Log in

Le diverse anime del Grillo raccontate a Primaterra

Un’antica massima dice: “L’acqua divide gli uomini; il vino li unisce”. E proprio questo è stato lo spirito che ha animato il “Focus sul Grillo”, organizzato da Camillo Privitera in collaborazione con Enonews, svoltosi nello splendido scenario dell’anfiteatro naturale disegnato dalle terrazze, alle falde dell’Etna, dove fioriscono rigogliose le vigne dell’azienda vitivinicola Primaterra, in contrada Sciaranuova a Randazzo.
 
Sotto l’ombra della folta chioma di un maestoso albero di castagno i winelovers e i sommelier presenti hanno avuto modo di ascoltare il racconto dedicato al grande vitigno autoctono siciliano.

Un percorso affascinante tra le differenti espressioni del Grillo, le sue anime e le sue caratteristiche aromatiche figlie di diversi micro-territori della Sicilia.

Un evento che si è snodato attraverso una degustazione alla cieca di trentotto vini diversi per comprendere tutte le sfumature e le caratteristiche organolettiche del Grillo senza alcun giudizio influenzato dall’impatto visivo dell’etichetta.  

Secondo recenti studi la nascita ufficiale del Grillo risale al 1874 a Favara (AG) per merito del barone Antonino Mendola, illustre agronomo e ampelografo. Il vitigno è frutto di un incrocio tra Catarratto e Zibibbo, come riportato nei documenti scritti dallo stesso barone.

L’atto di nascita è sancito come segue: “Seme di Catarratto bianco fecondato artificialmente col Zibibbo nella fioritura del 1869 nel mio vigneto Piana dei Peri presso Favara… Nel 1871 osservando nel vaso 105 una piantolina ben distinguersi tra le molte sue consorelle per vigore e colore delle foglie e più per tormento trassi una piccola mazza e la innestai nel 1872 sopra un robusto ceppo di Inzolia nera onde affrettarne la fruttificazione e così ebbi il piacere di gustarne i primi grappoli nell’autunno del 1874.” Nel 1904 il barone ancora scrive: “…ibridai il Catarratto comune di Sicilia collo Zibibbo, per ottenere un ibrido con le virtù miste dell’uno e dell’altro progenitore, per potere fabbricare un Marsala più aromatico.”.

Un vitigno quindi contemporaneo, vinificato in tutte le declinazioni possibili, in purezza ed anche in blend, del quale oggi si parla tantissimo. Ma un vitigno che è anche storia poiché utilizzato come base per la produzione di uno dei vini più affascinanti dell’enologia siciliana: il famoso Marsala.

 
Durante la degustazione sono emerse le “due anime” del Grillo, che sostanzialmente si riconducono a due biotipi. Questa dualità tipica del vitigno dà, nel primo caso, vini più legati alle caratteristiche terpeniche; nel secondo caso, invece, regala vini caratterizzati dalla presenza di profumi e aromi terziari, che si prestano bene all’evoluzione.

Numerose sono state le interazioni riguardo alle caratteristiche organolettiche dei vini provenienti dai diversi terroir siciliani, che hanno contribuito ad arricchire le conoscenze dei partecipanti sul vitigno, la sua storia e i diversi territori in cui è coltivato.
 
Un vino che nasce da un’uva a bacca bianca, la più diffusa in Sicilia occidentale, dalla forte personalità e dal carattere versatile, ricco, talvolta deciso nei profumi e negli aromi.  

Interessante l’assaggio del Grillo del Lago 2015 dell’azienda Di Prima di Sambuca di Sicilia (AG) dalle note polpose di frutta e dai leggeri accenti vegetali. E dell’Alégre 2015 dell’azienda Barone Sergio di Noto (SR), nell’area della DOC Eloro, che si è svelato al naso con le sue eleganti note agrumate e fruttate e al palato con buona sapidità, grande pulizia e finezza. Molto convincente anche l’Aquilae Grillo Bio di CVA, Cantina sociale di Canicattì (AG); un vino molto lineare, fruttato, con un carattere deciso e un’acidità gradevole. O ancora il Grillo 2015 dell’azienda Musìta di Salemi (TP) dalla delicata aromaticità, buona freschezza e sapidità.

Alla fine della degustazione è seguito un pranzo, ricco di sapori e profumi per coccolare i presenti, preparato dai titolari dell’azienda Primaterra: Camillo Privitera e la moglie Tiziana Gandolfo.

Piatti semplici ed eleganti come i deliziosi flan a base di zucchine e melanzane, le soffici focacce con pomodorini ed erbe aromatiche, le penne con zucchine e ricotta fresca e le gustose frittate. E per concludere in dolcezza una squisita crème caramel al profumo di cannella.
Ultima modifica ilMercoledì, 14 Giugno 2017 08:51

Lascia un commento

Assicurati di inserire (*) le informazioni necessarie ove indicato.
Codice HTML non è permesso.