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Il successo del Molise al 51° Vinitaly

Il Molise enologico esce dalla 51esima edizione di Vinitaly con numeri in crescita sia in termini di presenza che di riscontri ottenuti. E’ stata una nuova occasione per mettere in vetrina le produzioni locali che rappresentano, molto bene, le peculiarità del territorio.

Una qualità in costante crescita che ha trovato, in questa edizione, un rinnovato e più ampio spazio di vetrina all’interno dello stand regionale. Ma, anche, alcuni singoli produttori che hanno scelto di realizzare un proprio, specifico stand segno, anch’esso, di crescita aziendale. Ben 20 le aziende partecipanti, Angelo d’Uva, Cantine Catabbo, Cantina San Zenone, Cantine Salvatore, Campi Valerio, Borgo di Colloredo, Di Majo Norante, La Cantina di Remo, New Masserie Flocco, Cantine Camillo Cieri,Claudio Cipressi, VI.NI.CA., Azienda Agricola Cianfagna, Cantina Giagnacovo, Tenimenti Grieco, Società Agricola IL Quadrifoglio, Colle Sereno, Tenue Martarosa, Palazzo Livio, Di Tullio Vini.



Proprio la promozione dell’immagine del vino molisano, nel corso di questi anni, si deve alla delegazione regionale dell’Onav Molise, che ha realizzato diverse degustazioni sul territorio italiano per presentare le produzioni del territorio regionale. Attraverso la degustazione dei vini, di volta in volta presentati, è stato possibile far conoscere anche il territorio molisano. Vini che, per troppi anni, sono rimasti ai margini del sistema Italia per una diffusa cultura di produzione familiare che non ne favoriva lo sviluppo. Poi, gli investimenti delle cantine in vigna e nella fase di produzione, hanno portato ad una costante crescita delle produzioni soprattutto in termini di qualità.



Quale occasione migliore di Vinitaly, quindi, per l’Onav per proseguire nell’azione di conoscenza e di promozione dei vini molisani? Così, domenica 9 aprile, per il secondo anno consecutivo, l’Onav ha organizzato una degustazione sui Grandi vini del Molise. A guidarla, la delegata regionale Onav Molise, Carla Iorio e il presidente nazionale dell’Organizzazione, Vito Intini. Una fetta di territorio, portata all’attenzione di quanti hanno ritenuto di partecipare alla degustazione, che hanno avuto l’occasione di cogliere profumi, colori, particolarità dei vini proposti. Ad aprire la degustazione, due Falanghine. Uva tipicamente campana ma che, in Molise, ha trovato il suo giusto spazio e una naturale vocazione tanto da dare vita a un vino che il presidente Intini ha ritenuto definire “pericolosi”. Due le produzioni in degustazione: il Clivia, dell’Azienda San Zenone di Montenero di Bisaccia e il Passo alle Tremiti, di Tenimenti Grieco. Entrambe le Falanghine proposte rappresentano la sintesi del territorio molisane: sapide, con note di erbe aromatiche e una gran bella frutta, sorprendentemente fresche.  Non poteva mancare la Tintilia, ambasciatore del territorio molisano perché autenticamente autoctono. Un vino caratterizzato da una sorprendente spezialità nonostante la vinificazione in acciaio, importante, elegante, un rosso che ha dimostrato, come ha sottolineato Carla Iorio, di avere delle ottime capacità di invecchiamento e di conservare nel tempo quella freschezza che la caratterizza da giovane.



I partecipanti alla degustazione tenuta a Vinitaly, hanno potuto degustare la Tintilia S delle Cantine Catabbo di San Martino in Pensilis e il Macchiarossa della Cantina Cipressi di San Felice del Molise, entrambe di ottimo corpo con un bouquet straordinariamente inebriante e grande complessità aromatica, tannini presenti, ma vellutati, che lasciano una piacevole sensazione di polvere di cacao. A chiudere la degustazione, due espressioni della Doc Molise, nata nel lontano 1998, che ricade su tutto il territorio regionale, che rappresenta la sintesi del territorio sannita. In degustazione un Aglianico igp, il Sarò, delle Cantine Cieri di Termoli, sorprendente per giovinezza del colore e l’ottima rotondità e il Don Donà, un Molise Rosso, delle Cantine Salvatore di Ururi, pieno, speziato, con ottima spalla acida. Una qualità apprezzata e caratteri spiccati che rendono particolari i vini molisani frutto di un territorio, ancora da conoscere e scoprire, aspro, forte e sincero.

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