione. La cucina è uno dei motori dell'economia pugliese, che nella valorizzazione della ruralità e quindi delle tradizioni ha il suo tratto distintivo. Far capire agli amanti dell'enogastronomia cosa sia tipico e cosa no è impresa difficile, non impossibile però; è un percorso che richiede impegno, condivisione di valori e lealtà, da parte di tutti, amministratori, operatori del settore, produttori e consumatori.

Ceglie Messapica è capitale pugliese della Gastronomia, si trova nel cuore della Valle d’Itria, suggestiva zona nel cuore della regione, vi lavorano diversi chef di fama internazionale e vi si trova anche un presidio Slow Food, quello del biscotto cegliese.

Da qualche anno, gli chef e gli operatori gastronomici hanno deciso di lavorare in simbiosi, collaborando per dare il giusto risalto all’intera zona a livello mondiale. Nasce con questi principi il Ceglie Food Festival, un vetrina per gli chef cegliesi, con l’intento di dare risalto anche ai meno noti grazie all’organizzazione di convegni, tavole rotonde e cooking show con ospiti nazionali ed internazionali, per crescere attingendo nuove energie e punti di vista esterni.

L’utima edizione in particolare, aveva voluto mettere in risalto proprio la distinzione tra prodotto tipico e non, con i partecipanti al festival che hanno avuto la possibilità di compiere un vero e proprio viaggio gastronomico per le vie del centro ottocentesco della cittadina in provincia di Brindisi.

La Valle d'Itria è meta di turisti provenienti da tutto il mondo, in particolar modo durante il periodo estivo. Turismo vuol dire opportunità, anche economiche, ed il comune di Ceglie Messapica ha ben pensato di investire 70 mila euro nell’organizzazione dell’edizione del Ceglie Food Festival 2013 dimenticandosi di inserire nel bando di gara, che è rimasto attivo per sole due settimane, una postilla fondamentale: la tutela degli chef che ogni giorno rappresentano un valore aggiunto all’economia cittadina.

E’ così accaduto che due soggetti ben più preparati economicamente e strutturalmente ad affrontare i bandi pubblici, hanno battuto la concorrenza del consorzio turistico Apulia, che raggruppa molti ristoranti di Puglia e prevedeva la collaborazione dell’associazione dei ristoratori e produttori tipici locali ‘Ceglie è’, il consorzio per la valorizzazione e la tutela del Biscotto di Ceglie presidio Slow Food, l’associazione culturale a difesa della biodiversità Passo di Terra, l’associazione Cicloamici, il gruppo teatrale Residenza Teatrale di Ceglie Messapica Armamaxa Teatro di Mirko Lodedo, il Crsa Centro di ricerca sperimentale in agricoltura dell’università di Bari sito a Locorotondo.

Nulla da ridire sugli ospiti che vanno dall’enologo Angelo Maci allo show man Antonio Stornaiolo, e nemmeno sulla presentatrice Sabrina Merolla, per la quale Vinoway è stato media partner per il lancio del libro “Buonvento”, se non sul classico vizio che hanno i nostri politici di riuscire a rovinare delle belle realtà che di politico non dovrebbero aver nulla se non la visione a lungo periodo per un miglioramento generale, senza doppi fini.

Il presidente del Consorzio Turistico Apulia, Francesco Nacci (noto operatore della ristorazione) denuncia l’esclusione delle associazioni locali, non tanto per la buona riuscita della manifestazione, quanto per quello che questa potrà divenire nel futuro.

Ceglie Food Festival 2013 sarà sicuramente una manifestazione interessante con un programma ricco di ospiti e temi interessanti, ma l’enogastronomia non ha bisogno di troppe spettacolarizzazioni, specialmente se per farlo si sperperano soldi inutilmente.

Oggi sono stati stanziati 70 mila euro grazie ad un programma di sviluppo Grecia-Italia, per l’organizzazione di una singola manifestazione, ed il prossimo anno cosa succederà? Se quei soldi non verranno assegnati nuovamente, come si comporteranno le associazioni organizzatrici attuali e quelle locali totalmente escluse?

Ci sono tanti progetti in Puglia che andrebbero valorizzati ed avrebbero bisogno di linfa vitale, il che vuol dire supporto economico da parte delle istituzioni. 

Si cresce tutti se si cresce insieme, ma è la politica locale che deve cambiare prima di tutto per dare il buon esempio.

E’ necessario superare le faziosità, i facili “favori” ed investire in quello che Vinoway prova a sostenere da tempo: le idee e la cooperazione.

Ma per il bene di tutti è necessario distribuire più equamente le risorse e non creare inutili “guerre tra poveri” che altro non fanno che rovinare l’immagine della Puglia: vivremmo tutti più felici…

foto: Mimmo Barletta.

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