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Les grands jours de Bourgogne

Formica, si formica. Questo mi sono sentita di essere partecipando alla tredicesima edizione di Les Grands Jours de Bourgogne. Una manifestazione svoltasi in Francia, regione Bourgogne, tra la Côte de Nuits e Mâcconais e Côte Chalonnaise e Côte de Beaune passando per Chablis e Mercurey e Beaune e Chassagne-Montrachet e Merseault e Aloxe-Corton. Insomma un giro stratosferico nella regione vinicola probabilmente più difficile da interpretare al mondo.

Una formica ignorante che ha avuto la fortuna di essere accredita a questo evento che si svolge ogni due anni. Non si può accedere a nulla senza accredito. Duemilacinquecento fortunati hanno potuto partecipare, di questi il 27% era importatore, 20% enotecari, 15% sommelier, 8% ristorati e solo il 6% giornalisti. Una formica curiosa che ha capito alcune cose fondamentali: 28.841 ettari sono coltivati a vigneto con una produzione di 1,4 milioni di ettolitri pari solo al 3% della produzione nazionale francese e lo 0,5% su quella mondiale, ma che ha un impatto mediatico estremamente rilevante. Chi non sogna prima o poi di bere un Romanée-Conti?



Les cepages (i vitigni) In Bourgogne si coltiva principalmente Chardonnay per il 48%, Pinot Noir per il 34%, ma anche Gamay per il 10% e Aligoté per il 6% (2% altri). Questa è la cosa più facile da capire.  Pochi vitigni e chiuso il discorso per non far confusione. Tutte vigne piccolissime, cicciotte, compresse. Il tutto per dare il meglio Région viticoles  (regioni vinicole) Solo 5. Côte de Nuits, Côte de Beaune, Côte Chalonnaise, Mâconnais e Chablis & Grand Auxerraois. Sembra facile ma... ci sono 100 appellation divise tra Grand Crus, Premier Crus, Villages e Regionales e qui si comincia ad entrare in panico.  Districarsi comincia a diventare difficile anche perché,  per esempio, del famosissimo Montrachet non ce né solo uno … Nooo troppo facile. Sono 2 Puligny e Chassagne. E via di questo passo. Esistono les Terroirs ma anche les Climats. Les terroirs ci abbiamo messo anni a capirlo ma finalmente ci siamo. Terreno, esposizione, ventilazione, altitudine, sesto di impianto, orografia, uomo. Ma Les Climats? Sono le 1247 particelle che compongono la zona vinicola della Borgogna. Diventate, lo scorso anno, patrimonio mondiale dell’Unesco. 1247 particelle ciascuna con il proprio nome……. La cosa diventa di una difficoltà titanica. Millésime (annata) Che dire…. I grandi vini della Borgogna li ho sempre apprezzati, anche in questa occasione, con parecchi anni di affinamento.

Ma durante l’evento sono state presentate principalmente le annate 2015 – 2014 e 2013. Puri e semplici infanticidi a mio parere. Certamente ho trovato degli Chardonnay piacevoli anche in queste annate, ma decisamente pochi. Hanno bisogno di riposo, di far uscire quegli aromi terziari che gli fanno fare il salto di qualità. Stesso, e ancora più rafforzato, discorso per il Pinot Noir per un problema di tannini. Ancora verdi e scomposti. Da sottolineare come la nostra difficilissima annata del 2014 non lo sia stata in quella zona della Francia. Non una grande annata ma decisamente migliore del 2013. Come conclusione direi che per acquistare bene le nuove annate bisogna essere degli agenti di Borsa. Solo loro sanno acquistare i futures!!

Crachoir (sputacchiere) Tutti sputano, per fortuna. Ma dove? In barrique dotate di immenso imbuto con sotto un secchio. Ma, c’è sempre un ma, i Francesi lo sanno fare e sputano alla grande senza sbagliare un colpo. Gli orientali, in gran numero, no! E ne combinano di tutti i colori. Io ero dotata della mia sputacchiera personale e potevo, elegantemente, starmene alla larga da quelle comuni evitando di incappare in fastidiosi  episodi Lieu (inteso come luogo dove si sono svolte le degustazioni) Non una unica location ma in molti luoghi si sono svolte queste degustazioni. Dai castelli, alle tonnellerie (fabbriche di botti) al palazzo dei congressi. Ogni giorno si cambiava, si scoprivano nuovi villaggi e paesaggi e mondi diversi. Scelta azzeccatissima.

Femmes & Vins (donne e vino) Anche in Borgogna ci sono le Donne del vino. Solo produttrici però. Ho avuto modo di conoscere queste gentili Signore all’evento da loro organizzato. Che gran gioia trovare anche in Francia grandi Donne che fanno questo difficile lavoro. Per me solo tre giorni in quel Paradiso.



Tre giorni intensi, che mi hanno permesso di diventare una formica un pochino meno ignorante. Sono stata fortunata ad esserci andata e ancora di più di aver avuto come compagna di viaggio la mia amica, e collega, Ada Regina Freire che non solo è molto preparata ma è anche una validissima interprete. Senza di lei sarei “partida casson e tornada baul” (partita cassone e tornata baule, cioè senza aver imparato nulla).

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