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Cultural 2016: tanta bellezza e l'incontro di Beppe Guida

La fine dell’estate 2016 si accende sullo splendido scenario dei Sassi materani, con quella “installazione”, fresca di appena due realizzazioni, dal titolo “Cultural”, il festival della cultura alimentare,  nato a Parigi nel 2014 nel palazzo che ospita la sede mondiale Unesco.


La conduzione affidata ad una signora del food, Sonia Gioia, perfetta padrona di casa nel districarsi tra chiamate dal palco agli chef ritardatari e di garbate e sobrie concessioni al pubblico.
Secondo alla precedente edizione di Parigi, il cultural materano ha incantato per la particolare bellezza dei tanti dettagli, insignificanti agli occhi dei piu’, ma potenti come una cannonata per chi sa ascoltare il suono delle idee.

Tra queste geniale è stata quella di indovinare il “setting” in una vecchia discarica imbutiforme, recuperata quale luogo di aggregazione e fucina di culture ed incontri Casa Cava, coazione ideale per gli chef che pur vivendo in Italia, non trovano, se non qui, la possibilità di conoscersi e di confrontarsi in quel disegno progettato e sogno realizzato di Mauro Bochicchio, presidente di Consortium Paris, società che firma il festival nato allo scopo di promuovere la cultura italiana nel mondo.

Un ipogeo in cui la mente chirurgica dell’architetto, geniale nell’assecondare le irregolari eminenze ed asperità, ha trasformato in un salotto di rara eleganza.

Le poltrone in foggia pecora, di chiara marca ideologica appulo lucana,  brevettate dallo scultore  pugliese Vito Maiullari, narrano  i luoghi, l’aria e le idee di una murgia incatenata a se stessa, impossibilitata a schiodarsi dal suo ruolo che ne assegna la primogenitura tra le aree piu’ antiche geologicamente formatesi in Europa ed Italia.

La pecora quale vessillo di un popolo nomade che da questa traeva nutrimento e gracili finanze, un atto di generosa riconoscenza quella di Vito, il “j’accuse” per le diseconomie silvo patorali di queste contrade assolate, per due lustri schizzate iperbolicamente alla cronaca quale esempio produttivo grazie al c.d. “ miracolo dell’imbottito”, ha trasformato temporaneamente le masserie del crostone murgiano, in scheletri cui solo il lustro della vicina Appia Antica, restituisce il fascino millenario dei cammini, ancora aperti e fruibili, del  regio Tratturo Melfi Castellaneta.

Tutto il resto lo fanno gli interpreti della gastronomia tricolore atterrati qui da tutto lo stivale.

Il mio incontro (saro’ di parte per la questione del frumento meridionale cui da anni dedico attenzione), lo dedico al maestro Beppe Guida, patron del ristorante Antica Osteria Nonna Rosa a Vico Equense.

E’ un piacere sentirlo parlare di farina e di pasta secca, il vero scoglio di tutti gli chef.

Lui si spiega:”Se sbagli una cottura con la pasta fresca, fai in tempo a gettarla e ne rifai subito un’altra; ma se sbagli una cottura di pasta secca sei finito; l’avventore sarà costretto ad interminabili attese”.

Ci parla del must che, incredibile ma vero, ha il sapore della c.d. “democrazia in cucina”.

“La cucina deve essere replicabile, mi dice, portarla fuori dal ristorante, condividerla con le quotidiane ambizioni gastrologiche, se non gastronomiche, dei tanti che chiedono solo un seduzione ad un alimento povero”. Saranno le sensibilità altre a coniarne lo stile soggettivo.

La pasta appunto,  il cui valore immateriale viene forgiato dall’aria pulita e dalle violente e salutari insolazioni meridionali che restituiscono alla mente oltre che al palato, grazie all’irraggiamento UV che ne garantiscono la assoluta sanià e sicurezza alimentare, la consapevolezza che solo cio’ che non uccide nutre per davvero.
 
Ecco cosi che Beppe parla del suo capolavoro di semplicità, ovvero gli spaghetti all’acqua di limone con caciocavallo del Monaco.



Colpito ed affondato.

Questa è classe, abilità, esoterica evocazione di un vissuto ancestrale oramai, finalmente direi,  dimenticato dalle quotidiane e tristi incursioni cariche di saccenteria e sicumera “bloggheristiche” che tanto fastidio recano, oramai, al gastronauta moderno.






I convivi serali hanno  poi reso tutti più felici, i pochi eletti, per il numero limitato di posti, che consegnano alla prossima edizione il testimone di una esecuzione corale ben riuscita. 
Ultima modifica ilMartedì, 27 Settembre 2016 12:00

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