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Esperienze e racconti di vita a ViniVeri 2016

Si è svolta con grande partecipazione di vignaioli e pubblico, la tredicesima edizione di ViniVeri -Vini secondo natura- evento che ha il suo quartier generale nella cittadina veneta di Cerea.

I “contadini” consorziatisi in Vini Veri sono accomunati da una filosofia di vita che mette al primo posto la “Natura da tutelare, rispettare e salvaguardare quale fonte del nostro benessere, indispensabile per la sopravvivenza delle genti...L’utilizzo degli insegnamenti tramandati dagli avi, insieme ad una oculata applicazione di talune tecnologie, sono le direttive  che accompagnano le attività in vigna”…  È escluso l’uso invasivo di chimica di sintesi così come le stabilizzazioni, tanto che l’edizione 2016 si è celebrata dichiarando la ferma opposizione all’uso dei Glifosati (molecole utilizzate per produrre erbicidi).



Proprio per sensibilizzare le coscienze sin da piccoli, il Consorzio Vini Veri ha promosso un progetto tra le scuole con un concorso finale dal quale è stata ottenuta l’immagine simbolo di ViniVeri 2016, realizzata dagli alunni di scuola materna dell’Istituto Comprensivo Petrarca di Montevarchi (Ar).
Naturalmente le affermazioni di principio si concretizzano nella produzione di vini che, con tali presupposti hanno peculiarità siffatte da trasmettere l’anima del territorio e quella del vignaiolo… Cento le aziende presenti, provenienti da Italia, Spagna, Austria, Slovenia e Georgia, circa cinquecento i vini in degustazione per rivelare ciascuno la propria storia.

E sono proprio i racconti di vita, le scelte a volte drastiche, le esperienze vissute e attese, la parte più interessante dell’incontro con i vignaioli, pronti a rispondere a tutte le curiose domande. C’è chi narra di uve raccolte da vigne di centododici anni, ricavando seicento bottiglie da dieci ettari di vigneti; chi presenta il nuovo vino affinato in tini di pietra, chi spiega l’etichetta che riporta la sagoma di un fanciullo in equilibrio precario su una sedia.

Mani callose mostrano anfore in miniatura, per dare l’idea di ciò che succede ai vini lì macerati, ragazzi, poco più che adolescenti, raccontano la storia dei vigneti di famiglia…Strappa un sorriso, il vignaiolo che produce un ottimo vino solo per diletto mentre per vivere fa tutt’altro mestiere, così come davvero simpatico oltre che bravo è il contadino con il cappello di paglia d’ordinanza, il quale racconta che ha deciso di produrre un vino dolce da chardonnay perché gli piacevano i grappoli! Molto interessante è il confronto con i vini di altri Paesi. Sentori e sapori sconosciuti che proiettano in altre terre, in alcuni casi molto lontane. Il denominatore comune è sempre il desiderio di vivere e lavorare seguendo i ritmi della Natura.


 
La degustazione dei vini meriterebbe un approfondimento a parte considerata la specificità degli stessi. Vini macerati, non filtrati, affinati in pietra, in anfore, oltre che in botte, vini che non rientrano nei parametri codificati da schede di degustazione ormai superate, che possono incontrare approvazione o rifiuto ma non indifferenza. Certo la qualità non è sempre pari al metodo di vinificazione, un vino macerato non è per forza ben fatto, come succede per qualsiasi altro prodotto.



L’importante è comprendere che il mondo dell’enologia è più vario di quanto si possa pensare e va riscoperto ogni giorno.

A completare la golosa offerta di Vini Veri 2016 selezionate aziende agroalimentari compresi due birrifici, hanno proposto cibo di alta qualità sempre all’insegna  del buon uso delle materie prime, nel rispetto della salute dei consumatori.
Ultima modifica ilSabato, 16 Aprile 2016 10:36

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