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Tormaresca Vino & Cucina trova la sua dimora nella città barocca

Tormaresca realizza il sogno di avere la propria casa nel cuore pulsante di Lecce, la  città Barocca, in via Cairoli, 25 apre il suo Winebar.
 
Giovedì 16 luglio la consolle del DJ Nicola Conte, ed i banchini di assaggio, preparati su caratteristiche barrique marchiati TORMARESCA, hanno dato inizio ad una festa, partita alle ore 18,30 e conclusasi in tarda notte. Il vino ha incominciato a scorrere nei calici creando un’atmosfera in cui i profumi freschi e fruttati di Chardonnay, Calafuria e Fichimori, sono stati i protagonisti di un momento di grande gioia e partecipazione.



All’ingresso del locale, le pareti interne, i soffitti, totalmente realizzati in pietra leccese, e le maioliche di rivestimento, nei colori azzurro e arancio, riproducono fedelmente l’ambiente e l’atmosfera mediterranea delle cucine di antiche case pugliesi.

Ciotole smaltate e vasi in latta, riposti su scaffali a parete e tavoli, sono l’alloggio per piante aromatiche, erba cipollina, mentuccia, salvia, timo, rosmarino, basilico. I profumi delle erbe mediterranee e quelli della cucina si mescolano, si confondono, conferendo all’ambiente caratteristiche olfattive e sensoriali che si sposano con il clima di festa d’estate.

All’ingresso, subito un grande tavolo sociale, con sgabelli alti, che suggeriscono un angolo perfetto, per consumare un aperitivo tra amici, condividendo un menù ricco di sapori antichi, rivisitati in chiave attuale.



Verdure della tradizione mediterranea, pane e frise preparati con impasti da diversi tipi di farine, tra cui orzo, kamut, mais. Formaggi, pesce azzurro e crostacei, gamberi rossi, frittura di paranza in piccoli cartocci, pomodorini e capperi insieme ad erbe aromatiche, come condimenti essenziali. E ancora la tipica tajeddha con riso patate e cozze.

L’abbinamento a questi piatti della tradizione locale, trova il suo trionfo nella selezione dei vini Tormaresca, prodotti da uve autoctone, come negramaro, primitivo, aglianico e fiano pugliese. E così per tutta la serata scorrono fiumi di vino nei calici degli ospiti.

Proseguendo oltre, andando verso la cucina, un tripudio di odori, promette gustosi appetizers. Qui si incontra un grande balcone, palcoscenico delle materie prime utilizzate, e che fa da abbraccio a tavoli e sedute ricoperte da cuscini in vivaci colori aranciati, riproduzione delle sfumature  delle maioliche che arredano i tavoli e che fanno da rivestimento alle pareti.

Le lampade coniche si affacciano sulle singole postazioni e diffondono una luce soffusa che scalda l’atmosfera.

Lo sguardo va alle pareti, intensamente occupate dalle bottiglie che sono fiore all’occhiello dell’azienda Tormaresca. Prodotti nella Tenuta di Minervino, Bocca di Lupo, superbo aglianico, e poi gli straordinari Pietrabianca, Trentangeli e Kaloro.

E ancora le produzioni della Tenuta Maime nel Salento: Masseria Maime, Torcicoda, Roycello.



Ogni angolo del locale, che si snoda in stanze comunicanti, sembra offrire sorprese all’occhio del visitatore, suggerendo attraverso i disegni del pavimento, conservato in originale, e i piccoli tavoli, con gli 80 posti a sedere, uno stile anni ’50.

Le proposte culinarie, culminano con un momento di grande interesse e sorpresa. Un mastro casaro, di un caseificio locale,  improvvisa un laboratorio artigianale di pasta filata, confezionando nodini di fior di latte, gustosi e succulenti.

Momento quest’ultimo, di attrazione per i partecipanti alla festa, e di assoluto stupore per alcuni turisti stranieri.

Il luogo diventa motivo di ritrovo e aggregazione di comitive lì approdate per l’evento.

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