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Il Molise movimenta la Douja d'Or

Credevate che il Molise fosse ‘scomparso’ da questa pagina? No, una semplice assenza, e me ne scuso con i lettori. Ed oggi torniamo a voi per parlarvi ancora delle eccellenze della  piccola regione, eccellenze che non sono targate solo wine ma abbracciano il territorio.
 
Così, il Molise si è presentato nella bella serata svoltasi ad Asti….sì ad Asti, dove è stato protagonista sabato 10 settembre, in una di quelle eleganti ed interessanti serate di degustazione che hanno movimentato  la Douja d’Or.

Quest’anno il Concorso enologico Astigiano ha spento le candeline del suo 50esimo anno di vita e il programma, per festeggiare un compleanno così importante, è stato molto ricco ed interessante.

Un frizzo, un salto di qualità che il Molise non si è lasciato sfuggire, e così pronto con la sua presenza.

Grazie alla sezione ONAV Molise, che ha organizzato una cena tutta molisana, la regione è stata protagonista  di una serata Enogastronomica, che ha incantato gli intervenuti.



A fungere da traino il vino  con la Tintilia nelle versioni sia rosè che rosso; con il  Molise rosso, con delle riserve davvero interessanti; con i bianchi tra i quali le Falanghine riconoscibili per mineralità e sapidità, con il nostro Biferno una delle doc più vecchia della regione che parla delle splendide vigne affacciate sul mare.

In campo, da protagoniste ben  undici Cantine Angelo D’Uva, Borgo di Colloredo, Campi Valerio, Catabbo, Cieri, Cianfagna, Claudio Cipressi, Colle Sereno, Di Majo Norante, San Zenone, Tenimenti Grieco. Il vino come traino per portare a tavola alcune eccellenze agroalimentari proprie del territorio.

Dai tipici formaggi a  pasta filata come la stracciata e il caciocavallo P.T. di Agnone del Caseificio Di Nucci, le passite ripiene e il caciocavallo stagionato di Ottorino del Castello di Capracotta, cittadina del Alto Molise con una lunga tradizione lattiero casearia. Sempre da Capracotta, sono giunti ad Asti i pecorini di Oreste Trotta  e quelli, particolarissimi, di un giovane laureato all’Università del Gusto di BRA,  Nicola del Vecchio e la tradizionalissima salsiccia di fegato di Angelo Antonelli di Castel del Giudice.

E, ancora, dal basso Molise hanno raggiunto Asti la Treccia di Santa Croce di Antonietta Paladino, la Pampanella di San Martino di PIG, carne di maiale speziata e cotta al forno, il treccione passito de La Fontenuova, la Ventricina di Montenero, il tutto condito con una spolverata di Scorzone Molisano di Di Iorio Tartufi.

Vino, eccellenze agroalimentari e non potevano mancare due piatti della tradizione. L’offerta dei piatti molisani non poteva non contemplare il Cac’e ove, e la pizza e minestra, preparata con il granone Agostinello del Molino Cofelice, un mulino a pietra dove il granone viene macinato come una volta. Anche il dolce era targato made in Molise con le Ostie di Agnone ed il panettone alla mela zitella, varietà autoctona molisana, in via di estinzione, che Gerry Labbate ha riscoperto ed utilizzato nella sua pasticceria.

E’ stato solo un assaggio a volo radente  sui profumi e aromi del Molise presenti alla Douja d’Or ad Asti. Ritorneremo a parlare di queste straordinarie eccellenze.

Come vi parleremo dei Castelli, delle riserve Mab del Molise. Per oggi, abbiamo voluto incuriosirvi…. speriamo di esserci riusciti.
Ultima modifica ilVenerdì, 16 Settembre 2016 09:08

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