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SummerWine: quanto sono brave Le Donne de Vino!

Fresco. anzi freddo. Faceva freddo alla Tenuta Monacelli, in macchina 16 gradi quando son ripartito. Alla pelle non si sentiva perché il vino e la musica hanno reso il contesto caldo, ma poi, da fermi, si è viaggiato con il finestrino serrato. E, per la prima volta dopo settimane, la temperatura del termostato (19,5) superava quella esterna provocando finanche un accenno all'accensione del riscaldamento. Orrore. Via l'automatico e il primo fresco notturno a pareggiare i conti con le notti torride che ci hanno triturato i pori in questa lunga estate 2017.
 
La "splendida cornice", come direbbe il "bravo cronista", di Tenuta Monacelli ha fatto da sfondo ad un evento fantastico: SummerWine organizzato da Le Donne del Vino di Puglia.

S'arriva in ritardo, volti nuovi e volti conosciuti, cascate di affetto si riversano su una maglia estiva. Citar tutti? Ma nemmeno per sogno. Di sicuro Daniela, Marco che è stato il nostro sommelier, Lucia, Germano e il maestro Fabrizio, e l'AIS di Lecce c'è.



Poi Francesca e Leda ed anche dei giornalisti abbiamo fatto menzione, le donne cuoche di Primo e Andrea Serravezza che, in cucina, ha difeso alla grande i colori del sesso maschile. Grande piatto i suoi bocconcini serviti in condizioni veramente difficili e, ciò nonostante, davvero gustosi.

Ci mancano Le donne del vino? E quando mai, al tavolo Fiano, in compagnia fantastica, persone competenti e Alessandra, Giusy e Sonia; Emera, Cantine Imperatore e Terribile, rispettivamente. Contaminazioni ovvie con altri tavoli scambio di assaggi e di controassaggi. Di vini rossi di base negroamaro un unico esemplare: Orfeo di Paolo Leo, dal destino, tra gli altri, curioso e serioso il blending negroamaro-primitivo in rosa di Cantine Imperatore, tecnicamente impeccabile, leggermente accademico, di setosa beva. Di Amuré non dico nulla, ne abbiam parlato per tempo. Produttrice e vino di possanza: il primitivo di Terribile.

Giusy Terribile è un gran bel personaggio, il suo primitivo le somiglia. Anche nell'irruenza e negli accenti, di foga narrativa l'umana di legno speziato il vino. La mia opinione è che vanno un po' "domati" entrambi, ricondotti a maggiore naturalezza e un chicco di moderazione.

C'è una storia fantastica e dei vigneti capaci di raccontarla, bellissimi di per sé, non occorrono iperbole. Anzi lasciando che il tempo decanti qualche turbolenza, assottigli qualche spigolo che, il vino, di per sé già bello sinuoso, di ottima beva, non ha bisogno di corazze. Anzi più si spoglia più seducente è l'effetto. Sembra quasi che si ripercorra questa orribile storia che, le donne, per esser brave, devoso somigliare agliuomini.

Mia cara Giusy, una donna produca un vino da donna, anche autorevole e deciso, ma che diventa importante perché sa essere capace di abbracciare.

E poi, fuori quota, un interessantissimo primitivo di Spinelli da Santeramo, il primitivo dolce della Mariangela Garofano e i Tretomoli della Flora Saponari.

Donne del vino, donne divine delle quali sono tifoso, assolutamente tifoso e rivendico il diritto di esserlo. Così tifoso che se fossi giovane e fosse possibile, con il loro consenso, mi fidanzerei con tutte loro per tutta le vite a venire.

E a Marianna Cardone che guida questa compagnia straordinari, e con lei, a tutte le Donne del Vino di Puglia e del Mondo: "che la brocca di vino al bacio dell’amore, aggiunga il suo bacio." Dal grande Umar Khayyam.

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