Log in

Orange Wine... le mille sfumature del quarto colore

Per quanto appaia semplice, scontato, persino banale, è inevitabile ribadire che Isola, la deliziosa cittadina sul mare d’Istria, in occasione dell’evento dell’anno dedicato ai vini macerati, si sia tinta di orange.  
Giornata splendida con il mare di un intenso blu cobalto dal quale pare sorgano le Alpi della Slovenia ancora innevate, seppur in primavera inoltrata. La bora, dispettosa, rende l’aria frizzante, quasi ad aumentare l’euforia che serpeggia tra i  numerosi partecipanti alla festa dei vini macerati. Vignaioli, enoappassionati, turisti, affollano le rive e la piazza antistante a Palazzo Manzioli e alla Casa del Podestà, all’interno dei quali si svolgono le degustazioni degli Orangewine.



Il termine orange, per convenzione, indica vini, non propriamente color arancione, ma con mille sfumature, prodotti da uve bianche "vinificate in rosso". Attraverso la macerazione, le bucce rilasciano antociani e tannino, fondamentali per l’evoluzione del vino. Non vi sono interventi chimici, nessuna filtrazione, l’obiettivo è ottenere “vini naturali”, cioè nel massimo rispetto della natura.

È un mondo fatto di storie personali, familiari, di nuove generazioni che si avvicendano e continuano la tradizione dei padri, quello in cui ci immergiamo spaziando da nord a sud, da est a ovest, in una danza inebriante senza confini…Come sempre, nonostante la buona volontà non si riesce ad assaggiare tutto, ben sessantanove sono le aziende presenti con più vini.

Cominciamo da Rencel, Dutovlje, Slovenia. La Vitovska 2015 è fresca, con l’acidità tipica del vitigno, giovane e gradevole. La Malvasia 2015, aromatica, sapida, con una leggera nota di miele. Piacevole è il Pinot nero 2013, vinificato in bianco, senza solfiti, biologico, esperimento ben riuscito.
Elegante il Sauvignon 2012.



Sumenjak ci sorprende con l’Alter 2013, un Riesling italico dallo spiccato color ambra, quasi un liquore; il Pinot grigio, Alter 2013 colora il calice con i suoi riflessi ramati, l’acidità lo sostiene, in bocca è ampio anche se le uve mature e la macerazione fanno perdere un po’ di tipicità. L’Alter 2012 è una bel connubio tra il Riesling e il Pinot.



Ci spostiamo in Serbia, Vucurevic  presenta il Rajnski Riesling 2010, al naso i sentori di mela cotta preannunciano un vino evoluto.

Ci spostiamo di pochi metri e rientriamo in Slovenia, sul Carso, da Stemberger che ci mostra le mani ancora nere per aver pigiato la Barbera…La Malvasia 2014 che si sviluppa su un vitigno verticale, non ha risentito dell’annata nefasta. Lo Chardonnay 2008, dopo otto giorni di macerazione e tre anni in botte  ha bisogno di qualche minuto per aprirsi e raccontare la terra da cui proviene: Il Carso e il Vipacco, insieme! Una grande struttura per lo Chardonnay 2005  che oltre ai sentori di frutta secca, caffè tostato, trasmette la mineralità del Carso, come conferma il vignaiolo, smentendo quanti sostengono che non si può palare di mineralità nei vini. Bisogna annusare anche l’aria che respirano le viti, annusare il terreno e le pietre, per ritrovare tutto questo in un vino…Restiamo in zona con Slavec.



Assaggiamo tre Ribolle: Rebula 2013, una prova di botte nella quale deve rimanere ancora per qualche mese. La Rebula 2012 è fresca, floreale, con una buona bevibilità,  più evoluta, equilibrata e pronta è la Rebula 2009.

Contagioso è l’entusiasmo dei fratelli  Rojac che presentano la  Malvasia 2015 appena prelevata dall’anfora (le anfore in cui affinano i vini arrivano dalla Georgia, l’antica Colchide…), molto tipica, nonostante la macerazione e pulita. La Malvasia 2014 ha richiesto maggior impegno, considerando l’annata piovosa. I tempi di macerazione sono stati più brevi, affinamento in botte per un anno. Il naso è solleticato dal profumo di pepe bianco… La Malvasia 2013 imbottigliata da un mese dopo trentacinque giorni di macerazione e sei mesi di affinamento in botte, è pronta per essere gustata in tutta la sua fragranza.



Molto istruttiva è stata la conversazione con Batic il quale ci racconta che proteggere il microclima del suo territorio, attraverso getti di aria calda (75°) che aumentano la resistenza delle viti. Molto particolare è il suo Angel Riserva 2009, uvaggio di ben nove varietà di uve.

Movia non si smentisce con il Lunar, 2013 e 2007 e Lunar Chardonnay 2008.  



Di JNK abbiamo gustato la Ribolla 2009, con una macerazione pronunciata, la Ribolla 2008 con una leggera volatile non fastidiosa ma che sostiene il vino.

Una rapida citazione per Il Carpino, La Castellada,  Damijan  Podversic, Dario Princic, Franco Terpin, Montanar,Radikon,Ronco Severo,Skerk, che hanno fatto la storia dei vini macerati.

In evidenza  tra le aziende sicuramente da seguire anche Grillo dal Piemonte, Incontri e Sasso Tondo dalla Toscana. Un tripudio di colori, profumi e sapori anche per il succulento buffet con grandi prodotti alimentari che hanno accompagnato la degustazione dei vini.

Gli ottimi tartufi dell’Istria, il prosciutto del Carso con venti mesi di stagionatura, il prosciutto cotto in crosta di pane servito con il cren, i migliori olii extra vergini d’oliva della Slovenia, il baccalà mantecato, lo spezzatino cotto nel paiolo e servito con la polenta, come una volta…






Il bicchiere della staffa? Una bella birra bionda da bere con un allegro sottofondo musicale. Ottima l’idea di ornare le pareti del Palazzo del Podestà con le opere di Eduard Belsky. L’arte nutre lo spirito e c’è tanto bisogno anche di questo cibo…
Ultima modifica ilLunedì, 09 Maggio 2016 11:25

Lascia un commento

Assicurati di inserire (*) le informazioni necessarie ove indicato.
Codice HTML non è permesso.